UN' ESPERIENZA DI INTEGRAZIONE SCOLASTICA DI UN BAMBINO NON VEDENTE CON DISABILIT· COMPLESSE NELLA SCUOLA DELL'INFANZIA*. Paola Paoletti [abstract] L'esperienza di integrazione porposta mostra la necessit… di mettersi in gioco per proporre cammi di integrazione che siano pi— idonei e funzionali.[fine abstract] Impegnarsi per l'integrazione significa impegnarsi a ripensare l'organizzazione della scuola, le modalit… di lavoro dei ragazzi l'utilizzazione del personale, ricercando cosa costituisce un'educazione di qualit… per tutti. W. Stainback Ô questa una sfida educativa o meglio un'avventura di scambio, di relazione per l'avvicinamento reciproco fra individui e sistemi diversi: un percorso quindi pieno di difficolt…, dubbi, inquietudini e scoperte che non si prefigge mete ambiziose e improbabili, ma il raggiungimento di piccoli traguardi attraverso l'impegno quotidiano e sinergico di tutti gli operatori che si occupano del bambino, in un clima di accettazione reciproca e di sicurezza affettiva da parte di Giovanni**, un alunno di cinque anni affetto da cecit… bilaterale assoluta da glaucoma e disturbo pervasivo dello sviluppo. Un caso problematico ma significativo che mostra come, con la collaborazione di tutti gli operatori, anche un alunno in grave difficolt… pu• trovare nella scuola un contesto favorevole alla sua crescita, a quella degli altri bambini ed essere occasione di maturazione e arricchimento per ognuno. Percorso intrapreso Ho incontrato Giovanni all'et… di quattro anni. Fin dall'inizio ho cercato di favorire la sua conoscenza soprattutto attraverso un'attenta osservazione e un quotidiano ascolto. Consapevole che la chiave per comprendere i sentimenti altrui sta nella capacit… di leggere i messaggi veicolati anche in forma non verbale (gesti, il tono della voce, l'espressione del volto ecc.) l'ho quindi osservato con vivo interesse e senza pregiudizi legati alla diagnosi, prestando maggiore attenzione verso quelli che sembravano segnali di benessere: un sorriso, un'interruzione improvvisa delle stereotipie, un rilassamento dei lineamenti, ecc. Tale ascolto attivo mi ha permesso di entrare in sintonia con lui aprendo la strada alla "comprensione empatica" cioŠ la capacit… di sentire quello che sente l'altro, di percepirne l'esperienza soggettiva. Per favorire una conoscenza sempre pi— ampia del bambino ma anche per impostare e condurre linee unitarie di intervento sulla base della continuit…, ho cercato fin dal primo giorno di costruire relazioni di collaborazione e condivisione con tutti gli operatori provenienti dalle varie istituzioni (Scuola, Famiglia, A.S.L., Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Centro di Consulenza Tiflodidattica, Comune). L'integrazione, infatti, richiama la reciprocit…, Š un percorso aperto al cambiamento, all'adattamento, che giorno per giorno abbiamo cercato di costruire. Particolare disponibilit… Š stata dimostrata alla famiglia molto bisognosa di sostegno e guida. Con essa abbiamo favorito ogni occasione di incontro, scambio e confronto non solo per avere informazioni sul bambino, ma soprattutto per condividerne lo sforzo educativo e stimolare i genitori a superare lo scetticismo e la rassegnazione che spesso, in casi cosŤ gravi, impediscono di investire energie al riguardo. Con le insegnanti sono state concordate le modalit… di inserimento dell'alunno nel gruppo-sezione in modo di soddisfare i suoi bisogni di "appartenenza", "fiducia", "affetto". Consapevoli che l'integrazione con il gruppo Š facilitata quando le attivit… dell' alunno sono simili o in qualche modo connesse a quelle degli altri, abbiamo costantemente ricercato i "punti di contatto" tra gli obiettivi individuali e quelli del gruppo sezione. In tal modo, infatti, si riduce il rischio di trasformare il Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.) in una forma di emarginazione e isolamento anzich‚, come dovrebbe essere, un'efficace sollecitazione all'integrazione. Si Š ritenuto