ASPETTI PECULIARI DELL'EDUCAZIONE DEL BAMBINO NON VEDENTE* [Abstract] Gli aspetti peculiari dell'educazione dei bambini non vedenti devono permettere a ciascun singolo di essere il protagonista della propria istruzione e formazione.[fine abstract] Concetta Rauso L'educazione: caratteri generali Se si intende il concetto di educazione con l'ampiezza e la comprensivit… che gli spettano, non si pu• fare a meno di accettare due conclusioni fondamentali: non esiste societ… umana, per primitiva e informe che sia, che non possieda le sue istituzioni educative; l'educazione investe e copre l'intera vita dell'uomo. Ogni societ… elabora la propria "cultura": valori, conoscenze e tecniche attraverso cui assicura la convivenza, la soddisfazione dei bisogni e la sopravvivenza del gruppo e la trasmette da una generazione all'altra. La funzione educativa, un tempo assolta nell'ambito della famiglia, poi dagli enti religiosi, Š divenuta obbligo, dai 6 ai 14 anni, con il R.D. 3126/23 per tutti i ragazzi anche ciechi e sordomuti; l'istruzione dei ciechi in condizione di "educabilit…" tassativamente doveva realizzarsi in strutture apposite fino alla legge 360/76, legge che consente ai genitori dei bambini non vedenti di poter operare una scelta circa l'adempimento dell'obbligo scolastico dei loro figli da realizzare in apposite scuole speciali o classi ordinarie di scuole comuni. La successiva legge 517/77 estende a tutti i disabili il diritto a frequentare scuole elementari e medie comuni prevedendo talaltro una serie di interventi organizzativi, didattici, professionali per rendere possibile non solo l'inserimento ma l'integrazione di tutti gli alunni. L'ingresso dei bambini disabili nella scuola dell'Infanzia comune, un intervento educativo-didattico precoce fin dalla prima infanzia in presenza dei coetanei normodotati, si realizza solo con la legge 270/82. Come si evidenzia l'equiparazione dei diritti, bench‚ enunciata dalla Costituzione emanata nel 1948, si concretizza legislativamente solo negli anni ottanta. La complessit… della societ… attuale determina una dimensione nuova dei problemi educativi: si assiste al moltiplicarsi delle fonti di informazione e di influenza, ad una rapidit… dei mutamenti economico-sociali, ad una trasformazione veloce delle condizioni di vita, tale che l'educazione deve anche prevedere l'adattamento dell'individuo al mondo che sar…. L'educazione non pu• che essere permanente; va intesa come formazione ed istruzione delle nuove generazioni a cui occorre fornire l'individuazione di un senso dentro la trasmissione delle competenze, dei saperi e delle abilit… e richiede la fattiva collaborazione e coordinazione della famiglia, della scuola e di tutto il settore parascolastico formale ed informale al fine di assicurare una maggiore libert… e autonomia dell'educando e non un livellamento conformistico. La sfida educativa per i bambini non vedenti, privi di altre minorazioni aggiuntive, non pu• che essere posta in una educazione opportuna che a partire dalla famiglia consenta ad ogni singolo di essere protagonista della propria istruzione e formazione. Atteggiamento della famiglia nei confronti di un bambino cieco Il momento della scoperta della minorazione visiva Š vissuto dai genitori come un dramma: si susseguono una serie di atteggiamenti negativi quali sofferenza, smarrimento, incredulit…, attribuzione inconsapevoli di colpe, una rassegnata prostrazione dopo una invana ricerca di una soluzione miracolistica del problema. I primissimi mesi di vita del bambino non vedente, particolarmente importanti nel suo legame con la madre, trascorrono nel rifiuto della disabilit…, conseguentemente e inconsciamente anche del proprio figlio. I sensi di colpa generano atteggiamenti di iperprotezione che impediscono al bambino di compiere esperienze di crescita autonoma, di conoscere, di esprimere se stesso nei confronti dell'ambiente esterno, condizionandolo ad assumere stati di passiva dipendenza e di relativa inattivit…. Il bambino aiutato in attivit… ben oltre il normale sviluppo neuro-motorio presenta un ritardo nello sviluppo senso-motorio rispetto ad un suo coetaneo dotato della vista. Per evitare il formarsi di tali atteggiamenti negativi Š indispensabile un servizio psico-socio-sanitario in grado di offrire tutte le informazioni possibili per aiutare i genitori ad elaborare e a superare quell'atteggiamento interiore definito dai psicologi "lutto," dovuto alla mancata nascita del figlio desiderato e ad istaurare, soprattutto per la madre, una corretta relazione col suo bambino, di particolare importanza nel processo