CERCANDO ROBINSON L'avventura del cercare come chiave per aprire le porte dell'esperienza. Stili educativi tra scuola e extrascuola, ruolo dei genitori* [Abstract] L'avventura come metafora dell'educazione chiama a s‚ i diversi aspetti dello sviluppo dei ragazzi con disabilit… visiva.[fine abstract] Giancarlo Abba Gli incontri di Perugia di questi ultimi anni si sono caratterizzati, a mio giudizio, per una loro singolare impostazione: pi— che collocarsi nella sola dimensione operativa-tecnica si sono orientati verso la sollecitazione, la promozione, nei genitori, della consapevolezza del loro ruolo, verso la riflessione condivisa su tematiche complesse e di ampio respiro, verso la possibilit… di immaginare percorsi, itinerari di crescita pluridirezionali e a forte valenza formativa. Credo di interpretare il pensiero dei genitori se affermo che questi incontri (almeno questi incontri) pur non sottovalutando le contingenze quotidiane (e sono tante) rivolgono la loro attenzione verso questioni di fondo che di fatto costituiscono il terreno educativo su cui camminiamo, i principi su cui agiamo e pensiamo la crescita dei nostri ragazzi. Insomma pre/occupiamoci ora di quello che ci preoccuper… di pi— nel futuro: la vera autonomia. Perch‚ "Cercando Robinson"? Perch‚, evocando la famosa avventura di Daniel Defoe, siamo portati a riflettere sullo sviluppo dei ragazzi e sul loro bisogno di avventura, oggi soffocato. Ô una metafora che ci fa pensare a una delle condizioni esistenziali dell'adolescenza, ossia l'avventura, che deve rappresentare quel "rito" sano della prova che permette il raggiungimento della societ… degli adulti, dopo il naufragio dell'adolescenza, con la capacit… di affrontare la vita in maniera il pi— possibile in autonomia. L'educazione all'avventura non Š una pensata del momento, Š un concetto sul quale la letteratura pedagogica ha speso pagine anche in anni molto recenti, senza dimenticare, solo per fare un esempio, il valore educativo che per molte generazioni hanno assunto libri d'avventura per ragazzi (e non solo). Non Š vero, a mio parere, che oggi non c'Š pi— la sete di lettura fantastica o d'avventura da parte dei ragazzi, ma Š vero, piuttosto, che manca qualcuno che sappia dare loro da bere. Educare all'avventura Da sempre i ragazzi cercano l'altrove, i ragazzi hanno bisogno di "scorribande nell'immaginario" come dice Antonio Faeti dell'Universit… di Bologna. "L'avventura, come condizione esistenziale dell'emotivit…, la si pu• intendere come l'unico medium che ci porter… sempre oltre la dimensione quotidiana". Pensando quindi al bisogno di avventura tra scuola ed extrascuola suggerisco di riflettere su avventura del corpo e avventura delle idee, dove il corpo investe tutta la dimensione del crescere nella fisicit… e nelle abilit… connesse (nutrimento della mente nella dimensione del pensare). Erik Erickson, nel suo "Infanzia e societ…", sosteneva che il "protagonista, l'iniziatore del gioco infantile Š il corpo stesso del fanciullo". Dove le idee investono tutta la dimensione del conoscere, del capire, del comprendere nella cognitivit… e nelle capacit… connesse (nutrimento del corpo nella dimensione del fare). Consideriamo, allora, il problema educativo che investe i nostri ragazzi che non vedono. Tutti sappiamo quanto sia importante questo tema dell'avventura. Lo abbiamo capito, non stiamo parlando di azioni spericolate o prove cretine di coraggio, parliamo della necessit… imprescindibile di ciascun ragazzo o ragazza di tirare fuori il meglio di s‚, di esprimersi, di provare, di cercare, di sbagliare... In un periodo in cui l'individuo va facendosi