IL GRUPPO PSICOLOGICO DEI GENITORI E DEI BAMBINI/ADOLESCENTI CON MINORAZIONE VISIVA (PARZIALE E TOTALE) CON O SENZA ALTRE MINORAZIONI AGGIUNTIVE DAL 2004 AL 2007 PRESSO I.RI.FO.R. FIRENZE Lucia Sottili [Abstract] La presenza di un handicap rappresenta un evento che coivolge tutto il sistema familiare. Le testimonianze dei genitori e dei fratelli del bambino disabile visivo favoriscono una maggiore consapevolezza delle problematiche che si devono affrontare. [fine abstract] Premessa II gruppo psicologico dei genitori di Firenze si Š costituito nel 2004 ed ha mantenuto in questi anni la continuit…, pur essendosi strutturalmente modificato da circa un anno e mezzo, in quanto Š stata ravvisata in corso d'opera l'opportunit… della costituzione di un gruppo parallelo di bambini e ragazzi. Le testimonianze dei genitori e di tutti coloro che quotidianamente agiscono in favore dei disabili favoriscono una maggiore consapevolezza delle varie problematiche che si debbono affrontare in un'epoca, come la nostra, d'iperindividualismo esasperato. Ô evidente quindi come lo sforzo da fare sia quello di favorire processi d'integrazione in un ambiente costruito intorno al concetto di "normalit…". Ô stato quindi grazie alla sensibilit… dell'Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione (I.RI.FO.R.) di Firenze che ha prontamente colto l'evidenza di come solo l'elevata qualit… debba contraddistinguere l'impegno dell'associazionismo, riuscendo con enormi sforzi a reperire le risorse necessarie a consentire l'attuazione del suddetto gruppo. Storia del Gruppo II gruppo dei genitori si Š formato, come dicevo in premessa, nel 2004 e i primi anni sono stati necessari a fondare la cosiddetta alleanza terapeutica che costituisce il prerequisito essenziale per poter attuare un processo attivo e positivo di cambiamento e di trasformazione. Ô stato quindi creato uno spazio di sostegno e di contenimento all'interno del quale Š stato possibile per i genitori prima poter depositare e poi dopo cominciare ad elaborare una complessa costellazione di vissuti, dubbi, conflitti, difese, fantasie e aspettative. Da circa un anno e mezzo il gruppo si Š modificato, in quanto ho ravvisato in corso d'opera l'opportunit… della costituzione di un gruppo parallelo dei bambini e ragazzi. A questo gruppo hanno partecipato dietro mio invito anche fratelli e/o sorelle o amici. Tale decisione Š scaturita dalla considerazione che la presenza di un handicap rappresenti un evento che coinvolge l'intero sistema familiare a vari livelli. Ciascun componente pu• reagire alla situazione con modalit… che vengono di volta in volta influenzate anche dal gioco complessivo delle relazioni familiari e degli aggiustamenti reciproci degli altri membri: a questo proposito particolarmente importante appare la posizione dei fratelli. L'interesse per tale tema Š piuttosto recente; per tutti gli anni '70 gli studi clinici su fratelli e sorelle di bambini disabili hanno messo l'accento soprattutto sui rischi di disadattamento e di sofferenza psicologica legati a questa condizione. Le ricerche pi— recenti sull'argomento tuttavia non hanno confermato in maniera univoca la presenza e l'entit… di tali rischi, ma i risultati talvolta contrastanti hanno lasciato intravedere effetti pi— complessi, non privi secondo me di componenti maturative ed evolutive. Quindi nella decisione di costituire un gruppo di bambini e ragazzi a cui partecipassero fratelli e/o sorelle e amici sono partita dall'intuizione che la generica attitudine alla sensibilit… acquisita da fratelli e sorelle nei confronti dei bisogni altrui, potesse contribuire ad incrementare le competenze sociali e comunicative di quest'ultimi, legate alla necessit… quotidiana di adattarsi ad un interlocutore meno competente e i risultati del lavoro con il gruppo cosŤ strutturato hanno ampiamente confermato la mia ipotesi di partenza. Naturalmente per perseguire il mio intento, e cioŠ la costituzione di un gruppo di bambini e ragazzi parallelo ma autonomo rispetto a