COMUNICARE SENZA LE PAROLE. ESPERIENZE DI COMUNICAZIONE CON LE PERSONE PLURIDISABILI Lorenzo Gatto [Abstract] Cosa significa "comunicare" per una persona pluridisabile e quali sono le peculiarit… dell'approccio riabilitativo attraverso la comunicazione per permettere una migliore qualit… della vita.[fine abstract] Cosa significa comunicare? Il termine comunicazione viene dal latino communico cioŠ "condivido" ed Š un atto sociale e reciproco, mediato dall'uso di simboli significativi tra individui e gruppi diversi. Parlando di comunicazione viene spontaneo fare riferimento al linguaggio, esso infatti Š prerogativa che distingue l'uomo dagli altri esseri viventi. Esiste un'ampia gamma di definizioni del linguaggio, ma Š intuibile che esso Š un insieme di elementi di natura simbolica, i quali opportunamente combinati producono una rappresentazione della realt…. Il complesso di queste rappresentazioni costituisce poi le basi esperenziali dell'individuo ed Š sulla base di queste rappresentazioni che regoliamo le nostre interazioni con l'ambiente. Ad esempio la parola "sole" ci rappresenta il calore, l'estate, ecc. Nel corso della evoluzione abbiamo sviluppato un'ampia gamma di sistemi efficaci per inviare messaggi. Alcuni di questi si avvalgono di meccanismi relativamente poco complessi,altri,al contrario risultano essere estremamente sofisticati. Comunicare non Š quindi solo parlare;la comunicazione umana infatti Š molto di pi— delle semplici parole,anzi ci sono situazioni in cui il senso letterale delle parole viene modificato a seconda dei comportamenti. Pi— difficile risulta la conoscenza della complessit… dei processi mentali e delle strutture organiche che consentono la produzione e la comprensione dei messaggi. Quando poi questi processi e queste strutture risultano danneggiate in tutto o in parte,la gamma dei sistemi comunicativi a disposizione dell'individuo subisce un ridimensionamento quantitativo e qualitativo. Ô proprio per questa ragione che e' necessario avere la consapevolezza che senza uno specifico intervento la persona pluriminorata, Š destinata all'isolamento per mancanza di abilit… comunicative e comportamentali, annullando nei fatti qualsiasi interazione con la realta' esterna. L'obiettivo della riabilitazione attraverso la comunicazione sar… quindi quello di rendere disponibile alla persona affetta da pluriminorazione psicosensoriale quei sistemi che siano in grado di massimizzare la possibilit… di interazione con l'ambiente e, contemporaneamente, si dimostrino compatibili con il quadro funzionale del soggetto. A questo scopo esistono diversi sistemi di comunicazione alternativa. Tra queste noi possiamo includere quelle che usiamo spontaneamente e che costituiscono la cosiddetta comunicazione non verbale. La comunicazione verbale e la comunicazione non verbale Volendo approfondire meglio la distinzione tra la comunicazione verbale e quella non verbale dobbiamo fare riferimento all'input, cioŠ al canale di entrata dell'atto comunicativo, che pu• essere linguistico o non, per cui si fa ricondurre la comunicazione verbale a tutto ci• che ha a che fare con il linguaggio parlato, mentre al non verbale corrisponde tutto ci• che senza essere linguistico, ha a che fare con aspetti particolari come lo spazio prossemico, la postura, le espressioni del volto, ecc. Una ipotesi alternativa quindi sta nel considerare i due tipi di comunicazione diversi per il modo in cui si elaborano i dati. Pertanto la comunicazione verbale consiste nell'uso comunicativo di un sistema di simboli. Ci• significa che il linguaggio Š composizionale cioŠ scomponibile in costituenti autonomi, le parole che, combinate tra loro, permettono di generare e comprendere un numero infinito di frasi. La comunicazione non verbale consiste invece nell'uso comunicativo di un insieme di simboli. Questi a differenza delle parole non sono scomponibili e non possono essere combinati