GLI ARTISTI NON VEDENTI E LE LORO OPERE AL MUSEO TIFLOLàGICO DELL'ONCE A MADRID Mar¡a Estrella Cela Esteban [abstract] Le opere di artisti non vedenti al Museo Tiflologico della ONCE di Madrid dimostrano la possibilit… di creazione artistica anche in presenza di disabilit… visiva.[fine abstract] Alcuni mesi fa attraverso le pagine di questa stessa Rivista vi abbiamo presentato il Museo Tiflol¢gico di Madrid, che l'ONCE (Organizaci¢n Nacional de Ciegos Espa¤oles) offre come un ulteriore servizio a utenti ciechi e ipovedenti. Continuando con questo discorso, vogliamo invitare gli utenti italiani a proseguire la visita girando per le altre sale del nostro Museo. Senza dubbio, la collezione pi— visitata e conosciuta del Museo Š quella dei plastici, della quale si Š gi… parlato nell'articolo precedente. Ma il visitatore pu• trovare al nostro Museo altri pezzi e altre collezioni che sicuramente lo colpiranno e saranno di suo interesse, come quella destinata a mostrare opere d'arte fatte da artisti non vedenti. Infatti, in due delle sale di questo Museo sono esposti dipinti, sculture, fotografie e arazzi che sono stati fatti da artisti minorati dalla vista. Dunque, Š questo uno spazio museale dove si dimostra che la cecit… non Š un ostacolo per la creazione artistica e che il vero artista Š colui che cerca sempre un nuovo cammino per esprimersi superando ogni handicap. Spesso il visitatore che arriva per la prima volta al Museo non riesce a capire come una persona non vedente sia capace di diventare un artista e, sopratutto, sia capace di dipingere. Allora bisogna spiegare loro che tutti questi artisti hanno dovuto imparare a scegliere la tecnica pi— adeguata al proprio residuo visivo o a trovare un modo di dipingere senza vedere, ma che tutti dipingevano prima di perdere la vista, conoscevano le diverse tecniche e le risorse del propio mestiere. Se la collezione di plastici ha, come abbiamo spiegato, uno scopo fondamentalmente didattico, con le opere che si mostrano in queste sale l'ONCE desidera che i visitatori del Museo che vedono bene, e per questa ragione non appartengono al mondo dei ciechi, possano fruire delle opere di artisti sino a quel momento sconosciuti per loro. Si arrichisce cos¡ la visita al Museo e si diffonde tra gli utenti il lavoro dei nostri artisti. La sala delle mostre temporanee del Museo organizza anche di tanto in tanto esposizioni di opere di alcuni degli artisti non vedenti. Infatti, la promozione del lavoro degli artisti minorati dalla vista Š un altro degli scopi per i quali si apr al pubblico il Museo Tiflol¢gico. Nei quindici anni di vita di questo Museo le sale che hanno visto i maggiori cambiamenti sono quelle dedicate agli artisti non vedenti. Tutti gli anni la collezione cresce; si arrichisce con le nuove opere che si acquistano e con quelle che gli artisti lasciano al Museo quando finisce una mostra temporanea. La collezione cresce, ma non lo spazio, per questa ragione ogni tanto alcuni pezzi vengono sostituiti con altri appena arrivati. Cos l'utente pu• sempre trovare qualcosa di nuovo al Museo, grazie a nuovi artisti che sino a quel momento non formavano parte dell'elenco del Museo, e che incominciano a mostrare in queste sale le loro opere. Anche se la ragione fondamentale per creare questo spazio museale fu quella di mostrare e promuovere il lavoro di artisti minorati della vista, nel caso della visita al Museo di un'utente non vedente i pezzi di queste sale serviranno per arrichire l'esperienza tattile e l'educazione estetica del visitatore. La fruizione dei pezzi da parte degli utenti non vedenti Š diversa in queste sale. Qui non si cerca un rapporto con la Storia dell'Arte, si cerca, invece l'opportunit… di avvicinarsi all'espressione artistica dei nostri giorni e ad una educazione estetica, come si Š detto. Infatti, tutte queste sono opere fatte negli ultimi quindici anni e ci aprono ad un confronto con l'arte del presente. In queste sale l'utente puo conoscere i materiali, le tecniche e gli stili usati da diversi artisti. Coloro che non hanno possibilit… di vedere potranno scoprire con le dita il legno, il bronzo e la pietra usati nelle sculture e tante forme difficili da trovare nella realt…. Molti ipovedenti potranno anche avvicinarsi alla pittura, imparando a distinguere tra i dipinti a olio e quelli ad acquarello, a fruire della pittura astratta. I pezzi pi— numerosi della collezione sono senz'altro i dipinti. I visitatori del Museo non riescono a capire come una persona non vedente possa scegliere la pittura come modo di esprimersi. C‚sar Delgado - un artista le cui sculture sono presenti nelle sale del Museo - spiega, parlando di questo problema, che secondo lui l'artista si sente pi— libero di fronte a un pezzo di carta o a una stoffa vuota, sulla quale puo dipingere quello che vuole e come vuole, che facendo una scultura a tre dimensioni, per realizzare la quale bisogna conoscere e dominare lo spazio. D'altra parte, molti pittori sono ipovedenti e ognuno sceglie la tecnica pi— adeguata al suo residuo visivo. Cos¡ possiamo spiegare la differenza tra i dipinti ad acquarello di Mar¡a Teresa Jou e quelli di Petra Agero. La prima, che soltanto riesce a vedere da lontano, dipinge usando macchie di colore con le quali Š capace di creare bellissimi paesaggi, mentre l'altra, che per vedere aveva