NASCE L'AUTHORITY ITALIANA DEL BRAILLE: PERCH? Pietro Piscitelli [abstract] Gli scopi dell'Authority Italiana del Braille in relazione alla messa a punto di un codice univoco e di generale adozione.[fine abstract] In un Paese dove le competenze dei vari Organismi, Enti ed Istituzioni si sovrappongono e si accavallano sino a formare un inestricabile ginepraio e dove uno dei bisogni primari Š divenuto quello della semplificazione delle procedure e della chiara identificazione delle responsabilit… e delle competenze, pu• sembrare non necessario ed anzi controproducente la creazione di una ulteriore "Authority". Invece nel nostro campo - quello del codice braille italiano per intenderci - la costituzione dell'Authority non Š stato solo un doveroso atto di consapevolezza, ma anche l'unico strumento per poter arrivare, dopo tanti inutili tentativi, alla ufficializzazione di una segnografia braille universalmente accettata e condivisa. Per meglio esplicitare le ragioni di questa scelta Š doverosa una breve e sintetica ricostruzione della realt… storica nella quale operiamo. Sino al 1975 i libri braille ufficiali - quelli sui quali studiavano i giovani minorati della vista - venivano stampati, per tutte le scuole per i ciechi, da un'unica stamperia che utilizzava la segnografia internazionale approvata dall'UNESCO nel 1953 e, laddove questa risultava carente, la integrava con nuovi segni ed accorgimenti appositamente studiati. Con l'introduzione nella scuola di nuove discipline (l'insiemistica, l'informatica, ecc.), e con l'evoluzione di altre (la matematica, la fonetica, la metrica, ecc.), ma soprattutto, con l'inserimento degli studenti minorati della vista nella scuola di tutti, si Š reso necessario produrre i testi in adozione nella classe. Sono cos sorte numerose iniziative, pi— o meno volontaristiche, che hanno cercato di dare una risposta alla richiesta di libri di testo, soprattutto scolastici. Ognuno ha dovuto seguire autonomamente un percorso di formazione e di crescita degli addetti alla trascrizione, ognuno ha dovuto affrontare i problemi della mancanza di una segnografia braille ufficiale. Gi… nel 1998 l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e la Biblioteca Italiana per i Ciechi "Regina Margherita" avevano proposto, con scarsa fortuna, un "codice braille italiano" che per• presentava vistose lacune lasciando irrisolte molte simbologie comunemente presenti nei testi scolastici in adozione. Per questo il codice proposto Š rimasto inapplicato anche perch‚ spesso in contrasto con i codici autonomamente elaborati ed in uso presso i diversi Centri Stampa ed alle consuetudini degli utenti. Negli ultimi anni, quando si Š reso necessario gestire al meglio le poche risorse disponibili ed attingere ai testi gi… trascritti in braille presenti nei cataloghi dei diversi "Centri Stampa", sono sorti per lo studente numerosi problemi, poich‚ anche segni diffusi come il percento, l'integrale, o il vettore, erano rappresentati nei diversi testi in maniera difforme in relazione al codice braille adottato dal Centro Stampa titolare della trascrizione. Proprio dalla necessit… di aiutare lo studente a superare queste difficolt… Š scaturita l'esigenza dell'Authority, cioŠ di un organismo in grado di conciliare le esigenze dei "produttori" con quelle degli "utenti consumatori" studiando, proponendo ed imponendo un "codice braille unico". La Presidenza Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e la Biblioteca "Regina Margherita" hanno voluto farsi interpreti di questo disagio e di queste necessit… ed hanno chiamato a raccolta i principali Centri di Trascrizione Braille operanti sul territorio nazionale impegnandoli in un'attivit… di studio, di ricerca e di sperimentazione che dovr… portare, nel breve periodo, all'adozione di un "codice braille italiano" unico e condiviso. II codice braille Š e dovr… sempre pi— essere il frutto di un processo dinamico capace di adeguarsi con tempestivit… alle mutevoli esigenze editoriali e per questo Š essenziale che tutti i produttori di stampa braille si mettano d'accordo su quali simbologie usare. In questo senso - ed anche per l'autorevolezza delle Istituzioni aderenti che sono indicate in altra parte della rivista - si pu• ragionevolmente sperare nella rapida soluzione dei problemi che l'A.I.B. Š stata chiamata ad affrontare ed a risolvere. Pietro Piscitelli, presidente dell'Authority Italiana del Braille ?? ?? ?? ?? 1