"LASCIAMOLI LEGGERE": USO ED ABUSO DELL'AUDIOLIBRO* Aldo Gonzales [abstract] Pregi e difetti dell'audiolibro nella formazione culturale di un giovane con disabilit… visiva.[fine abstract] Forse qualcuno dei lettori del nostro Corriere avr… letto e apprezzato quel certo libro di Roberto Denti il cui titolo calzerebbe a pennello per gli educatori - diretti o meno - dei ragazzi non vedenti: "Lasciamoli leggere". Che non vi sia medaglia senza rovescio n‚ rosa senza spine Š cosa sottratta ad ogni bench‚ minimo dubbio e che l'uso sia un conto e l'abuso altro conto Š altrettanto universalmente assodato. Ebbene, l'uso dei pi— sofisticati prodotti della tecnologia contemporanea ha liberato noi ciechi da una parte almeno dei nostri tanti condizionamenti e non ci sono parole davvero idonee a tessere le lodi di quanti hanno contribuito e senza posa contribuiscono ogni giorno all'emancipazione dei "diversamente abili", come recita quel certo eufemismo che in verit… amo poco o nulla. Certo la nascita ed il continuo perfezionamento dell'audiolibro hanno segnato realmente la "New Age" della tiflotecnica e per essa della tiflologia applicata: oggi le "biblioteche sonore" fioriscono e si moltiplicano un po' dovunque. Al libro parlato si Š affiancata tutta una serie di strumenti che fanno "parlare" sempre meglio gli stessi libri comuni insieme a qualsiasi testo stampato, fosse pure realizzato con caratteri di dimensioni inferiori al millimetro. E fin qui son tutte rose. Dove dunque le spine? Ecco: esse spuntano insidiose e maligne non appena l'audiolibro, in tutti i suoi diversi formati, dai pi— vecchi a quelli di ultima generazione, figura tra le mani di un bambino o di un ragazzo o comunque di un giovanissimo privo di vista. Certo il fenomeno non Š automatico n‚ immediato: anche il giovanissimo non vedente ha il diritto sacrosanto di beneficiare degli innegabili vantaggi offerti da un magnetofono o da un PC ovvero da un qualsiasi modello di audiobook: l'uso di tali provvidenziali strumenti va semplicemente benedetto. Gi…: l'uso; ma cosa dire dell'abuso? Qui nasce il problema; qui incombe il rischio "spine". Oggi la produzione di libri parlati su vasta scala investe anche l'area della letteratura infantile ed ormai si assiste ad un fenomeno che dovrebbe molto preoccupare gli esperti di pedagogia: l'audiolibro destinato a giovanissimi non vedenti rischia di soppiantare pericolosamente il libro stampato in caratteri Braille. Quando il giovanissimo non vedente si abitua a gustare racconti e favole dalla voce di un qualsiasi fonoriproduttore, si ritrova sempre pi— raramente con fra le mani un libro in Braille con stampati racconti o romanzi di avventura di ogni genere. E cosŤ, "ipso facto", quel tale ragazzo si trova gi… nella condizione di chi, un giorno per nulla lontano, si orienter… ben poco lungo 1e vie dell'ortografia e dell'uso corretto della stessa interpunzione. Una volta passato dall'uso all'abuso dell'audiolibro, quel tale fanciullo o ragazzo non vedente un giorno ne potr… combinare di tutti i colori in campo ortografico e magari user… pi— che mai alla carlona virgole, due punti e punti e virgole, come del resto si verifica ormai anche quando a scrivere non Š affatto un ragazzino, ma un adulto che fra l'altro avr… assunto il vezzo di staccare con una pazza virgola il soggetto dal predicato anche in totale assenza di incisi. Estremi a parte, resta che il giovanissimo non vedente mai dovrebbe passare dall'uso all'abuso dell'audiolibro, pena la claudicante andatura delle sue future capacit… grafiche. Tale rischio non Š affatto remoto, quando si pone mente