bisogno di avvicinarsi molto agli oggetti e non vedeva quasi nulla da lontano, usava l'acquarello come se fosse olio, dipingendo ogni particolare, le macchie della pietra e delle tegole, ecc. Altri pittori come Rosa Garriga o Rafael Arias avevano gi… una lunga esperienza nel disegno e nella pittura prima di perdere completamente il senso della vista. Cominciarono allora una ricerca per trovare una tecnica per dipingere senza vedere. Alcuni dei quadri che si mostrano al Museo sono il risultato di questa ricerca. Rosa Garriga spiega che, anche se lei ha fatto qualche volta rilievi e sculture, la parte pi— interessante del suo lavoro Š l'essere stata capace di creare una tecnica per dipingere senza vedere. Il visitatore che guarda le sue opere non sar… capace di scoprire i diversi sussidi e accorgimenti usati dall'artista; pezzi di carta, cordelline, e altri svariati oggetti servono a questi artisti a creare nel dipinto la scena che hanno immaginato. Finito il lavoro, questi sussidi scompaiono e l'utente potr… trovare ogni cosa al suo posto senza indovinare come sia stato possibile riuscirci. Al nostro Museo si possono vedere anche i lavori di due artisti sordi e ciechi, Andr‚s Clariana e Jos‚ Mar¡a Prieto Lago che hanno trovato nella scultura un modo magnifico di esprimersi. Come dice spesso Jos‚ Mar¡a Prieto Lago, sordo dalla nascita e ipovedente dai quattordici anni, con una progressiva difficolt… nella lettura delle labbra dei propri interlocutori, cominciando cos a perdere anche la possibilit… di farsi capire, le sue sculture parlano per lui. Infatti, i bronzi di questo artista sono, secondo me, le sculture pi— belle delle quali possiamo fruire al Museo e che trasmettono all'utente una sensibilit… molto particolare. Di Andr‚s Clariana abbiamo sculture astratte in terracotta - pezzi che don• al Museo quando questo fu inaugurato e lui era appena un giovanotto - sculture in pietra e legno fatte alcuni anni dopo, nelle quali si indovina appena il corpo umano con forme semplici che si avvicinano all'astratto. C‚sar Delgado, scultore del quale abbiamo gi… parlato, Š sicuramente uno degli artisti non vedenti spagnoli pi— conosciuti, almeno tra noi. Le sue opere fatte in bronzo, acciaio e altri metalli, si mostrano in una delle sale del museo: "El homenaje a Luis Braille" costituisce sopratutto un omaggio al Braille come forma di comunicazione per le persone cieche, altri pezzi invece sono il risultato di una ricerca personale dell'artista per trovare un cammino verso la scultura astratta, le forme pi— classiche e l'arte espressionista. Per quanto riguarda gli arazzi, al Museo si pu• vedere un lavoro fatto usando la tecnica del pachtwork, "Dejar vivir el r¡o", dell'artista nata in Svezia Margit Berstrand, che usa diversi tessuti e colori per rappresentare il fiume, le rocce, gli alberi, le montagne, ecc. Cos in questa opera un utente non vedente puo riconoscere ogni cosa con le dita e capire che l'artista ha voluto rappresentare un paesaggio fatto con stoffe. Ma, senza dubbio, il lavoro che a noi interessa di pi— Š quello di Sagra Ib ¤ez, artista conosciuta dentro e fuori della Spagna per le sue opere in tessuto, impegnata sempre in una continua ricerca, viaggiando in lontani paesi, dove partecipa a mostre e cerca di scoprire e imparare nuove tecniche per arricchire la propria professionalit…. "Mareas" Š un grande arazzo che occupa una delle pareti di queste sale e rappresenta la superficie del mare con le onde in azzurro, grigio e viola. Dal Novecento la fotografia pu• essere considerata come una delle belle arti. Al Museo abbiamo alcune opere fatte da fotografi minorati dalla vista con le quali si dimostra che la mancanza della visione si pu• superare con l'aiuto di alcuni sussidi come il computer. Questo Š, per esempio, il caso di Carme Oll‚ la quale, quando cap¡ che poteva trasformare l'immagine usando il computer, riprese il mestiere di fotografo che aveva abbandonato nel momento in cui ritenne che il suo piccolo residuo visivo gli impediva di scattare le fotografie come quando godeva di una totale visione. Invece, quando Juan Torre incominci• a perdere il senso della vista, lasci• il suo lavoro come fotografo professionale e con l'aiuto della tecnica imparata durante tanti anni di mestiere, cominci• a fotografare tutto quello che a lui piaceva di pi—: un cestino con frutta, un uccello in volo, le gocce d'acqua sulle foglie di un albero, un particolare di una vecchia porta, ecc. Alcune di queste opere si posssono vedere oggi al Museo Tiflol¢gico. Insomma, le opere d'arte - quadri, sculture, arazzi, fotografie - che si mostrano in queste sale sono un omaggio al lavoro di tanti artisti che ogni giorno lottano per superare l'handicap e per continuare un cammino che hanno cominciato anni fa e non vogliono abbandonare e rappresentano un esempio per tutti coloro che hanno perso, almeno in parte, il senso della vista e hanno bisogno di capire che si pu• comunque andare avanti. Riferimenti bibliografici Luz Arqu‚, MERCEDES (2005). "Arte - ceguera". In: Integraci¢n, n. 45, pp, 17/24. Otros creadores: artes pl sticas y discapacidad visual grave. Cat logo de la Exposici¢n celebrada en el palacete de los Duques de Pastrana, del 16 al 31 de enero de 2003. Mar¡a Estrella Cela Esteban, storica dell'arte e guida delMuseo Tiflol¢gico ?? ?? ?? ?? 1