IPOVISIONE E BRAILLE? CONSIDERAZIONI NON CONCLUSIVE PER "METTERE IN RILIEVO ALCUNI PUNTI" DEL DILEMMA Vincenzo Bizzi [abstract] Quando e con quali modalit… introdurre un bambino ipovedente all'uso del Braille [fine abstract] Ritengo utile, prima di affrontare qualche riflessione sul rapporto possibile tra ipovisione e sistema Braille, proporre alcune rapide considerazioni sul valore socio-culturale che questo sistema ha avuto e che in gran parte conserva e schematizzare le caratteristiche formali e percettive profondamente diverse dalla segnografia visiva. In tutto il mondo nel 2002 Š stato ricordato il 150ř anniversario della morte di Louis Braille con gratitudine espressa in mille celebrazioni. Quel giovane cieco nel 1825 ide• un sistema di letto-scrittura tattile che ha donato a tutti i non vedenti la possibilit… di accedere allo studio, di esprimersi, di affermarsi nel lavoro e nella cultura, superando lentamente i pregiudizi dei vedenti nei loro confronti. Questo sistema segnografico Š concepito per il tatto ed Š frutto di una lunga ricerca che ha portato, per tentativi ed errori, alla definizione di uno strumento estremamente logico e ordinato, raffinato e versatile che consente di trattare di lettere e matematica, di greco e di musica, di chimica e informatica con soddisfacenti risultati di velocit…, di comprensione e di piacere di lettura. Ogni segno Š composto da punti in rilievo collocati in un contenitore virtuale rettangolare di circa 3 mm di base per 6 mm di altezza, diviso in sei parti uguali, in ogni rettangolino si possono ordinare da 0 a 6 punti. Giocando con il numero dei punti inseriti e con la loro posizione nei sei spazi del contenitore virtuale, si possono realizzare 64 combinazioni formali diverse, sufficienti per soddisfare esigenze grafiche anche di livello universitario. Com'Š intuibile, l'apprendimento del Braille richiede metodi d'insegnamento, strumenti e tempi diversi dalla scrittura in nero. Basta riflettere sul fatto che con la vista si Š in grado di percepire con piacevole facilit… globalmente la parola e l'oggetto associato, per poi procedere all'analisi dei segni. Un non vedente deve invece partire dalla percezione tattile e quindi parcellare di ogni lettera per poi ricostruire la sillaba, la parola, la frase. In sostanza la percezione visiva consente una discreta simultaneit… tra osservazione dell'oggetto e la parola letta e scritta, mentre la percezione tattile procede per consecutivit…, dopo un approccio sincretico, dall'analisi alla sintesi e conquista piacevolezza e scorrevolezza solo man mano che acquisisce rapidit… di analisi e di associazione dei singoli segni percepiti dal polpastrello del dito indice. Nonostante l'impegno che richiede, le persone non vedenti o con disabilit… visiva gravissima hanno raggiunto grazie al Braille, effettive possibilit… di confronto culturale e di dignitosa partecipazione sociale. L'Unione Italiana dei ciechi e degli Ipovedenti ha costituito negli anni un patrimonio bibliografico in Braille vastissimo e provvede con la Biblioteca Italiana per i Ciechi "Regina Margherita" alla trascrizione personalizzata dei testi scolastici per ogni alunno inserito nella scuola. I PC possono essere integrati da display piezoelettrici che consentono un rapido e completo controllo del testo con caratteri Braille a 6 o a 8 punti. Le confezioni dei medicinali hanno per legge il nome in Braille e cosŤ pure i pulsanti degli ascensori. Si tratta innegabilmente di tante conquiste, ma che tornano utili solo per chi non vede del tutto o, pi— raramente, per soggetti con disabilit… visiva gravissima, conseguente a patologia non migliorabile o con andamento sicuramente ingravescente. Ô presumibile che in Italia circa 2/3 della popolazione scolastica con disabilit… visiva certificata, fruisca