ANALISI COMPARATIVA DEL GIUOCO NEI BAMBINI CIECHI. OSSERVAZIONI PRELIMINARI* Enrico Ceppi [abstract] Le caratteristiche e le funzionalit… del gioco nei bambini ciechi mettono in risalto l'importante funzione educativa di questa attivit…. [fine abstract] L'attivit… motoria pi— spontanea, pi— efficace, si manifesta sempre nel giuoco. Su questo importantissimo argomento della pedagogia, sono stati scritti innumerevoli capitoli e il giuoco Š stato esaminato sotto tutti gli aspetti. Si Š posto il bambino dietro un prisma, lo si Š fatto giuocare, poi si Š cercato di scomporre ogni suo gesto, ogni suo atto. Si Š inteso il giuoco come preparazione al lavoro, si Š voluto vedere in esso lo sfogo della vita motoria, dei dinamismi psichici, della vita infantile; si Š creduto di ravvisare in esso il campo della conformazione delle tendenze attitudinali e sessuali dell'infanzia, infine lo si Š visto come un atteggiamento del bambino inteso ad imitare i grandi. Il giuoco non Š solo una imitazione; se cosŤ fosse, presso i bambini ciechi, quando ancora non Š stato ravvisato lo spirito di imitazione, esso non si dovrebbe riscontrare. Non Š solo imitazione perch‚ non deriva da una esigenza psicologica ben definita ed ha come tutte le attivit… psicomotorie dell'infanzia un suo quadro di sviluppo ben determinato. Non tutti i bambini giuocano allo stesso modo. Il giuoco varia secondo l'et… e secondo il sesso. Seguendo lo sviluppo cronologico della vita infantile si pu• notare una tendenza nel giuoco a divenire da individuale a collettivo. Verso i tre anni il bambino giuoca ancora da solo, giuoca per un bisogno di estrinsecare i propri stati psichici, per un desiderio di agire, di scaricare in qualche modo l'energia fisicopsichica che si accumula in lui. Verso il quarto anno gi… egli incomincia ad avvicinarsi a qualche fratello pi— grande o a qualche compagno. I bambini si riuniscono anche in gruppi, ma i loro giuochi permangono sempre individuali. Non c'Š ancora il senso della relazione sociale, il bambino Š avvolto nel suo s‚ e non ha iniziato la via per andare verso il mondo degli altri. Soltanto verso i sette anni comincia a giuocare con compagni, nel senso di un giuoco collettivo, a cui ciascuno debba portare una propria collaborazione. Appaiono qui i primi giuochi di squadra e il bambino Š docile, pronto ad accettare le disposizioni dei pi— grandi, salvo poi abbandonare il giuoco sul pi— bello, poich‚ ancora non comprende il valore della competizione, non condivide lo spirito agonistico, quindi non sa impegnarsi per una meta che dia soddisfazioni morali. Il giuoco a questa et… Š pur sempre un bisogno fisiopsichico pi— che una proiezione di vita sociale, come diverr… fra qualche anno. CosŤ giuocano i bambini vedenti. Essi hanno la possibilit… di sublimare nel giuoco i loro stati psichici, di estrinsecare nell'atto ci• che confusamente passa nel subconscio. Che altro sono i giuochi guerreschi dei bambini inferiori ai cinque anni, se non la sublimazione di un istinto profondo di aggressione? Non si creda che sia la societ… a determinare questo atteggiamento, influenzando sui giuochi del bambino con armi in miniatura e riproduzioni di macchine belliche; ad un certo punto il bambino anche se non avr… mai avuto un'arma, prender… qualunque cosa gli capiti sotto mano e far… l'atto di sparare. Prender… anche un giglio per il gambo e per lui sar… un fucile. Date quanti fucili volete alle bambine e non li guarderanno nemmeno, oppure diverranno nella loro fantasia delle strane bambole, bisognose di particolari cure. Gli Š che nelle bambine c'Š da sublimare un altro stato psichico del profondo, l'istinto materno che si va conformando in loro. Se vogliamo convincerci di questo, osserviamo attentamente la suddivisione dello sviluppo infantile fatta dal Pichon e dal Gesell, vedremo che ogni fase avr… i propri complessi da superare, ogni atteggiamento psichico determiner… i propri giuochi. CosŤ la fase sadica porter… il bambino a divertirsi tagliando pezzi di carta, strappando fogli, spezzando asticelle; inutile sar… pretendere in questo periodo che segua