23 BAMBINI SPECIALI* Federica Leotta e Ledi Baruffaldi [abstract] L'incontro con un alunno pluridisabile predispone all'osservazione rispettosa dei suoi tempi e delle sue modalit…, al coinvolgimento di tutti nella costruzione della relazione.[fine abstract] Mi chiamo Federica e sono insegnante di sostegno nella scuola primaria "G. Carducci" di Livorno, frequentata da Emanuele, un bambino pluriminorato a causa di una lesione cerebrale, intervenuta al momento della nascita, che ha gravemente compromesso lo sviluppo delle funzioni motoria, visiva, cognitiva e linguistica. Il mio lavoro con Emanuele inizia dall'incontro con Ledi, logopedista in servizio presso l'Unit… Operativa di Salute Mentale per l'Infanzia e l'Adolescenza della ASL di Livorno. Da circa 10 anni, a seguito di una formazione organizzata dall'U.I.C.I. nazionale (I.RI.FOR.) e curata per la preparazione tecnica dalla Fondazione R. Hollman, Ledi si occupa di bambini con grave deficit visivo in patologie complesse. Nella sua stanza "speciale" per le attrezzature di cui Š dotata ma soprattutto per i bambini che vi gravitano, Ledi incontra Emanuele, all'et… di 2 anni e mezzo. Emanuele Š un bambino piuttosto chiuso alla relazione, piange spesso come forma di comunicazione e ha due occhioni che quando agganciano, catturano e fanno intravedere un mondo da incominciare a capire. Per far questo Š necessario sganciarsi dall'ansia del fare, uscire dalla consuetudine delle elencazioni dei vari "non Š in grado di"; Š indispensabile predisporsi ad una osservazione ripetuta, prolungata e assolutamente rispettosa dei suoi tempi: osservare ad esempio il movimento spontaneo di una manina, il volgere dello sguardo in presenza di un tipo di luce filtrata piuttosto che un'altra, il cambiamento di respiro, l'aumento di tono muscolare in una particolare posizione e soprattutto accogliere il suo pianto e cominciare a tradurlo come espressione di diversi contenuti comunicativi. Ledi trova un aiuto nelle stimolazioni basali secondo il metodo Froelich ma soprattutto si confronta in modo sistematico con tutti coloro (specialmente gli operatori della fondazione Hollman e la dott.ssa Franchi del Centro di Consulenza Tiflodidattica della Biblioteca Italiana per i Ciechi "Regina Margherita" di Firenze), i quali si occupano della pluriminorazione in modo competente e fortemente rispettoso della personalit… e della realt… unica di ogni singolo bambino. Parallelamente all'intervento terapeutico, Ledi svolge un'attivit… di collaborazione con gli insegnanti di Emanuele sin dalla frequenza dell'asilo nido; tali attivit… prevedono la sua presenza nella scuola per favorire la conoscenza del bambino attraverso i vari stimoli sensoriali e le modalit… relazionali a lui gradite (handling, modulazioni vocaliche, musiche particolari, gesti anticipatori...) Nell'incontro precedente all'ingresso del bambino nella scuola elementare, fu posta l'attenzione su una condizione imprescindibile e prioritaria per poter pensare ad una vera integrazione di Emanuele nella classe: la disponibilit… di uno spazio pensato per lui (che non fosse la tradizionale aula con i banchi), dove i suoi compagni potessero incontrarlo per condividere tutta la sua esperienza multisensoriale che lo aveva fatto crescere. Loro stessi, attraverso la guida degli insegnanti, sarebbero diventati gli spontanei facilitatori e gli intermediari amorevoli tra il mondo poco distinto di Emanuele e il loro, fatto di spontaneit… e di realt… dirette e semplici. Questa che vogliamo raccontare Š la storia di Emanuele, dei suoi amici, dei suoi