di un piccolo residuo visivo che, nei limiti del possibile, deve essere conosciuto e valorizzato dall'ambiente educativo. Sono bambini ipovedenti. In certi casi per•, la condizione di ipovisione Š cosŤ grave da far sorgere il dubbio se non sia pi— opportuno fare ricorso al sistema Braille. Questa indicazione non Š indolore e, a volte, provoca tensioni forti tra opinioni opposte. Conosco il Braille da 40 anni e lo leggo e lo scrivo quasi come il "nero". L'ho insegnato, quando era assolutamente necessario, a centinaia di bambini e ragazzi, attraverso il gioco e facendo leva sul gusto della conquista e la condivisione dell'obiettivo. Molti di quei bambini oggi sono uomini, nessuno mi ha rimproverato per quel "dono", anzi. Eppure ancora oggi prima di proporre il Braille, avverto ogni volta una grande responsabilit…. Credo che nessuno possa permettersi di dettare indicazioni generiche e categoriche. Nessuno: oculista, genitore, o insegnante che sia, pu• prescindere da un'analisi umile, competente e integrata della complessa singolarit… di "quel bambino". Ma per sgombrare il campo da inutili equivoci, chiariamo subito che solo una parte della popolazione in condizione di ipovisione ha sicuramente bisogno del Braille. Si tratta di soggetti con un residuo visivo limitato alla percezione di luci, ombre e colore e che richiedono l'uso di strumenti tiflodidattici in quasi tutte le attivit… di studio. Un secondo grande gruppo di ipovedenti invece, con altrettanta certezza, non ha alcuna necessit… di usare il Braille. Dal punto di vista pedagogico appartengono al gruppo definito degli efficienti visivi. Hanno un residuo visivo funzionale grazie al quale sono in grado di leggere e scrivere (anche la propria scrittura) semplicemente facendo ricorso a strumenti appropriati (penne, quaderni) e a precisi adattamenti dell'ingrandimento, dell'illuminazione e del contrasto del testo, sia su carta che attraverso il PC. Riassumendo: sia nel primo caso che nel secondo si tratta di situazioni relativamente facili da intuire e riconoscere e che orientano piuttosto nettamente verso le soluzioni didattiche e di strumentalit… pi— congrue. Ma, tra le due condizioni descritte, ne esiste una terza, assai complessa e ambivalente che mette a dura prova la capacit… e la responsabilit… professionale di chi Š chiamato a individuare per "quel bambino", le scelte didattiche pi— sagge. Il suo quadro oculistico Š severo e pu• essere variamente caratterizzato da ridottissima acutezza visiva, alterazioni campimetriche, disturbi della sensibilit… cromatica e luminosa, disturbi della motilit…, evoluzione della patologia difficilmente controllabile. Di fronte a queste condizioni di difficolt… ci si chiede giustamente se non sia pi— logico indirizzare la strumentalit… dell'alunno verso il Braille. Il dilemma Š serio, ma la risposta, non Š poi cosŤ ovvia e deve considerare una complessit… di variabili soggettive. Si tratta di bambini e di famiglie che hanno lottato per anni contro la cecit… e per evitarla hanno cercato il meglio della scienza, hanno sopportato cure, disagi, viaggi, costi. Hanno vissuto tutto ci•, sorretti da una sola speranza, nemmeno guarire, ma almeno tenere lontano l'incubo della cecit…. Il Braille per loro pu• rappresentare una scelta troppo dolorosa e preferiscono fare ricorso ad altri strumenti ed aiuti, in realt… non meno affaticanti, ma apparentemente meno emarginanti. Pu• accadere che, vivendo in un clima che non ce la fa a confrontarsi con il suo limite, il bambino non riesca, o addirittura proprio non voglia, imparare ad usare, almeno discretamente, il Braille e che resti rigidamente aggrappato alla vista, riducendo o rifiutando l'apertura ad altri panorami percettivi. In queste condizioni l'alunno deve compiere uno sforzo pedagogico di gran