inoltre opportuno programmare attivit… finalizzate a sensibilizzare i bambini alla diversit…, per valorizzare le peculiarit… di ciascuno, mettere in evidenza interessi comuni, favorire la riscoperta dell'altro e la solidariet…. Attivit… ed esperienze mirate a far diventare la sezione una vera "comunit…" di relazioni all'interno della quale si viva un clima di appartenenza e si possa contribuire al benessere degli altri in base alle proprie possibilit…. Non si tratta, infatti, di pensare ad un processo di "normalizzazione" del bambino diversamente abile, ma piuttosto di lavorare affinch‚ l'handicap sia accettato e riconosciuto in quanto tale, cioŠ in quanto pone al bambino piccole o grandi limitazioni in determinati settori della sua attivit…, ma non comporta una diminuzione del suo valore come persona. Educare insomma alla diversit…, affinch‚ la singolarit… di ogni alunno sia rispettata e valorizzata, in modo che l'integrazione non sia una soluzione imposta da un bisogno temporaneo, ma (come affermava Bruner) una prospettiva di "societ… educante". Giovanni Fin dalle prime osservazioni Š emersa con forza la gravit… della diagnosi. Il bambino, inserito in una sezione eterogenea composta di venticinque alunni di tre e quattro anni presentava, infatti, mancanza di iniziativa nel campo di azione e scarsa motivazione in generale. Era in grado di camminare tenuto per mano ma in maniera molto disarmonica (faceva passi lunghi alternati a saltelli e tendeva a sbilanciarsi in avanti), non aveva consapevolezza del suo corpo e la sua postura abituale era scorretta (tendeva ad incurvare la schiena, a reclinare il capo verso il torace e cercava spesso di sdraiarsi). Presentava inoltre stereotipie, comportamenti scorretti ed aggressivi verso se stesso e gli altri che aumentavano soprattutto in situazioni rumorose o quando l'adulto non era in relazione con lui. Allontanava il viso se veniva sfiorato e ritraeva molto spesso la mano al contatto di oggetti poco familiari. Quelli conosciuti venivano utilizzati in modo ripetitivo e indifferenziato: li toccava in modo frettoloso, li scuoteva, li portava alla bocca poi li lanciava. Se venivano tolti dalle sue mani, non manifestava alcun desiderio di recuperarli, n‚ sorpresa n‚ dispiacere. Tratteneva sporadicamente soltanto alcuni strumenti musicali, mostrava infatti attrazione per suoni e rumori. Si nutriva con pochi alimenti frullati ed omogeneizzati, non annusava spontaneamente n‚ era in grado di comunicare i propri bisogni. Le poche parole o frasi che pronunciava erano legate a canzoncine ascoltate, mai come risposta ad una richiesta. Per mantenersi tranquillo necessitava del contatto ravvicinato e continuativo con le figure di riferimento alle quali tendeva ad aggrapparsi con forza per cercare sicurezza e rassicurazione. Necessit… evidenziate La situazione di partenza sicuramente molto problematica, ha evidenziato sostanzialmente queste necessit… prioritarie: * Una programmazione dettagliata, personalizzata, flessibile, concordata e verificata spesso in modo pluridisciplinare per rispondere in modo adeguato alle esigenze del bambino. * L'organizzazione di spazi stabili, prevedibili con caratteristiche costanti e precisi punti di riferimento. Sono nati cosŤ: l'angolo del calendario tattile, l'angolo morbido e l'angolo "pallestra". Luoghi familiari, rassicuranti che si sono rivelati indispensabili per Giovanni perch‚ capaci di stimolare l'iniziativa, di favorire la comunicazione, la relazione ma anche in grado di facilitarlo nelle attivit… di conoscenza del corpo e dello spazio. Angolo morbido L'angolo morbido Š organizzato in modo semplice ed essenziale: tappeto, utile per distendere il bambino, per stimolarlo ad assumere posture diverse (seduto, prono, di fianco) e favorire movimenti vari; mobile aperto con dentro una serie di scatoline contenenti materiali sonori e oggetti familiari, per facilitare la ricerca e l'esplorazione, divano morbido e percorso con mattonelle tattili. Angolo