alla preoccupante diminuzione di libri stampati destinati ai giovanissimi ciechi. La diminuzione qui paventata Š gi… in atto in alcuni Paesi, visto e constatato che "Cuentos para ni¤os" e "Romans pour les enfants" figurano sempre pi— in formato audio e sempre meno in Braille. Piace constatare a questo punto come la Biblioteca Italiana per i Ciechi "Regina Margherita" si sia intelligentemente sottratta al colpevole rischio di contribuire a sua volta alla graduale rarefazione del libro stampato per giovanissimi privi di vista: a testimoniarlo sono lŤ i cinque volumi del Catalogo di Monza: le cifre parlano da sole: la sottosezione "Libri per bambini e ragazzi" occupa ben cinquanta pagine. E tuttavia queste pagine non registrano molti autori notoriamente destinati a giovani e giovanissimi: nella citata sottoscrizione del Catalogo di Monza non troverete n‚ Stephen King n‚ Jack London n‚ Salgari; e non perch‚ la "Regina Margherita" non li abbia stampati, ma semplicemente perch‚ risultano registrati in altra sezione del Catalogo. Scopriamo cosŤ che dell'allucinante Stephen King la nostra Biblioteca ha stampato ben diciassette opere; quattro classici di Jack London; dodici romanzi di Salgari; sedici opere di Wilbur Smith per oltre cento volumi in Braille; dieci titoli di Jules Verne. Fra gli altri suoi meriti la "Regina Margherita" ha dunque altresŤ quello di non aver rallentato mai la produzione di libri stampati ad uso dei pi— giovani ciechi. CosŤ operando, la Biblioteca Italiana per i Ciechi ha operato una scelta tanto pedagogicamente assennata quanto encomiabile, giacch‚ i nostri giovanissimi "compagni d'ombra" hanno bisogno di vivere il pi— spesso possibile quel prezioso contatto fisico con il libro stampato in Braille la cui frequenza Š destinata ad incidere in profondit… sulla formazione del soggetto leggente. Aldo Gonzales Bibliografia essenziale sulla didattica del Braille e della lettura (a cura del Centro di Documentazione Tiflologica) Banchetti, S. (1988). La funzione del libro e l'acquisizione della cultura da parte dei ciechi, in I problemi della pedagogia, 34 (4-5), 491-503. Quatraro, A., Ventura, E. (1992). Il Braille: un altro modo di leggere e di scrivere. Roma: Bulzoni. Guerrieri Natoli, I. (1998). La scuola e l'alunno non vedente. Roma: Sovera. Zaniboni, P. [s.d.]. Il bambino non vedente: finalit… e metodi della scuola dell'obbligo. Monza: Biblioteca Italiana per i Ciechi. del Campo, Jos‚ Enrique Fern ndez (2001). Desafˇos did cticos de la lectura Braille. Madrid : ONCE. Rex, E.J., Koenig, A.J., Wormsley, D.P., Baker, R.L. (eds.) (1995). Foundations of Braille Literacy. New York : American Foundation for the Blind. Harley, R.K., Truan, M.B., Sanford, L.D. (1997). Communication skills for visually impaired learners : Braille, print, and listening skills for students who are visually impaired. Springfield: Charles C Thomas. Wormsley, D.P., D'Andrea, F.M. (eds.) (1997). Instructional strategies for Braille literacy. New York : American Foundation for the Blind. D'Andrea, F.M., Farrenkopf, C. (eds.) (2000). Looking to learn : promoting literacy for students with low vision. New York : American Foundation for the Blind. Rueda, C. S. (1994). El desarollo de los procesos basicos en la lectura Braille. Madrid: ONCE. Swenson, Anna M. (1990). Beginning with Braille: firsthand experiences with a balanced approach to literacy. New York: American Foundation for the Blind. Wormsley, D.B. (2004). Braille literacy: a functional approach. New York: American Foundation for the Blind. * Gia pubblicato in Corriere Braille, n. 15, 2007. ?? ?? ?? ?? 1