di costruzione della personalit… dello stesso. La vista, costituendo un canale primario di comunicazione, riveste notevole importanza nel rapporto madre-figlio; quest'ultimo nelle prime settimane non riesce ancora a percepire se stesso come una realt… distinta; inizier… pi— tardi, a sollevare la testa, ad usare le mani per afferrare gli oggetti, a fare i primi passi perchŠ un oggetto lontano dalle mani Š per lui inesistente, e quindi non si sforza di afferrarlo, di cercarlo e di raggiungerlo carponi. Il bambino cieco ha scarsa motivazione al movimento, non ha possibilit… di imitazione e ci• determina in lui un ritardo motorio che lo porter…, qualora motivato al movimento attraverso sollecitazioni tattili e sonore, che gli forniscono la direzione verso cui dirigersi, a camminare verso il sedicesimo - diciottesimo mese di vita. I genitori devono conoscere l'importanza di fornire al loro figlio una conoscenza aptica, che a partire dal proprio corpo si estenda a tutto ci• che lo circonda. Occorre parlare, giocare, prendere in braccio il proprio bambino e guidarlo nelle sue attivit… motorie con stimolazioni verbali, tattili e sonore, evitando il pi— possibile sia l'iperprotezione, sia le stimolazioni eccessive che possono generare una progressiva regressione dell'attivit… motoria e determinare atteggiamenti stereotipati (girare su se stessi in uno spazio esiguo, dondolarsi da seduti, muovere ritmicamente il capo e le braccia, produrre verbalmente i suoni che percepisce acusticamente). Qualora le stimolazioni siano prevalentemente verbali si determinano manifestazioni di ecolalia, che preludono il verbalismo e portano il bambino a parlare di cose che egli conosce solo verbalmente. La famiglia, puntando su un'educazione mirata a potenziare i sensi residui (tatto, udito, gusto, olfatto), nonch‚ la psicomotricit…, consente al proprio figlio, in assenza di altre disabilit…, di raggiungere obiettivi relativi all'autonomia, come camminare, orientarsi autonomamente per la casa, vestirsi da solo, nutrirsi in modo autonomo, ecc . Importanza di un'educazione adeguata, come strumento per combattere la tendenza all'inerzia motoria. La maggior parte delle informazioni provenienti dal mondo esterno sono dovute alla vista. Il bambino cieco nei suoi rapporti con l'ambiente deve essere educato, fin dalla primissima infanzia, a saper trarre le informazioni provenienti dal mondo esterno attraverso l'opera vicariante dei sensi residui. Il restringimento del campo delle percezioni dovuto alla mancanza della vista determina la tendenza all'inerzia motoria, riscontrabile nel bambino e nell'adulto cieco. Il bambino cieco ha poche sollecitazioni a compiere movimenti come alzarsi, camminare, arrampicarsi ed imitare altri comportamenti. Il bambino vedente, entro il 18ř mese di vita riesce a stabilire legami con l'oggetto libidico e ad istaurare le prime relazioni oggettuali. L'infante cieco dimostra nelle prime settimane di vita un sorriso in risposta alla voce della madre, e nell'arco del 1ř anno, anch'egli manifesta risposte sempre pi— differenziate in presenza dei genitori e di quanti riesce a conoscere perfettamente, presentando quindi un comportamento in linea generale, simile ad un suo coetaneo vedente; quest'ultimo fra gli 8 e i 12 mesi allunga gli arti superiori per essere preso in braccio dai suoi genitori, il bambino cieco, invece non manifesta tale atteggiamento in mancanza del feed-back informativo fornitogli dalla propria azione. Durante tutto il 2ř anno di vita, il bambino non vedente non crede all'esistenza di un oggetto posto fuori dal suo spazio aptico e manifesta, fin dalla pi— tenera et…, un'ansiet… maggiore di quella di un suo coetaneo normovedente nei momenti di separazione dalla madre. Il bambino vedente invece tra i 16-18 mesi continua a cercare l'oggetto posto fuori dal suo campo visivo, e crede ulteriormente alla sua esistenza. La tendenza all'inerzia motoria trova in ci• le sue radici e si rafforza maggiormente, con il passare del tempo a causa di esperienze poco fortunate, quali cadute, punture, bruciature. Da ci• l'importanza educativa, di sapere quando incoraggiare, anche in presenza di insuccessi, e quando invece proibire. L'assenza al moto, generalmente ben accetta nell'ambiente di vita del bambino cieco, va combattuta attraverso interventi educativi adeguati e precoci, miranti all'esercizio della padronanza del corpo e allo sviluppo del sistema senso-motorio. Il bambino cieco deve vivere fin dalla pi— tenera et…, una vasta gamma di esperienze, in modo da sviluppare le sue potenzialit… sensopercettive e psicomotorie