lunga superiore a quello dei normovedenti, e comunque, nonostante l'impegno, la qualit… della conoscenza rischia di essere invalidata dalla parcellizzazione percettiva che lo obbliga ad una ricostruzione paziente e faticosa dei frammenti esperiti. CosŤ pure gli risulter… pi— difficile leggere e scrivere. Spesso pu• usare da vicino un solo occhio e con il capo ruotato da un lato. In tali condizioni abbraccia un tratto ridotto della pagina, della riga, a volte della parola. Compie un notevole sforzo per leggere anche poco, ma ancor pi— si sforza per sintetizzare la parola, la frase, il concetto. E accade che dopo tanto impegno per leggere, il bambino rischia di non aver compreso la globalit… di ci• che ha, pezzetto per pezzetto, faticosamente riconosciuto e ci• avvilisce il suo apprendimento e la sua immagine scolastica. Anche senza scomodare importanti teorie sulla valenza compensativa offerta dalla sinergia intersensoriale, penso che un po' di buon senso potrebbe gi… orientare le scelte di strumentalit… verso una completa valorizzazione nel bambino di ogni sua risorsa senso-percettiva disponibile: tattile, visiva, uditiva, motoria... Cerchiamo di andare oltre il primo impulso di aiutarlo per forza a vedere. Rendiamoci conto che questo anelito comprensibilissimo, rischia per• di andare ad insistere proprio sull'ambito sensoriale pi— vulnerato, mentre ben altre sorprendenti risorse potrebbero sostenere il suo gioco, la sua corsa, il suo studio. Incoraggiamo il bambino a essere protagonista di se stesso e a saper scegliere, di volta in volta, le modalit… sensoriali pi— convenienti per conoscere con piacere. Anche a scuola avrebbe bisogno di una metodologia aperta. Potrebbe con vantaggio utilizzare la scrittura e la lettura Braille, soprattutto in quelle materie che richiedono un'analisi attenta del testo: matematica, grammatica, lingue straniere, ma poi ancora filosofia, latino.... Potrebbe valorizzare il piccolo residuo visivo per apporre con la penna le risposte ai questionari o per il piacere di saper scrivere qualcosa come i compagni. Ma anche per il piacere di osservare, disegnare, giocare, o per leggere qualche breve brano o un articolo di argomento coinvolgente, o per sfogliare un fumetto o una rivista, magari con l'aiuto di un videoingranditore o di una lente. Altre materie infine si apprendono discretamente potenziando pian piano nel bambino la capacit… di ascolto, anche di testi registrati. Il frequente uso del condizionale che ha caratterizzato le righe precedenti, lascia per• intuire che non Š poi cosŤ facile che tutto ci• che appare logico sia facilmente realizzabile. Come ho gi… detto, molte resistenze profonde si contrappongono ad una metodologia mista e la tensione tra logica ed emozione Š a volte lacerante sia per i genitori, sia per gli insegnanti. Per facilitare l'adozione di competenti criteri di opzione, prima di ogni scelta tra Braille e/o scrittura in nero, Š giusto ricordare che il sistema Braille presenta alcuni innegabili limiti obbiettivi: * Ô conosciuto da una minoranza di persone e perci• non consente una scorrevole comunicazione con chi vede. * Evidenzia in modo eclatante la gravit… di un deficit visivo che spesso il giovane ipovedente non gradisce esibire. * Richiede abilit… sensoriali e micro-motorie che non Š facile raggiungere oltre una certa et…. * Richiede una convinta motivazione per sostenere il notevole sforzo psicofisico. * Consente l'accesso ad un panorama editoriale ancora limitato. * I risultati conseguiti in termini di velocit…, piacevolezza e significativit… della lettura possono non superare in alcuni casi quelli realizzati con strumenti visivi informatici o ingrandenti. * La tecnologia aiuta la didattica e consente oggi modalit… di studio un po' pi— agili. Molti studenti ipovedenti preferiscono