del calendario tattile L'ambiente sezione, molto mobile e flessibile soprattutto negli arredi, per favorire lo svolgersi di varie attivit…, risultava poco adeguato per Giovanni che ne era disorientato. Ho ritenuto perci• opportuno realizzare, in collaborazione con le colleghe, uno spazio caratterizzato dalla permanenza degli oggetti nello stesso luogo. Questa area Š organizzata con panchine intorno ad un calendario di legno dove i giorni della settimana sono contraddistinti da materiali e tessuti diversi distinguibili con il tatto; inoltre i bambini sono indicati ciascuno con un contrassegno in rilievo. Tale angolo Š finalizzato a favorire la partecipazione del bambino all'attivit… comune, rendendola significativa, ma anche a consolidare in lui il senso di appartenenza, colmando il suo bisogno di fiducia e sicurezza favorito dalla routine ripetitiva e dall'ambiente stabile. [Inserire foto PICT0671.jpg] Angolo "pallestra" Questo spazio Š caratterizzato dalla presenza della "pallestra": ambiente-gioco sicuro, delimitato rassicurante (effetto contenimento) quindi particolarmente utile per Giovanni ma anche per gli altri bambini. Offre, infatti, ampie opportunit… educative: stimola la motivazione al fare, la sperimentazione di schemi motori inconsueti, il rilassamento, lo scambio relazionale ecc. Attraverso significative esperienze con tutto il corpo, gli alunni hanno avuto inoltre la possibilit…, all'interno di questa area, di apprendere divertendosi, utilizzando materiali ed oggetti diversi con i quali il contenitore viene spesso riempito. Elementi facilitatori Per favorire il processo di orientamento ed il riconoscimento degli ambienti, sono stati inoltre realizzati ed applicati a fianco alle porte tavolette di legno con attaccati oggetti e materiali di facile riconoscimento che fungono da supporto informativo. Abbiamo quindi cercato di modificare e arricchire l'ambiente per renderlo il pi— possibile adeguato ai bisogni del bambino e farlo diventare un elemento facilitatore nel processo di conoscenza. Esperienze proposte Molte sono state le esperienze formative ed i giochi proposti per stimolare tutte le sue risorse e favorire il raggiungimento degli obiettivi prefissati. * Giochi di contatto ed esplorazione del corpo. * Esperienze varie per educare la mano e favorire la coordinazione bimanuale (manipolare materiale plastico, strappare, appallottolare la carta, seguire con la mano semplici tracciati lineari e curvilinei, suonare strumenti musicali ecc). * Esercizi gioco per favorire la conoscenza del corpo ed un suo maggiore controllo (recitazioni di canti e filastrocche dove il bambino Š stimolato ed aiutato a toccare le parti del corpo denominate, giochi di movimento che prevedono l'alternanza di tempi di spostamento e di arresto ecc.) . * Attivit… in cui il bambino Š stimolato a toccare riconoscere e denominare oggetti legati alla sua esperienza e raccolti in semplici librini tattili (libro dei giochi del pranzo ecc.). * Esperienze sonore e musicali varie (produzione ed imitazione di ritmi con il corpo, giochi con barattoli sonori per aiutare i bambini a distinguere rumori uguali e diversi, recitazione e drammatizzazione di semplici filastrocche che propongono il rispetto del ritmo attraverso andature di animali, ecc.). La musica, i rumori ed il suono dei vari strumenti musicali sono stati costantemente utilizzati per favorire il raggiungimento degli obiettivi nelle diverse aree di intervento. Abbiamo ritenuto fondamentale infatti partire proprio dagli interessi del bambino e dalle sue capacit… residue in modo che nelle attivit… proposte Giovanni mettesse in campo tutte le sue risorse migliori sollecitato dalla motivazione, presupposto fondamentale per l'apprendimento. Per permettere al bambino di comprendere l'esatto significato delle parole Š stato utilizzato inoltre un linguaggio: anticipatorio, descrittivo e informativo-contestuale che hanno contribuito a colmare il suo bisogno di prevedibilit… e