adulto. L'adolescenza dei ragazzi disabili visivi non deve essere diversa da quella degli altri ragazzi - potremmo dire non Š diversa sul piano dell'energia psichica messa in gioco. Tutti facciamo i conti in adolescenza, e non solo, con il limite, ma chi non vede lo capisce molto prima. Il limite gli si para davanti subito in molte occasioni della giornata e... della vita. E in adolescenza il limite Š pi— pesante, per• fa parte di quel bagaglio esperienziale che chiamiamo "consapevolezza di s‚". Rimane comunque nel ragazzo quel bisogno profondo di osare, di tentare di tras-gredire (nel suo significato di andare oltre). Ecco un altro perch‚ che cerca di giustificare il discorso sull'avventura. Perch‚ significa mettere in campo il movimento, lo spostamento, il cercare, l'azione libera, l'azione finalizzata, il gesto, il gesto espressivo, i modi diversi di vivere lo spazio. Sono queste alcune ragioni motivanti che debbono essere prese in considerazione. Il valore del movimento Siamo intorno a una concezione sana dell'avventura, intesa appunto come trasgressione, che diventa quell'andare oltre. Se non si cerca di andare non si capiscono nemmeno i margini, il perimetro, se non si "prende qualche testata" non si capisce fin dove si pu• camminare. Ovvero chi non vede non si muove. Ô necessario che pure nella scuola si dia valore al movimento, all'andare incontro agli altri, al coraggio di mettersi dentro le situazioni, anche fisicamente. Ô bene non dare preminenza alla sola dimensione verbale-uditiva, ma rafforzare quella fisico-motoria, gestuale, aptico cinestesica, immaginativo-motoria. "Essere nel mondo - diceva il filosofo Martin Heiddegger - vuol dire essere nel mondo per fare e non solo per adattarsi". Trovo che in educazione ci• sia molto importante, sottolineo ci• per affermare che per i nostri ragazzi il corpo sta scomparendo: * Si gioca meno o non si gioca affatto * Si corre meno o non si corre affatto * Si salta meno o non si salta affatto * Si gesticola meno o non... ecc. Ecco una particolare attenzione che dobbiamo avere per i nostri ragazzi che, a causa del deficit visivo, fin dalla nascita, non potendo avvalersi dell'incontro occhio-occhio con la madre e della dimensione mimico gestuale, manifestano una carenza espressiva e relazionale. Per esempio, il gesto del corpo Š molto importante. Ô la relazione con il mondo. Nel gesto c'Š anche il modo di relazionarsi con gli altri. Per questo le prime attenzioni educative come l'imparare ad esplorare, a toccare, lo sviluppo del tatto inteso come capacit… di riconoscere e conoscere sono scelte strategiche. Rispettare l'inquietudine Un'altra situazione esistenziale che permea i ragazzi in adolescenza Š l'inquietudine. Dobbiamo rispettare l'inquietudine dei ragazzi, ma nel nostro caso l'inquietudine Š, in molti casi, aggravata dalla diversit…, dal sentirsi diversi in quanto disabili visivi. Allora dove bisogna andare? Occorre andare alla ricerca di nuove esperienze. Ô necessario fare nuove esperienze. L'inquietudine nasce da mutamenti interiori, da percezioni confuse, anche perch‚ la societ… Š complessa e confusa. Capire il mondo non Š facile. Solo la ricchezza di esperienze, di confronti, di incontri pu• far riflettere il ragazzo sul problema del rifiuto della disabilit… o sul sentirsi rifiutati perch‚ soprattutto ci si sente inadeguati. Ô necessario imparare a non imputare sempre il disagio alla societ…, agli altri. Uno dei significati educativi dell'avventura? Imparare a prendersi cura di s‚ da soli. Ci deve essere un momento in cui si comincia. Il ragazzo deve cominciare da s‚. Gli adulti non dovrebbero terrorizzarsi subito di fronte