usare, pur se con qualche fatica, un PC portatile con programmi per l'ingrandimento del testo e/o con sintesi vocale e anche i libri di testo potrebbero essere collocati in comode memorie informatiche. * In alcuni ipovedenti permane la obiettiva possibilit… (molto diversa dalla caparbia speranza) di un miglioramento della situazione oculistica e questo stato d'animo, ovviamente, distoglie da ogni motivazione all'apprendimento del Braille. Anche in questi casi si dimostra quanto la collaborazione dell'oculista e del tiflopedagogista con la famiglia e con la scuola sia necessaria e di grande aiuto: da questa collaborazione deriveranno scelte terapeutiche, indicazioni didattiche e strumentali pi— appropriate e condivise, sia per valorizzare il residuo visivo, sia per prendere decisioni difficili, rare per fortuna, ma a volte, coraggiose ed inevitabili, quale il ricorso al Braille. Ribadisco, a mio giudizio i soggetti ipovedenti che possono trarre vantaggio reale dall'uso del Braille sono solo quelli che presentano un residuo ridottissimo o effimero (alcuni tra i subefficienti e tutti gli inefficienti visivi), ma a condizione che siano stati aiutati a maturare una personale motivazione ad intraprendere questo percorso. Si racconta che tanti anni fa, in alcune vecchie scuole speciali per ciechi, si imponeva anche a tutti gli studenti ipovedenti d'imparare il Braille. Se Š vero che le cose andavano cosŤ, di sicuro si sbagliava. Oggi per• dobbiamo stare attenti a non commettere l'errore opposto: si rifiuta il Braille e l'intera tiflodidattica anche quando Š palesemente opportuna, quasi si voglia, in tale negazione, esorcizzare la paura della cecit…. Spesso accade che, anche quando l'evoluzione della patologia arriva ad estreme conseguenze, si assiste ad una disperata insistenza nel fare ricorso a caratteri ingranditi cubitali pur di evitare il Braille considerato come lo stigma di ci• che non si ha la forza di accogliere. In tal caso le famiglie dovrebbero essere sostenute nel riconoscere che: 1. Il Braille, se ben presentato alla classe e ben utilizzato dall'ambiente educativo, non provoca alcun effetto emarginante. Al contrario, la conquista di una capacit… di lettura-scrittura tattile potrebbe rivelarsi pi— fluida e gratificante di una lettura visiva divenuta ormai penosa e pi— "emarginante" del Braille stesso; Š anche probabile che l'opposizione al Braille possa determinare nel bambino un ostacolo al processo di integrazione nell'apprendimento. 2. Alcuni genitori temono che l'adozione del Braille possa in qualche modo ridurre nel figlio la capacit… di saper leggere in "nero"; in realt… non solo non si riduce nel bambino le capacit… di fruizione del residuo visivo, ma anzi lo si allevia da uno sforzo improprio e gli si riserva la vista per gli ambiti del gioco, del movimento e della conoscenza, assai pi— piacevoli e formativi di quei compiti faticosi, con il nasino attaccato alla pagina. 3. A volte inconsciamente non ce la fanno a sopportare le pulsioni esplorative aptiche perch‚ percepiscono quella spontanea operosit… delle mani come il segno pi— evidente del suo limite visivo. Incoraggiare tutti i bambini ad usare anche le mani per conoscere e per fare Š un indirizzo pedagogico indiscusso e affermato, da Platone a Piaget. Nel bambino con disabilit… visiva ha addirittura una valenza compensativa e promuove un potenziamento integrato e concreto della sua conoscenza pi— significativa e vivace, con risultati sorprendenti. Permettere, anzi incoraggiare in famiglia l'azione esplorativa aptica ad un bambino ipovedente grave, promuover… in lui un effetto "liberatorio" perch‚ gli far… intuire di essere amato e rispettato proprio cosŤ come Š, e non come avremmo voluto che fosse. Vincenzo Bizzi consulente tiflopedagogista ?? ?? ?? ?? 1 1