tra loro per formare nuovi significati. Ad esempio,un volto sorridente Š un volto sorridente e non la somma di tante piccole parti,ciascuna sorridente. La modalit… non verbale non Š solo filogeneticamente, cioŠ nella linea evolutiva degli esseri viventi, la pi— antica, ma anche ontogeneticamente la prima ad essere disponibile nell'uomo in quanto si attiva dalla nascita. Si pensi ad un bambino che ancora non Š in grado di parlare, ma che tuttavia riesce a comunicare attraverso le espressioni facciali. Tuttavia se da un punto di vista evolutivo la comunicazione non verbale precede quella verbale, nella comunicazione usuale verbale e non verbale sono costantemente integrate tra di loro: ad esempio quando noi parliamo accompagniamo la parola a tanti gesti delle mani. La comunicazione funzionale: le caratteristiche e i metodi della comunicazione per le persone pluriminorate. Quando usiamo il termine di comunicazione funzionale, intendiamo dire che Š importante che il linguaggio svolga per la persona che lo utilizza una funzione utile, cioŠ che gli permetta di modificare l'ambiente sociale in modo prevedibile e perci• controllabile. Per cui per una persona pluriminorata Š fondamentale che qualsiasi forma comunicativa le permetta di capire e farsi capire nelle varie situazioni di vita. Si pu• definire quindi un sistema "funzionale" quando permette ad una persona di: * Esprimere i suoi bisogni e le sue richieste. * Far comprendere agli altri ci• che si richiede. Per far ci• dobbiamo analizzare le due funzioni della comunicazione: la funzione recettiva e quella espressiva. Si parla di funzione recettiva quando il soggetto dimostra di comprendere ci• che gli viene comunicato da un'altra persona. Dato che in una persona pluriminorata difficilmente si potr… vedere la sua comprensione,quello che dobbiamo analizzare Š che il soggetto si comporti coerentemente con quanto gli viene detto. Si parla di funzione espressiva quando il soggetto stesso usa un qualsiasi codice per trasmettere il proprio messaggio. Appare chiaro che per le persone pluriminorate questi codici devono avere la maggiore trasparenza possibile, riferendoci alla somiglianza tra il simbolo usato e la situazione a cui si riferisce. Ad esempio se diciamo la parola "casa" per loro Š solo, il pi— delle volte, un suono che non rappresenta un preciso oggetto per convenzione linguistica. Se per• si traccia con i gesti la sagoma di una casa, un numero maggiore di persone avr… possibilit… di capire di cosa si stia parlando. Se poi si fa un disegno o si mostra una fotografia o un modellino tridimensionale di una casa, chiunque abbia visto una casa riconoscer… l'oggetto della comunicazione. Perci• tanto maggiore Š il livello di trasparenza del linguaggio utilizzato tanto sar… pi— facile la comprensione del concetto rappresentato. Nelle persone affette da pluriminorazione psicosensoriale, tre risultano essere i metodi comunicativi di base sui quali poi, se possibile, innestare metodi comunicativi pi— elaborati: * La comunicazione comportamentale. * La comunicazione oggettuale. * La comunicazione pittografica. La comunicazione comportamentale Ô la prima forma comunicativa naturale che utilizza movimenti del corpo,gesti spontanei ed espressioni del viso. Si tratta di forme molto personali che vengono comprese da poche persone che conoscono bene il soggetto. Presenta due grossi limiti: quello appunto di essere compreso da pochi e quello di esprimere un numero ristretto di bisogni. Tuttavia Š importante che l'educatore stia attento nel riconoscere ed interpretare queste espressioni del corpo che se non capite possono sfociare anche in stati ansiogeni, aumentare la frustrazione e produrre crisi comportamentali. La comunicazione oggettuale Questo tipo di comunicazione altamente trasparente viene utilizzata da persone che risultano funzionalmente non vedenti. Consiste nell'utilizzazione di oggetti che possono essere