un giuoco costruttivo. Il giocattolo lo interesser… soltanto se potr… sezionarlo, guastarlo proprio per il piacere di distruggere. Si tratta di un breve momento d'addestramento della psiche infantile, che ha oltre all'atto negativo anche altri positivi, aiutando il bambino a riconoscere negli effetti la propria natura. Inoltre se queste tendenze rimanessero latenti, esse finirebbero per determinare dei complessi che agirebbero sfavorevolmente sulla vita dell'uomo. Un bambino che sino a qualche mese prima spezzava tutto, tagliava ogni cosa, strappava le pagine del libro di suo fratello pi— grande, ora lo si pu• vedere intento a riaccomodare ci• che trova rotto, accarezzare i propri giocattoli, ad avere per essi un affetto e una cura particolare. La fase sadica Š stata superata e ci avviamo verso una nuova conformazione psichica. Che cosa Š avvenuto? Un consolidamento della psiche, un nuovo passo in avanti sulla via dello sviluppo. Se il bambino fosse rimasto a quel periodo di sadismo, avremmo dovuto impensierirci e supporre che nel suo sviluppo qualcosa non andasse. A questo punto chiediamoci: quale Š il comportamento del bambino cieco nel giuoco? Ha egli la possibilit… di giuocare sempre in modo da sublimare i propri stati psichici, da sfogare le tendenze proprie in ogni fase di sviluppo? Credo che il bambino cieco non abbia queste possibilit…. Alcuni giuochi spontanei ricordano con maggiore o minore esattezza quelli dei bambini vedenti, ma ci• che manca Š la variet… e quel che maggiormente importa, lo sviluppo lungo una normale ben determinata. Lo Stoppani, parlando dei giuochi dei bambini ciechi, non esita a trovare una perfetta somiglianza con quelli dei bambini vedenti. Io non sarei perfettamente d'accordo con lui, appunto perch‚ l'esperienza mi dice che il giuoco non si sviluppa egualmente quando incontra l'ostacolo grave della minorazione visiva. Dice lo Stoppani che entrando nell'asilo di Milano, a quei tempi si potevano vedere i bambini ciechi pi— piccoli applicati agli stessi giuochi dei bambini vedenti: trascinare sedie per imitare carrozze o treni; montare su una sedia capovolta per immaginare di cavalcare, dondolarsi sul cavallo a dondolo, far dondolare una culla nella quale vi erano deposte delle rozze bambole. Alcuni inseguivano anche una palla che rotolava sul pavimento, divertendosi a ritrovarla dopo averla cercata a lungo per tutta la stanza. Ecco una specie di giuoco caratteristico presso i ciechi e che non si riscontra nei vedenti. Il ritrovamento di qualcosa che sanno essere approssimativamente in uno spazio determinato, li appassiona grandemente. Esplorano con le mani e con i piedi il pavimento, fanno delle vere e proprie barriere allo spazio, sino a che uno della catena alza il fatidico grido: "eccola"! Questo giuoco personalmente l'ho visto fare parecchie volte e a me che provenivo dal mondo dei vedenti ha sempre destato una certa ripugnanza. Non perch‚ disdegnassi di chinarmi a toccare per terra, quando era necessario mi ci ruzzolavo addirittura, ma l'esplorare con le mani tese, palmo a palmo il terreno, mi ha sempre suscitato una sgradevole impressione, sin dai primi giorni del mio ingresso in un istituto per ciechi. Per molto tempo non ho saputo capacitarmi di questa strana avversione, e ricordo che i miei superiori d'allora me la rimproveravano ritenendola un chiaro sintomo di ribellione alla minorazione, una mancanza di rassegnazione e quindi un atteggiamento, che agli occhi loro, appariva come tacito e profondo scontento. Penso d'essere ora soltanto, in grado pienamente di analizzare quel sentimento della mia fanciullezza: ora che l'esperienza di educatore e lo studio appassionato e sincero dei complessi problemi della tŤflopsicologia, mi hanno schiuso nuovi e pi— vasti panorami, ora soprattutto che vive nell'educatore la possibilit… di ritrovare in s‚ l'educando con un sincero atto di obbiettivazione. Esiste come tutti sanno, una sorta di esaltazione che prende ogni fanciullo, soprattutto nella prima infanzia, per ogni attivit… e, parr… strano, ma tale forma di esaltazione si riscontra anche