insegnanti..., una storia di piccole grandi conquiste quotidiane, di momenti magici e intense emozioni, di amicizia e di amore. Ô una storia prima di tutto fortunata. Lo Š per tanti motivi: perch‚ le insegnanti di Emanuele sono insieme sin dalla I elementare e condividono le stesse linee educative; perch‚ la mia presenza a scuola Š sempre stata di 24 ore settimanali (Emanuele frequenta regolarmente il tempo pieno senza riduzioni orarie); perch‚ la struttura dell'edificio scolastico ha permesso l'organizzazione di un'aula (cosŤ come era stato sottolineato da Ledi), oltre a quella della classe, adatta ai bisogni specifici di Emanuele. Siamo consapevoli che queste "fortune" (ma sarebbe meglio parlare di diritti) sono state determinanti per garantire a Emanuele un percorso normalmente speciale ma, senza l'accoglienza, la condivisione, la volont… e l'entusiasmo di fare da parte di tutti, esse avrebbero garantito soltanto uno spazio pi— idoneo dove stare e una sorta di "angelo custode" con cui stare. La storia scolastica di Emanuele inizia il 15 settembre 2003, nel giorno particolarissimo per ogni bambino e la propria famiglia, ma anche per noi insegnanti che Š il primo giorno di scuola. Del personale incontro con Emanuele e la sua mamma ricordo la mia emozione provocata dal suo silenzio e dai suoi grandi occhi scuri, l'emozione della mamma carica di paure, dubbi, speranze e aspettative. E poi, il mio procedere "a tentoni" di fronte ai suoi inspiegabili pianti disperati per intere mattine. Era la prima volta nel mio lavoro che mi trovavo di fronte ad un bambino con grave handicap e ho immediatamente dovuto reinventare il mio ruolo di insegnante:niente lezioni "normali", letture, problemi e schede da completare ma bisogno di mettersi fisicamente in gioco per entrare quotidianamente nel mondo di Emanuele. In questo mio viaggio ho la preziosa guida di Ledi che da subito ha spostato il suo intervento con Emanuele nell'ambito scolastico presentandomi le attivit… pi— adeguate e avviando con me il progetto, tuttora in corso, studiato per l'integrazione di Emanuele. Il progetto vede anche l'aiuto di Stefano, il fisioterapista nonch‚ il confronto con le colleghe, la famiglia, le varie figure educative (assistenti alla persona) che negli anni si sono succedute ma, soprattutto si avvale dello stimolo dei suoi compagni di classe. Sono loro che nel tempo hanno superato le barriere che impediscono di vedere oltre l'handicap; sono loro che hanno imparato a giocare con Emanuele facendo i suoi giochi, riadattando i loro, costruendo dei giocattoli, o inventandosi dei ruoli per lui (un bambino mi raccont• che a casa di Emanuele avevano giocato a fare i soldati in guerra; alla mia domanda su come Emanuele fosse stato coinvolto, mi rispose: "Ha fatto il generale ferito in battaglia e gli abbiamo fasciato le gambe con la carta igienica"; oppure alla prima recita scolastica ambientata su Pinocchio, un compagno suggerŤ che Emanuele avrebbe potuto rappresentare il protagonista non ancora bambino). Sono loro che ogni giorno in gruppetti di 3 a rotazione partecipano alle sue attivit… e alle sue conquiste; sono loro che hanno imparato a lavorare in classe nonostante i suoi lamenti,i capricci e i versetti; Š a loro che Emanuele rivolge le risate pi— grasse ed Š da loro che Emanuele si fa fare di tutto. L'organizzazione didattica Il primo obiettivo su cui abbiamo lavorato all'inizio del nostro percorso scolastico Š stato la costruzione della relazione (inizialmente tra Emanuele e l'insegnante di sostegno, successivamente tra Emanuele e i compagni, quindi