all'ansia, che Š connaturata con la fase adolescenziale della vita. CosŤ come l'avventura Š uno stato tipico dell'adolescenza che, anche chi non vede ha il diritto di vivere. La scuola non Š deresponsabilizzata rispetto al problema. Facciamo solo un esempio: la gita scolastica. Quali valori positivi ha? L'allontanamento dall'ambito familiare; il confronto con nuovi ambienti; il confronto con nuovi contesti; la sollecitazione/provocazione a fare esperienza; il confronto, la relazione con gli altri... Verso l'autonomia Un'esperienza Š tale se Š condotta, vissuta in prima persona, se si fa da soli (o con coetanei). Il ragazzo deve imparare dalla propria esperienza diretta. Fare esperienza significa superare prove: distanti, fuori dal contesto domestico. "Cercando Robinson", il personaggio che, utilizzando conoscenze ed esperienze pregresse, vive e costruisce nuove o possibili condizioni di vita. Anche la scuola, in certe situazioni, mette le basi, le premesse per la dimensione del cercare e dell'avventurarsi. Come scriveva Riccardo Massa: "portare lontano dalla famiglia ragazzi e ragazze, renderli amici di gruppi di adulti, farli cooperare per realizzare qualcosa che conta e che piace, lavorare con le proprie mani, dormire su una spiaggia in riva al mare, esplorare un luogo sconosciuto". Per chi non vede, tutti i luoghi sono sconosciuti. Chi non vede Š obbligato ad avventurarsi. Ô uno che si avventura ogni giorno. Certo, chi non vede deve e pu• avventurarsi, solo con l'imprescindibile attrezzatura di competenze e abilit…. Ritorniamo cosŤ al valore dell'esperienza. Cosa significa cercare? Cercare per utilizzare, per trasformare, per fare... per imparare. Si tratta allora di porre il ragazzo che non vede nella condizione di mettere a frutto quello che Š e quello che sa. La mancanza del senso della vista Š deprivazione dell'apparato senso percettivo e se non adeguatamente sollecitato, Š privazione totale dell'esperienza, dell'avventura intesa come chiave per la maturazione. Robinson impara, apprende dall'esperienza. Il ruolo della scuola La scuola ha un ruolo in questa problematica, ha davanti un campione di ragazzi che proprio in essa deve trovare una palestra per l'esercizio del racconto... Avventura della mente dicevamo all'inizio, e l'esercizio del fare. La scuola non deve cadere nel tranello del "poverino". I ragazzi non devono sperare che dicano loro "poverini". La scuola deve rimandare ai ragazzi disabili visivi il messaggio che, per potercela fare, non ci sono scorciatoie, occorre impegnarsi e farsi aiutare. Aiutami a fare da solo diceva la Montessori. Se, come dice Massa, la scuola "deve fornire agli adolescenti un dispositivo di elaborazione della propria positivit… e del proprio passaggio", allo stesso modo la realt… dell'extrascuola oltre allo studio, deve occuparsi del dispositivo di ricerca e esplorazione dell'ambiente attraverso diverse esperienze. La direzione Š quella di cercare una vera dilatazione, espansione della sfera della vita personale. Occorre potenziare quegli aspetti che sono sacrificati e pi— penalizzati per chi non vede, come la fantasia, la creativit… per reinventare, trasfigurare, costruire, soprattutto fare da s‚. SŤ alla comunicazione pi— ricca di tonalit… espressive, emotive sia orali ma anche mimiche e gestuali. Contro l'incomunicabilit…. SŤ all'esplorazione come ingresso nei saperi e nelle conoscenze attraverso l'osservazione, la scoperta (tattile, uditiva, plurisensoriale, cinestesica). SŤ all'attivit… costruttiva che parte da un'ipotesi di lavoro dove si progetta, dove si manipola in gruppo, dove si fa qualcosa che serve. Dove si fanno