nell'atteggiamento del bambino nei confronti della propria minorazione. Osserviamo attentamente un gruppo di fanciulli normali intenti al giuoco della "mosca cieca", un caratteristico giuoco atto a porre in risalto le attitudini drammatiche di fanciulli, e ci accorgeremo subito che il protagonista del giuoco ("la mosca cieca") esegue ogni movimento con una compenetrazione assolutamente drammatica. Il protagonista assume con disinvoltura atteggiamenti goffi, urta e inciampa ad ogni passo, il suo volto si atteggia a smarrimento e va cosŤ intorno, come se non avesse mai posseduto la vista. Dove il fanciullo ha appreso questa mimica? Non ha forse mai visto un cieco, tanto pi— che anche gli stessi ciechi non giungono ad esagerazioni cosŤ evidenti dei loro movimenti. Il desiderio di esagerare, di trovare il gusto dell'esagerato, nel caricato, nel grottesco, deriva dal naturale istinto del fanciullo di costituirsi costantemente soggetto di interesse, da uno spontaneo amore per la drammaticit… dell'atto, una drammaticit… che scaturisce direi, dalla mancanza di una mediazione logica tra il fatto e la propria visione del fatto. Nel bambino manca la coscienza dello sdoppiamento che deriva dalla posizione scenica, egli recita, calandosi nel personaggio e facendosi tutt'uno con esso, recita vivendo, e ci• senza sforzo e senza imposizione. In questi limiti vanno circoscritte le azioni infantili a partire dalle menzogne per giungere agli atti di generosit…. Analogo sentimento provano i bambini ciechi, quando spingono i loro atteggiamenti verso il paradossale o il grottesco, quando esagerano la loro minorazione e ne ostentano le forme pi— evidenti e pi— negative. Da qui trae la propria origine il gusto del cercare un oggetto esplorando i luoghi con meticolosa azione, anche se con un solo movimento il bambino cieco pu• giungere all'oggetto spesso preferisce esplorare con le mani o coi piedi l'intero spazio, pavimento o piano che sia, preferisce toccare e ritoccare un oggetto, anche se non ha nessun bisogno di conoscerlo, anche se una prima esplorazione possa ritenersi sufficiente. Il cieco ben educato si distingue dal modo di toccare, egli sfiora le cose con intelligenza e delicatezza, quasi furtivamente, direi anzi, con un certo misurato senso di pudore; il cieco vittima della propria minorazione, tende a esagerare il proprio atto, quasi volesse gridare in faccia a tutti la propria ribellione. La spontanea teatralit… del fanciullo vedente non costituisce certamente alcun pericolo sempre che non si deformi nel manierismo, nella posa, in un insincero desiderio di apparire e di cercare l'applauso: la teatralit… del fanciullo cieco pu• parimenti essere motivo di potenziamento della sua personalit…, sempre che l'oggetto di tale teatralit… non sia la propria minorazione, non si ripieghi cioŠ sul soggetto stesso. In tal caso si esasperano i difetti, si potenziano le ombre, e si compie un penoso processo di involuzione del carattere, se non dell'intelligenza. L'educazione deve combattere sul nascere questa perniciosa tendenza, riportando il piccolo non vedente sulla strada maestra del proprio normale processo di crescita. Il bambino di due anni trova grande godimento nel trascinare un oggetto allo scopo di provocare un rumore e il rumore finisce per esaltarlo e anche per questo c'Š la sua ragione psicologica. Dir• che anche negli istituti per ciechi assistiamo a un fenomeno del genere, per• facciamo attenzione ad una differenza di fondamentale importanza, tali giuochi nei nostri istituti sono compiuti da bambini di sei, sette anni, cioŠ da bambini che avrebbero gi… dovuto aver ampiamente superato l'et… di quel particolare giuoco e con l'et… la fase d'evoluzione psicologica che determinava il sustrato del giuoco. L'evoluzione psichica del nostro bambino si Š dunque bloccata, almeno sotto certi aspetti, all'et… del trascinare per far rumore, ai primi anni; e tutte le altre fasi? L'opera educativa non pu• prescindere dall'occuparsi del giuoco nelle Scuole per ciechi se vuoi raggiungere la completezza a cui deve tendere, se vuoi globalmente educare