sicurezza. Cercando di evitare le iperstimolazioni che rischiano di allontanare Giovanni piuttosto che favorire la comunicazione reciproca, nelle attivit… proposte si Š cercato sempre di mantenere un giusto equilibrio tra la ripetitivit… degli stimoli ed il cambiamento. Ci•, infatti, favorisce il riconoscimento delle esperienze generando una positiva sensazione di controllo. Diversi sono stati anche i giochi di simulazione e le esperienze proposte per avvicinare e far comprendere attivamente ai bambini alcune delle difficolt… di chi non vede: effettuare brevi percorsi senza l'uso della vista, toccare materiali e oggetti senza sapere che cosa siano, sperimentare la paura di farsi male, il disagio per non sapersi orientare, il disorientamento causato dall'eccessivo rumore ecc. Sono anche state raccolte e successivamente mimate esperienze individuali di difficolt… attraverso domande-stimolo del tipo: "Ti Š mai successo di sentire il tuo corpo cambiato in seguito ad una distorsione o a una ferita? Che cosa non eri pi— in grado di fare? Di quale aiuti avevi bisogno?". Attivit… utili che hanno cercato di aiutare ogni bambino a dare voce ai propri bisogni e difficolt…. Dunque avvio per una maggiore conoscenza di s‚, delle proprie risorse e mancanze, ma anche conoscenza e rispetto dell'altro con capacit… e difficolt… simili e/o diverse. Il laboratorio "Giochiamo con i sensi" Questo laboratorio Š nato dall'esigenza di creare un contesto educativo pi— consono ai bisogni di tutti i bambini, in particolare di Giovanni, e dalla necessit… di ricercare strategie idonee per favorire l'integrazione di bisogni, risorse e competenze diverse. Siamo partiti cosŤ per un "viaggio particolare" che ha portato gli alunni a conoscersi sempre meglio e crescere nella globalit… per mezzo di divertenti esperienze in grado di favorire conoscenze attraverso il canale senso-percettivo, che Š condizione necessaria per conoscere se stessi, gli altri e il mondo. Tutte le attivit… sono state proposte in forma ludica nei modi pi— rispondenti ai bisogni degli alunni che, attraverso un sistema di rotazione, hanno partecipato al laboratorio in una situazione di piccolo gruppo. Ci• ha permesso a ciascuno di fare esperienze pi— dirette, stimolanti e funzionali in relazione alle loro peculiari capacit…. I giochi e le attivit… proposti si sono rivelati importanti ed utili per tutti, hanno infatti favorito l'incontro con l'altro, la comunicazione, l'accettazione, l'aiuto reciproco ed una maggiore consapevolezza delle loro potenzialit… sensoriali. Ciascuno inoltre ha potuto constare quanto il corpo fornisca le pi— varie informazioni che vanno ben oltre il solo guardare. Giovanni in particolare ha avuto la possibilit… di stare con i compagni in un ambiente adeguato alle sue esigenze e ricevere da loro stimoli importanti per la sua crescita. Scheda tecnica del laboratorio sensoriale - Destinatari: alunni (et… 3-4 anni) - Durata percorso: 6 mesi (da met… novembre a maggio) - Luogo: angolo morbido - Durata esperienza: 1 ora a settimana - Operatori: insegnante di sostegno educatore - Costo: 0 - Materiale utilizzato: contenitori con batuffoli di cotone imbevuti di liquidi odorosi, erbe aromatiche fresche e secche, frutta di stagione, fiori cibi e bevande di diverso sapore, consistenza e temperatura, materiale vario (stoffe, carta di giornale, foglie, sassi, lana, farina, pasta, cotone idrofilo ecc.) stereo, strumenti musicali, bende nere, - Finalit…: promuovere la consapevolezza dei canali senso-percettivi quali fonti di emozioni e strumenti fondamentali di conoscenza del reale. Vivere la scuola come un ambiente piacevole, ricco di stimoli e di contatti significativi. Sensibilizzare sul tema della diversit… - Verifica: in itinere Al termine delle varie attivit… Š stato realizzato un "libro memoria" e vari cartelloni che hanno raccolto e documentato con foto, piccoli lavori e checklist delle esperienze. Riflessioni Prima di passare a considerazioni conclusive, ritengo