attivit… manuali che mettono a confronto i ragazzi con un risultato tangibile. Il movimento possiamo intenderlo come un vero e proprio dispositivo che agisce per l'autonomia, il movimento va inteso come prodigioso repertorio di cui Š dotato il corpo. Se elenchiamo qualche verbo che rimanda ad azioni, come ad esempio: arrampicarsi, scivolare, camminare, saltare, correre, nuotare, gettarsi, tuffarsi, ballare; se elenchiamo qualche luogo/spazio sui/nei quali possiamo rendere possibili i verbi citati come ad esempio: selciato, terra battuta, prato, fondo erboso, sabbia, acqua, reti elastiche ecc ci rendiamo conto abbastanza facilmente se combiniamo le azioni con i luoghi, di quanto sia importante potenziare al massimo l'esplorazione, la costruzione, la fantasia e... in definitiva il senso dell'avventura. L'avventura dell'incontro L'avventura, inoltre, sul versante dell'educazione, Š attitudine a produrre e a vivere esperienze cariche di incognite, di novit…, di straordinariet…, con l'abito dell'insolito, dell'imprevedibile. Il movimento Š espressione del mutamento costante del corpo attraverso una gamma ampia di forme di locomozione, ritmo, equilibrio: sono la piattaforma su cui lavorare, la dimensione educativa in cui credere per vitaminizzare il mondo esperienziale del ragazzo non vedente. Chiama in campo la dimensione sociale, relazionale, l'incontro con l'altro sesso, aspetto di fondamentale importanza per la crescita dell'individuo. Insomma Š attraverso il movimento e il bisogno di esplorare lo spazio che il ragazzo non vedente viene a contatto con gli oggetti della realt…, con gli elementi dell'ambiente naturale e dell'ambiente costruito. Conosce meglio se stesso e le sue potenzialit…. Tutto questo Š avventura. Per noi educatori avventura tiflo-pedagogica, per i genitori avventura della vita, per i ragazzi educazione all'avventura che non li faccia sentire stranieri, estranei, clandestini nelle realt… in cui si trovano. Educazione all'avventura Š educazione all'incontro, perch‚ solo l'incontro fa emergere quello che ci avvicina, che ci accomuna e non solo quello che ci differenzia. "Vogliamo far capire ai bambini non vedenti - dice Sabriye Tenberken - che non devono vergognarsi. Vogliamo che si alzino in piedi e dicano: siamo ciechi, non stupidi! Devono essere orgogliosi di loro stessi, devono diventare forti per poter affrontare il peso della discriminazione e per uscire dalla nostra scuola a diffondere gli insegnamenti che hanno ricevuto." Sabriye ha costruito una fattoria per non vedenti vicino a Lhasa, dove ragazzi e adulti imparano il mestiere di allevatori e di agricoltori. Instancabile, ha anche progettato un centro nel Kerala, in India, per istruire personale specializzato che poi aprir… scuole in tutto il mondo. Come spiega Sabriye nel suo libro Vedere con il cuore: "Non dovrebbero esserci limiti per i non vedenti". Una chiara dimostrazione del fatto che non c'Š bisogno di avere la vista per avere una visione! Suggerimenti bibliografici Massa, R. (1989). Linee di fuga. L'avventura nella formazione umana. Firenze: La Nuova Italia. Faeti, A. (1977). Letteratura per l'infanzia. Firenze: La Nuova Italia. Faeti, A. (1986). I tesori e le isole. Infanzia, immaginario, libri e altri media. Firenze: La Nuova Italia. Montessori, M. (1986). Educazione alla libert…. Bari: Laterza. Montessori, M. (2000). L'autoeducazione. Milano: Garzanti. Giancarlo Abba, Direttore scientifico dell'Istituto dei Ciechi di Milano * Il testo Š un estratto della relazione presentata al Convegno "Affinch‚ possano avverarsi i nostri sogni per loro", tenutosi a Perugia dal 26 al 28 giugno 2008. ?? ?? ?? ??