per far avanzare non alcune facolt… del bambino, ma il bambino nella sua integrit… psicologica. Non lasciamoci trarre in inganno dalle parvenze, e mi riferisco a certe manifestazioni di pseudo normalit… che si possono riscontrare in bambini ciechi nei confronti dei giuochi: spesso non Š il bambino a determinare o scegliere il proprio giuoco, ma sono i giocattoli che agiscono su di lui come stimoli assolutamente determinanti dall'esterno. Anche il giocattolo scientifico Š uno dei ritrovati discutibili del nostro tempo: soffoca lo spirito di iniziativa, uccide sul nascere la spontaneit… e orienta la mente del fanciullo verso un ordine tanto meccanico da influire sul suo carattere. Il bambino diviene ci• che la societ… vuole, ci• che la moda impone, non ci• che egli deve essere, ma la natura non tollera certi soprusi e vi si ribella, facendo covare sotto l'uomo che si Š costruito meccanicamente l'uomo vero e insoddisfatto: il conflitto non tarder… a esplodere in termini drammatici e parleremo allora di giovent— bruciata, parleremo di giovent— senza ideali. Per fortuna dell'umanit…, il fanciullo il pi— delle volte si ribella subito all'imposizione e ritorna a giocare come egli sente, come la natura vuole e come Š bene che giuochi. Se vorremo uccidere la libert… di un popolo incominciamo col creare giocattoli tutti uguali per i suoi figli, col sopprimere la libert… del giuoco e di conseguenza morranno le altre libert… compresa quella di pensare e di agire. Pensiamo che prima di parlare di un problema della giovent— sia lecito parlare di un problema dell'infanzia, perch‚ l'educazione Š un atto unitario che non pu• prodursi a compartimenti, che non tollera diverse impostazioni. Inserirsi nel processo di mediazione che Š costituito dal giuoco, mediazione nei confronti della realt… esterna, equivale a sostituirci al bambino con un nostro modello astratto, togliendogli il diritto di essere se stesso. Ho voluto svolgere sino in fondo il problema perch‚ non si possa ritenere che l'educazione al giuoco praticabile nelle Scuole per ciechi equivalga a questa sorta di soppressione della libert… infantile. Il bambino privo della vista, deve poter realizzare il proprio schema di crescita nella pi— completa autonomia, tuttavia a questa autonomia egli giunge soltanto attraverso l'educazione, poich‚ la minorazione stessa Š un impedimento e come tale un ostacolo al libero svolgersi della crescita. L'educatore rimuove il pi— possibile l'ostacolo, aiuta ad andare oltre, a superarlo, senza sostituirsi al fanciullo, senza pretendere che il fanciullo non sia pi— se stesso. Non basta entrare in un istituto per ciechi, fermarsi per i cortili e per le aule, veder giocare i bambini, per farsi una idea esatta di che cosa sia veramente il giuoco del bambino cieco. Gli istituti dei ciechi non hanno alunni che siano per la totalit… ciechi assoluti e dalla nascita, solitamente si trova una triplice ripartizione: ciechi assoluti e dalla nascita, ciechi divenuti tali in et… secolare, e infine semi-ciechi, i quali pur non potendo frequentare le scuole ed espletare le attivit… dei vedenti, conservano tuttavia un residuo visivo tale, da consentire loro una assoluta normalit… nel giuoco. CosŤ l'aspetto del collegio, risulta essere vario, movimentato, pieno di giuochi che appaiono possibili solo a bambini vedenti; si grida al miracolo e non si chiede di pi—. Per studiare seriamente il problema del giuoco nel bambino cieco Š necessario poter osservare il comportamento di quei fanciulli che abbiano perso la vista dalla nascita e non conservino alcun residuo visivo. Nei tradizionali istituti per ciechi, e (tradizionali o tradizionalistici sono tutti quegli istituti che amano permanere vincolati alle forme tradizionali di attivit…, fedeli a impianti scolastici, pi— adatti a soffocare che a sviluppare l'attivit… motoria dei fanciulli, privi di aree sufficienti per il giuoco, disinteressati, direi, per costituzione tradizionale al giuoco nella sua vera funzione), gli alunni si suddividono sempre in tre gruppi a seconda del loro modo di giuocare: vi sono quelli che