quello dei genitori, si Š presentata la necessit… di reperire istruttori che potessero seguire i bambini e i ragazzi. Quindi nel 2007 per il gruppo di bambini e ragazzi sono stati previsti incontri con gli istruttori e sono state pensate ed organizzate con quest'ultimi attivit… specifiche quali: un pomeriggio in piscina, la visione al cinema di un film, pomeriggi con la Pet Therapy, pomeriggi musicali; in un clima gioioso e giocoso i bambini e i ragazzi sperimentavano lo stare in relazione fra loro. Per i genitori ho deciso di utilizzare la visione di fŤlm in quanto ho ritenuto che il film, proprio per l'intensit… dei contenuti simbolici, costituisca uno degli strumenti di maggior coinvolgimento emotivo e che quindi la visione del film unita all'elaborazione simbolica dei suoi contenuti costituisca un'ottima opportunit… di percorso verso una migliore presa di coscienza di s‚ e delle proprie emozioni. Il confronto di gruppo delle percezioni di ciascuno, attuato con la supervisione del terapeuta, consente di mettere in comunicazione fra loro i diversi punti di vista intellettuali ed emotivi: da questo confronto emerge un notevole ampliamento e arricchimento della conoscenza di s‚ e degli altri. La molteplice alleanza Le prove alle quali sono sottoposti i genitori di ragazzi disabili sono dure e difficoltose, non solo per le "barriere mentali" della nostra societ…, dove l'individualismo Š imperante, ma anche per i conti che ognuno di loro deve fare con i sensi di colpa. Si avverte palpabile l'inquetudine che pervade queste famiglie e la sensazione di sentirsi inadeguati. Ogni bambino o ragazzo ha la sua identit…, delle peculiarit…, delle risorse insperate, con una propria storia di vita, un proprio equilibrio che per quanto diversi o destrutturati sono comunque i suoi. Ô necessario quindi prendere coscienza che la persona disabile ha una sua elaborazione della realt… che non Š ridotta rispetto alla nostra, ma strutturalmente diversa. A questo punto le famiglie, sostenute dalla societ…, dalle istituzioni, devono iniziare questo lungo e tortuoso cammino intrapreso con la volont… e il desiderio di rendere autonomo il ragazzo. Ma la tentazione di caricare sulle proprie spalle il ragazzo con tutto il fardello di difficolt… e di amarezze Š grande! Forse sarebbe pi— comodo, meno frustrante o forse darebbe la sensazione di giusta espiazione della "presunta" colpa. Ô necessaria quindi la volont… di prendersi cura della disabilit… non come un problema, ma come una dimensione della vita. Ô quindi evidente come l'elevata qualit… deve contraddistinguere l'impegno dell'associazionismo; solo attraverso la qualificazione si potr… garantire ai bambini e ragazzi un adeguato supporto "abilitativo" in grado di permettere un loro graduale e stabile inserimento sociale. Questo lavoro con i genitori, che affianca e si svolge in parallelo al trattamento del bambino o dell'adolescente, ha come obiettivo generale quello di aiutare i genitori a investire in modo adeguato i loro sforzi e le loro risorse nel percorso terapeutico del figlio, cosicch‚ questa sinergia possa garantire nel tempo il successo del trattamento stesso. Il terapeuta che lavora con i genitori, cerca di ricostruire il figlio reale nella mente del padre e della madre, tentando da una parte di coinvolgerli in un processo di comprensione empatica e, dall'altra, di attivare o di riattivare una "genitorialit… positiva". Lo sforzo terapeutico quindi, si configura come uno spazio di sostegno e di contenimento all'interno del quale il genitore deposita prima ed elabora dopo una complessa costellazione di vissuti, dubbi, conflitti, difese, fantasie e aspettative. Ô sempre all'interno di questo spazio che il genitore pu• esprimere fino in fondo le sue richieste di aiuto, pu• sentirsi accolto nella sua ferita narcisistica legata al fatto di avere un figlio che ha bisogno di aiuto, pu• sentirsi contenuto nel suo senso di vergogna e nei profondi vissuti di incompetenza che lo portano a considerarsi responsabile del sintomo