usati dal pluridisabile per comunicare le proprie richieste e usati anche dall'educatore per anticipare le attivit… che vengono presentate durante la giornata, ad esempio un piccolo piatto come anticipazione dei pasti o un piccolo cuscino come segnale della situazione dormire. L'apprendimento di questa forma di comunicazione avviene per associazione tra l'oggetto e la situazione stessa che deve essere immediatamente successiva all'aver dato l'oggetto segnale. Questo sistema di comunicazione Š altamente trasparente, ma a volte risulta poco pratico. Per ci• si cerca di ridurre gradualmente le dimensioni dell'oggetto che viene dato in mano al soggetto e che in situazione di apprendimento verr… invitato a prendere l'oggetto equivalente. Questi processi avvengono tramite la discriminazione di oggetti di uso comune cercando di far comprendere le caratteristiche rilevanti di un oggetto rispetto a quelle di ciascun altro. La comunicazione pittografica La comunicazione grafico-pittorica viene utilizzata da persone che vedono o hanno un residuo funzionale della vista. Consiste in disegni o foto di oggetti, attivit… o ambienti che vengono associati a determinate attivit… o sequenze di azioni in modo da ampliare le possibilit… comunicative di un disabile sia in termine di interpretazione del contenuto, sia come possibilit… di esprimere messaggi complessi. Le rappresentazioni grafico-pittoriche devono essere molto simili agli oggetti a cui si riferiscono, in modo da facilitare la discriminazione, cioŠ il riconoscimento delle caratteristiche rilevanti di un disegno da quelle di un altro, e l'associazione cioŠ essere in grado di collegare il disegno all'oggetto reale. Inserendo questo sistema di comunicazione Š doveroso valutare due variabili: l'ambiente e la costituzione del materiale. L'ambiente non deve produrre abbagli, altrimenti il cartellino non risulterebbe chiaro, e cosŤ la scelta del materiale, andando ad usare colori fortemente contrastanti tra di loro. Metodologia di insegnamento delle forme alternative di comunicazione Per insegnare queste forme comunicative, in primo luogo Š bene scegliere situazioni che inducano spontaneamente il soggetto a comunicare. Ô importante, a questo scopo, dedicare alla persona pluriminorata un periodo di osservazione per identificare quali "argomenti" potrebbero fornire lo spunto per la comunicazione. Di solito comunicazioni relative a cibi, bevande ed attivit… di routine possono essere apprese pi— facilmente. Inoltre concetti semplici e concreti, direttamente riferibili alla esperienza del soggetto hanno pi— probabilit… di essere appresi ed utilizzati in modo funzionale. Ô perci• utile partire insegnando a riconoscere oggetti di uso comune come cucchiaio, forchetta, matita, ecc. Una volta decisi gli oggetti con cui si desidera partire, occorrer… fare un cartellino per ogni oggetto, inserendoci all'interno o il disegno dell'oggetto (cartellino pittografico) o l'oggetto stesso (cartellino tattile oggettuale) di dimensioni pi— piccole (sul mercato esistono una infinit… di questi oggetti miniaturizzati). A questo punto il problema che si pone Š quello di portare il soggetto a discriminare con certezza gli oggetti, associandoli al cartellino corrispondente e questo passaggio Š un prerequisito fondamentale per la comunicazione intesa come linguaggio funzionale. Il primo passo consiste nel porre il soggetto di fronte ad un tavolo su cui Š posto un solo oggetto, ad esempio un cucchiaio. Gli viene dato il cartellino corrispondente che sta a significare "prendi il cucchiaio". Quando il soggetto dimostra che questa associazione Š stabilizzata, nel senso che prende spontaneamente il cucchiaio dopo che gli Š stato presentato il cartellino, si introduce uno stimolo distrattore, che potrebbe essere costituito da un cartellino con un altro oggetto o con un fondo solo nero che rappresenterebbero uno stimolo di fronte al quale il soggetto non