doveroso sottolineare anche le principali difficolt… che questo ruolo professionale inevitabilmente incontra, non solo in sede metodologico-didattica, ma anche sostanzialmente educativa ed umana. Anzitutto possono esserci incomprensioni o inadeguati comportamenti derivanti da un contesto socio-famigliare che Š incapace di accettare adeguatamente lo svantaggio (soprattutto quando Š grave) del proprio figlio, assumendo un atteggiamento di iperprotezione o di apparente distacco. Ô chiaro che in entrambi i casi ci si aspetta dalla scuola una serie di interventi dagli effetti miracolosi, proiettando tutte le proprie ansie ed attese nate da una dolorosa impotenza. L'insegnante perci• deve far fronte a reazioni umorali e a risposte incoerenti dei genitori che possono far regredire i risultati faticosamente raggiunti di volta in volta. Ma, oltre a questo problema iniziale, ci si trova spesso di fronte a carenze strumentali e strutturali. Ed Š qui che entra in gioco lo sforzo individuale e la determinazione forte di contribuire con i propri mezzi al conseguimento dei risultati. C'Š quindi bisogno di collaborazione per programmare un lavoro sinergico in cui gli operatori possano serenamente affrontare problemi comuni, attraverso l'organizzazione di un gruppo multidisciplinare, aperto e flessibile. In questo modo, non solo ci si avvale di competenze molteplici ma, condividendo sia gli aspetti pi— problematici che quelli gratificanti dell' impegno quotidiano, si recupera il significato del nostro lavoro. Insomma, senza abbandonarsi a facili entusiasmi o inutili vittimismi, credo di dover ripetere anche in questa sede che Š essenziale per l'insegnante di sostegno non essere lasciato "solo". Per esperienza, sento di poter dire che intorno a Giovanni si Š creato una crescente clima di collaborazione, condivisione e ricerca che non poco ha influito sui risultati ottenuti dal bambino stimolando al contempo la crescita dell'intera comunit… che si Š aperta a queste problematiche cogliendone l'importanza . Verifica e valutazione Le verifiche in itinere, hanno permesso a noi insegnanti di rilevare i cambiamenti avvenuti nel bambino, i livelli di sviluppo da lui raggiunti, di evidenziare ostacoli ma anche di esaminare l'efficacia degli interventi proposti. Grazie al costante confronto e alla riflessione con tutti gli operatori del gruppo di lavoro sui dati emersi, Š stato possibile operare scelte di intervento sempre pi— consapevoli e maggiormente rispondenti ai bisogni di Giovanni. Il percorso non Š stato lineare ma Š stato necessario regolare continuamente l'azione educativa. Nonostante la gravit… e la complessit… del caso, i miglioramenti dell'alunno si sono rilevati in tutte le aree di sviluppo. Il bambino ha acquisito un discreto senso di fiducia, sicurezza e apertura che hanno contribuito a favorire il processo di conoscenza. Tocca con piacere materiali ed oggetti di diversa forma, consistenza e temperatura che utilizza in modo pi— attivo e meno stereotipato. In particolare gli strumenti musicali vengono trattenuti per tempi molto lunghi e suonati autonomamente. Si lascia accarezzare con piacere le parti del corpo ed anche del viso e su richiesta verbale tocca le mani ed i capelli dell'insegnante. La capacit… di controllo del suo corpo, dei relativi movimenti e spostamenti Š notevolmente migliorata. Cammina abbastanza armonicamente tenendo la mano delle figure di riferimento, o un solo dito, sale e scende le scale con aiuto seguendo le indicazioni e, in ambienti conosciuti, comincia ad attivarsi per raggiungere i giochi. Le stereotipie, i comportamenti scorretti ed aggressivi sono notevolmente diminuiti ed alcuni scomparsi (lembo del grembiule trattenuto in bocca, testa battuta sul banco). Tende ancora a mordersi la mano soprattutto quando l'ambiente Š molto rumoroso. Per quanto riguarda l'area linguistica diversi sono stati i miglioramenti: esegue su richiesta semplici azioni, denomina abbastanza frequentemente alcuni