amano il moto, che giuocano sempre e in qualsiasi circostanza, quelli che corrono spaziando ovunque, quando un'altra attivit… non si schiuda per essi; vi sono altri invece che giuocano solo se trascinati o stimolati dai primi, che subiscono l'influenza dei compagni, ma non portano nel giuoco idee nuove o nuovo entusiasmo, e sono sempre i primi a stancarsi. Il terzo gruppo infine, e costituisce purtroppo, nei predetti istituti, la grande maggioranza, indugia nei giuochi caratteristici dei ciechi, giuochi che se ben si osserva, non conservano pi— la fresca spontaneit… del giuoco infantile, ma si avvicinano al passatempo degli adulti, servono a porre una pausa nelle attivit… impegnative e sono costretti entro schemi rigidi e stereotipati. Si vedono gruppi di fanciulli ciechi passeggiare su e gi— per corridoi, tenendosi sotto braccio gli uni con gli altri, spesso in doppia e anche in triplice fila e parlano... Parlano spesso tutti insieme, a voce alta, senza guardarsi in viso e discutono... Le loro discussioni sono anche interessanti, i loro giuochi verbali vertono su indovinelli storici o di abilit… mnemonica, costruiscono parole, passando le lettere dall'uno all'altro, ma noi, francamente, preferiremmo vederli impegnati, con maggiore vivacit…, in altri giuochi. Vorremmo vederli in giuochi che celebrano la loro spontaneit…, che li proiettino verso l'avvenire nell'audace conquista di un progresso continuo. Quei fanciulli che vediamo gi… seri e colti, o per lo meno in possesso di molte notizie, giocare con la loro memoria, provengono da una infanzia che non ha conosciuto il giuoco nel suo vero valore, che non ha sentito lo stimolo del fare, dell'imitare portando all'imitazione un contenuto individuale e spontaneo. Provengono i nostri fanciulli senza infanzia, da un triste periodo di inerzia fisica e motoria, di stasi e soltanto la naturale integrit… dello spirito riesce a destare quelle facolt… che meno direttamente sono interessate al normale processo motorio. L'ambiente dell'istituto, specialmente quello di certi istituti a cui ho accennato prima, favorisce e potenzia l'atteggiamento di passivit… congeniale alla minorazione o al minorato che ne sia vittima. Nel chiuso dell'istituto c'Š pochissimo da imitare, le occasioni di novit… scarseggiano, la vita Š sempre o quasi sempre la stessa, e i fanciulli imitano ci• che possono; la voce dei superiori, dei compagni ad esempio e trovano in ci• un grande divertimento. Facciamoli uscire dall'ambiente ristretto, introduciamo la vita vera, reale, nell'istituto, e portiamo i fanciulli a contatto con la vita che si svolge oltre le pareti scolastiche, e certamente i nostri bambini troveranno altri motivi di giuoco. Il giuoco pu• essere anche imitazione della vita dei grandi, questo potr… anche essere vero, poich‚ la bambina giuoca alla mamma e alla maestra, il bambino al soldato, alla guardia, al treno, ma nell'immaginazione infantile, la copia si trasforma e si ricrea, il giuoco pur imitando alcuni atteggiamenti, induce sempre nel bambino il sorgere di altri, nuovi e personali. Come potr… imitare la realt… che lo circonda se della realt…, il piccolo cieco non conosce il vero volto? Il giuoco si inserisce quindi nel vasto movimento educativo che consente di strappare dall'isolamento il piccolo non vedente per avviarlo al normale contatto con il mondo circostante: il giuoco sar… orientamento e l'orientamento sar… un giuoco; il giuoco sar… sviluppo dell'immaginazione e dall'immaginazione scaturiranno altri stimoli per il giuoco. Vedremo successivamente come l'ambiente, gli educatori, la Scuola in genere, dovranno adeguarsi a queste nuove esigenze suggerite dalla psicologia e ormai patrimonio della pedagogia: esigenze per le quali l'educazione Š un atto completo e totalitario, un atto in cui ci• che conta Š la primitiva impostazione, il principio fondamentale che orienta la complessa azione sviluppantesi nell'arco dell'et… scolare. Enrico Ceppi *Pubblicato in: Luce con luce. Rivista trimestrale della scuola di metodo "AugustoRomagnoli" per gli educatori dei ciechi, 4 (4), 34-41. ?? ?? ?? ?? 1