del figlio. Il gruppo Š anche uno spazio d'incontro nel quale il genitore proietta sul terapeuta un ideale di competenza e di conoscenza totale rispetto all'allevamento del figlio e, proprio grazie a questa proiezione, si trova a vivere delle inevitabili regressioni che devono essere adeguatamente gestite. Attraverso la relazione con il terapeuta, il genitore pu• apprendere nuovi stili comunicativi, pu• sperimentare modalit… relazionali pi— adeguate e gratificanti, pu• attribuire nuovi significati alle esperienze vissute e condivise con il figlio. In questo spazio di relazione, quindi, oltre al disagio e alla frustrazione si pu• sperimentare anche il cambiamento, oltre alla consapevolezza dei propri limiti e fragilit… ci si sente anche rinforzati nelle capacit… personali e della coppia genitoriale. In virt— di questi aspetti, lo spazio del gruppo rappresenta quello che Winnicott (1971) definisce uno "spazio potenziale", uno spazio cioŠ dove la genitorialit… si pone come area intermedia tra il genitore e il bambino. In uno spazio cosŤ definito, un posto di rilievo spetta all'alleanza terapeutica, perch‚ Š questo il prerequisito essenziale per attuare un processo attivo e positivo di cambiamento e trasformazione. Il concetto di alleanza terapeutica subisce una particolare estensione e ampliamento nell'ambito del lavoro con i genitori, in quanto lo scenario degli interlocutori si allarga: bambino/adolescente, madre, padre, fratelli, associazione, istruttori, terapeuta. Lo spazio del gruppo si configura, in realt…, come uno spazio per una "molteplice alleanza", nel senso che il terapeuta, oltre creare l'alleanza terapeutica con i genitori, deve stabilire una sorta di alleanza interna anche con il bambino/adolescente, con l'Associazione e con gli istruttori, trovandosi cosŤ costantemente a chiedersi dove deve collocarsi psichicamente e con chi deve stabilire l'alleanza. La reale difficolt… e la sfida continua del terapeuta che lavora con i genitori, infatti, Š proprio quella di mantenere la stessa distanza emotiva e psichica rispetto a tutti i componenti del sistema, concedendosi al tempo stesso una completa libert… affettiva per sperimentare l'intera gamma di contenuti controtransferali che inevitabilmente si attivano nel setting. Per fronteggiare tutto ci• Š necessario pi— che mai lavorare utilizzando in modo consapevole il transfert e il controtransfert, modulandoli adeguatamente. Conclusioni L'esperienza ormai pluriennale di lavoro con persone con disabilit… visiva presso l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (U.I.C.I.) di Firenze mi porta ad apprezzare in modo particolare i risultati raggiunti in quattro anni di lavoro con il gruppo dei genitori e ragazzi. In questo contesto infatti stanno veramente attecchendo le radici dell'integrazione, poich‚ lo scoglio maggiore da superare Š proprio la tendenza alla polarizzazione, che Š costitutiva di ognuno di noi e quindi anche delle persone con minorazione visiva: Š preferibile stare in relazione con ci• che ci rappresenta l'uguale o con l'opposto, ma l'uguale e l'opposto devono stare a loro volta in relazione fra di loro. Il contesto terapeutico di gruppo cosŤ strutturato rappresenta "l'agito" di un micromondo dove genitori vedenti elaborano la loro genitorialit… nei confronti di figli con minorazione visiva; i ragazzi a loro volta stanno in relazione sia con altri ragazzi con minorazione visiva sia con fratelli, sorelle o amici vedenti. Credo di poter affermare che in questo contesto terapeutico, che il mantenimento della tensione degli opposti, come Jung ci ha insegnato, Š gi… cominciato. Bibliografia Winnicott, D. W. (1971). Gioco e realt…. Roma: Armando. Jung, C. G. (1969). Tipi psicologici. Torino: Boringhieri. Manzano, C., Palacio-Espansa, F., Zilha, N. (2001). Scenari della genitorialit…. Milano: Raffaello Cortina. Norsa, D., Zavattini, G.C. (1994). Coniugalit… e genitorialit…. In Interazioni, a. 2, n. 4 Milano: Franco Angeli. Lucia Sottili, psicologo, psicoterapeuta ?? ?? ?? ?? 1