oggetti e materiali familiari e da questo anno ha iniziato spessissimo a richiedere alcuni ambienti scolastici (angolo morbido, angolo "pallestra") ma anche persone, materiali, indumenti e giochi. Con l'aiuto dell'insegnante mangia regolarmente diversi cibi solidi (biscotti vari, merendine, frutta, pane, ecc.) e beve autonomamente utilizzando una piccola bottiglia di plastica che per• tende a non riappoggiare sopra al tavolo. Inizia inoltre a collaborare mentre lo si veste: ricerca ed infila le braccia nelle maniche del giubbotto precedentemente appoggiato dall'insegnante sulle spalle o termina di toglierlo se Š stata sfilata una manica. Quest'anno Š stato tolto al bambino il pannolino. Nonostante l'alunno non comunichi ancora il bisogno di andare in bagno, riesce ad evacuare quasi sempre sul wc se viene accompagnato ad intervalli abbastanza regolari. Giovanni dimostra di star bene a scuola sia con gli adulti che con i bambini. Il suo atteggiamento positivo emerge anche dal continuo tentativo di trattenersi aggrappandosi con forza alla gamba o al braccio delle figure di riferimento quando la mamma viene a prenderlo. Riconosce l'insegnante in particolare dalla voce e su richiesta ne dice il nome. Insieme ai compagni partecipa con piacere ad esperienze di piccolo e grande gruppo (calendario delle presenze mattutine, esperienze di manipolazione, trenini, girotondi, feste varie, ecc.) manifestando la preferenza per alcuni bambini. Nelle varie esperienze legate alla musica (saggio con i bambini della scuola elementare, festa di fine anno, giochi vari, ecc.), l'alunno ha potuto mostrare agli altri non pi— solo i limiti, ma anche le proprie potenzialit… sperimentando, soprattutto in questo ultimo periodo dell'anno scolastico, il ruolo di elemento necessario per il positivo risultato del gruppo. Utilizzando vari strumenti musicali, infatti, ha accompagnato, nelle varie esperienze, andando perfettamente a ritmo, i canti eseguiti dai bambini. Nella sezione si Š creato veramente un bel clima. Diversi alunni, infatti, quando Giovanni arriva gli vanno incontro, lo salutano, lo aiutano durante le attivit… proposte. In particolare ci sono alcune bambine che si litigano per sedersi accanto a lui o per partecipare ad esperienze insieme e soprattutto mostrano attenzione e cercano di interpretare i segnali che l'alunno invia. Quando Giovanni, ad esempio si tappa con le mani le orecchie, ricordano subito ai compagni che il bambino Š infastidito dal troppo rumore, oppure pi— volte in "pallestra" mi hanno riferito con entusiasmo che l'alunno si rilassava e rideva al contatto di alcuni materiali (es. pelliccia) o quando veniva accarezzato sulle mani. Tutto questo sta a significare che l'atteggiamento dei compagni si Š trasformato da una passiva accettazione del bambino ad un attivo interesse ed impegno ad entrare sempre pi— in rapporto con lui. Concludendo, sento di poter dire, che non sono pochi i vantaggi che tutti noi abbiamo potuto trarre da questa esperienza. Tra questi vi Š sicuramente una maggiore consapevolezza di quanto ogni persona pu• essere portatrice di ricchezza e l'opportunit… di arricchire la propria identit… imparando ad avere meno paura delle differenze e ad accrescere la comprensione per gli altri. Ma la presenza di Giovanni ci ha chiamati anche, come insegnanti ed operatori in genere, a momenti di profonda riflessione costringendoci ad abbandonare le vecchie certezze, rimettendoci in gioco e individuando i sentieri pi— idonei e funzionali per realizzare sinergicamente una progressiva integrazione. Per questo possiamo dire grazie Giovanni, con l'augurio di poterlo accompagnare con rigore e continuit… alla scoperta di se stesso e alla conquista di una crescente autonomia. Paola Paoletti, insegnante * Relazione tenuta all'incontro L'integrazione scolastica di alunni minorati della vista con disabilit… complesse: esperienze a confronto, Firenze, 24 febbraio 2007. ** Il nome utilizzato Š di fantasia. ?? ?? ?? ?? 1