deve prendere il cucchiaio. Quando per un numero stabilito di volte (circa 10) il soggetto risponde correttamente dando il cucchiaio solo quando gli viene presentato il cartellino corrispondente, e non dandolo quando gli viene dato il cartellino distrattore, possiamo affermare che l'apprendimento risulta compiuto. Fino ad ora il compito Š stato solo di tipo associativo, senza nessuna discriminazione. Questa pu• essere acquisita attraverso la presentazione contemporanea di due oggetti reali, ma di un solo cartellino, quindi il compito di decodificare la richiesta ed agire di conseguenza. Con questo sistema si pu• procedere verso apprendimenti maggiori, cioŠ che il cartellino Š rappresentativo di azioni da svolgere. Ad esempio, se nel cartellino Š rappresentata solo "la palla" potrebbe voler dire andiamo a giocare. Infine Š da sottolineare la funzione intrinseca delle forme comunicative come facilitatrici sul controllo dell'ansia e quindi come controllo comportamentale. Le persone pluriminorate difficilmente possiedono una dimensione temporale e questi sistemi di comunicazione permettono loro di avere consapevolezza di come Š strutturata la loro giornata e di capire quali eventi li aspettano e quindi attraverso un calendario sequenziale formato da cartellini successivi dare la scansione delle attivit… della giornata ed anche della sequenza di una singola attivit…. L'esperienza riabilitativa ci fa chiaramente vedere come attraverso la comunicazione funzionale i livelli di ansia e di crisi comportamentali si abbassino in maniera notevole. Tuttavia il vedere i comportamenti problematici (auto ed etero aggressivit…) come "valore comunicativo" ha come correlato psicopedagogico il fatto di cercare soluzioni comunicative sostitutive che non siano basate solo su una "dimensione contenitiva" ma che contemplino l'apprendimento di comportamenti alternativi di natura positiva e che abbiano la stessa funzione comunicativa (isofunzionali). Per far ci• dobbiamo leggere ed analizzare il comportamento disfunzionale visto all'interno dell'ecosistema in cui si Š verificato (ad esempio in situazione di passeggiata o durante una attivit…) ricorrendo alla "analisi funzionale del comportamento" secondo lo schema A.B.C. (acronimo di antecedente/comportamento e conseguenze) e che tuttavia in una visione ecologica deve essere arricchito dalla analisi delle variabili esterne quali: * Variabili interpersonali collegate all'educatore. * Variabili interpersonali collegate alla presenza di altri utenti. * Variabili collegate alla attivit…. * Variabili connesse all'ambiente. Da ci• si pu• evincere come il ruolo dell'educatore/operatore assuma una primaria importanza nel contesto educativo riabilitativo su base comunicativa, un ruolo che si trasforma in quello di tutor delle varie esperienze nella quotidianit…, per poter offrire ad una persona pluriminorata una possibilit… comunicativa per interagire funzionalmente con il mondo che lo circonda, andando quindi ad aumentare la propria qualit… di vita. Bibliografia essenziale Nisi. A., Ceccarani. P. I linguaggi alternativi. Metodi non verbali di comunicazione. In: HD, n. 32, 1-44 Ceccarani. P. Il Pluriminorato Psicosensoriale. I sistemi alternativi di comunicazione. In: Atti del Iř Convegno Nazionale sulla Comunicazione non verbale. Roma Nisi. A, Carr., E.G. I comportamenti problematici sono messaggi: analisi dell' ipotesi comunicazionale. In: HD, n. 12 Coppa, M.M. et al. L'insegnamento delle abilit… comunicative a ragazzi sordo ciechi. In: I CARE, n. 4. Gatto. L. (2006). La comunicazione come momento riabilitativo: il ruolo dell'operatore. In: Tiflologia per L'integrazione, n.3, 163-167. Gatto. L. Guida alle modalit… operative in un progetto integrativo. In: Atti del IIř Convegno su Handicap e scuola. Trento: Erickson. Lorenzo Gatto sociologo, counsellor cognitivo-comportamentale direttore Settore Adulti, Lega del Filo d'Oro, Osimo (AN)