tra Emanuele compagni e le altre insegnanti) attraverso l'osservazione e l'interazione con Emanuele. I bambini gradualmente e nel rispetto delle reciproche sensibilit… e disponibilit… si sono avvicinati a Emanuele e con attivit… guidate dall'insegnante di sostegno (costruzione di giocattoli sonori, libri tattili, attivit… in piccolo gruppo in cui loro stessi, gli assistenti, venivano coinvolti in prima persona nei suoi giochi sensoriali) hanno imparato a interagire con lui. Fondamentali in questa fase iniziale sono stati gli incontri di programmazione e di monitoraggio con la terapista e la disponibilit… dei colleghi di classe a far sŤ che ogni mattino, per circa 30 minuti "i 3 assistenti" potessero interrompere i loro compiti per partecipare a quelli speciali di Emanuele. Una volta avviata e consolidata la costruzione della relazione Š iniziato il vero e proprio cammino verso la conoscenza di Emanuele, ovvero chi Š, cosa sa fare, come comunica, cosa fa a scuola, cosa gli piace o non gli piace. Il lavoro sulla conoscenza ha portato alla costruzione, al termine della 3ř elementare, del gioco del "Memory" sulle sue espressioni (visibile sul sito della nostra scuola alla voce "Non si pu• non comunicare"). Sono stati realizzati 2 incontri presso la sede ASL ove Emanuele andava a fare la terapia; in quelle visite i bambini hanno sperimentato i vari ausili specifici utilizzati per la stimolazione basale, per il recupero del deficit visivo, per il rilassamento. A scuola, al termine di ogni attivit… condotta dagli assistenti, sono stati favoriti i momenti di dialogo e condivisione delle emozioni attraverso la compilazione di un quaderno delle attivit… che tramite foto, disegni e racconti testimonia ci• che viene fatto a scuola. Alla fine di ogni anno scolastico il quaderno viene consegnato alla famiglia. Il tempo scuola di Emanuele Š scandito secondo un ritmo ormai consolidato e attraverso "gesti anticipatori" (ad esempio un jingle cantato che introduce la lezione di musica, il dondolamento sulla palla che anticipa le attivit… individuali...) il bambino Š aiutato a riconoscere i vari momenti della giornata. Schematicamente si riporta il quadro delle attivit… settimanali: LUN MAR MER GIO VEN 8.30/9.00 Accoglienza Accoglienza Accoglienza Accoglienza Accoglienza 9.00/10.00 Att. individuali Att. individuali Att. individuali Att. individuali Att. individuali 10.00/10.30 Att. individuali Att. individuali Att. individuali Att. individuali Att. individuali 10.30/12.30 Gruppo classe/piccolo gruppo Gruppo classe/piccol gruppo Gruppo classe/piccolo gruppo Gruppo classe/piccolo gruppo Gruppo classe/piccolo gruppo 12.30/13.00 Bagno e preparazione al pranzo Bagno e preparazione al pranzo Bagno e preparazione al pranzo Bagno e preparazione al pranzo Bagno e preparazione al pranzo 13.00/14.30 Mensa e dopo mensa Mensa e dopo mensa Mensa e dopo mensa Mensa e dopo mensa Mensa e dopo mensa 14.30/16.30 Gruppo classe/piccolo gruppo Gruppo classe/piccol gruppo Gruppo classe/piccolo gruppo Gruppo classe/piccolo gruppo Gruppo classe/piccolo gruppo Tutte le attivit… vissute in questi 4 anni sono visibili sul sito della nostra scuola www.scuolecarducci.livorno.it alla voce Carducci/idee e progetti : "24 bambini speciali" I elementare "Acqua insieme" II elementare " Non si pu• non comunicare" III elementare Federica Leotta, insegnante Ledi Baruffaldi, logopedista * Relazione tenuta all'incontro L'integrazione scolastica di alunni minorati della vista con disabilit… complesse: esperienze a confronto, Firenze, 24 febbraio 2007. ?? ?? ?? ??