sviluppando l'attivit… immaginativo-motoria formandosi cosŤ al senso estetico. La scuola dell'infanzia La Scuola dell'Infanzia comune si Š aperta ai bambini disabili a partire dal 1982 con la legge 270. Prima i bambini ciechi venivano iscritti negli istituti per i ciechi o non frequentavano affatto tale ordine di scuola. Nelle scuole speciali per ciechi, la cui convinzione teorica era costituita sul principio che per inserire e integrare bisogna prima disinserire e disintegrare, si cercava di educare il bambino cieco, per "normalizzare" e per poterlo successivamente inserire nella scuola di tutti. Nella scuola speciale, valida per gli aspetti tecnici e professionali, il bambino non aveva la possibilit… di interagire in un gruppo vasto ed eterogeneo di coetanei con cui realizzare rapporti molteplici e acquisire coscienza delle proprie capacit… e dei propri limiti. Si sottovalutava pertanto, la necessit… scientifica di porre il bambino disabile della vista, fin dall'inizio del suo percorso scolastico, in condizione di vivere in un ambiente comune, in grado di stimolarlo e motivarlo alla crescita cognitiva, emotiva e sociale nella prospettiva di una piena e consapevole partecipazione alla vita di tutti. La scuola comune d'altra parte, pur rimanendo il luogo pi— idoneo per la crescita globale del bambino cieco, Š sovente carente in materiale, strutture, e talvolta, ahim‚, in competenze professionali. A tre anni, all'ingresso della scuola dell'infanzia, il bambino cieco, educato in modo idoneo dalla famiglia, ha gi… acquisito consapevolezza dei propri limiti e delle proprie capacit…, Š in grado di sostenere il confronto con i suoi coetanei vedenti ed Š consapevole di poter partecipare alla quasi totalit… delle attivit… proposte alla scolaresca. La scuola dell'Infanzia, nella sua specificit… e autonomia, deve porsi in continuit… con le esperienze precedentemente vissute in famiglia, ampliando gradualmente la conoscenza aptica di situazioni, luoghi e oggetti della vita quotidiana e del mondo circostante stimolando adeguatamente il bambino cieco in modo da consentirgli di superare la paura del vuoto, rappresentato come quantit… imprevedibile di pericoli, evitando d'altronde la iperstimolazione, altrettanto ansiogena e quindi negativa. Un ambiente nuovo, pur essendo ricco di sollecitazioni per chi vede, per il bambino cieco resta privo di stimoli che si rileveranno, nella loro variet… e totalit…, solo col tempo. Il bambino cieco deve conoscere la sezione, saper individuare i punti di riferimento (la porta, la finestra, ecc.), in modo da sapersi orientare, muovere all'interno di essa e dirigersi autonomamente alla ricerca di oggetti disposti nell'ordine che egli conosce. Ogni eventuale cambiamento va effettuato con la partecipazione del bambino, in modo da aiutarlo nella costruzione del nuovo schema immaginativo. Successivamente, tale conoscenza aptica dovr… riguardare gli altri ambienti scolastici quali la toilette, il cortile, le altre aule al fine di rendere il piccolo cieco autonomo nei suoi spostamenti. Qualsiasi attivit… conoscitiva va svolta sotto forma di gioco all'interno del gruppo. Il lavoro di gruppo e la relazione con i coetanei, nonostante l'altro, in assenza di segnali quali il sorriso e la simpatia, rimane a lungo uno sconosciuto, riveste notevole importanza perchŠ consente al bambino cieco di essere coinvolto nei giochi, trovare soddisfazione e sperimentare, contestualmente, le difficolt… derivanti dalla sua minorazione. Le spontanee attivit… come il camminare e il correre nel bambino non vedente vanno stimolate attraverso situazioni predisposte: un cerchio che rotola in un corridoio o in cortile, eccita tutti i bambini e li stimola a rincorrerlo. I giocattoli devono essere semplici, facili da manipolare, differenziati nelle varie parti in modo da facilitare la percezione aptica ed eventualmente emettere suoni mentre vengono manipolati. In tale ordine di scuola non occorre un vero e proprio materiale specifico ma materiale povero facilmente reperibile, avendo l'accortezza di consentire al bambino cieco di vedere con le mani gli oggetti di cui si parla, riproducendoli poi mediante creta, o plastilina. Ô utile un campionario di pezzetti di stoffa per educare alla discriminazione tattile dei tessuti, carta e cartone di vario formato e spessore, giochi di puzzle e di incastro, una serie di pezzetti di legno, di metallo, di plastica, di sughero per acquisire 1a conoscenza dei vari materiali. Occorre proporre una serie di giochi finalizzati all'acquisizione del concetto di tempo (battere i piedi, le mani, camminare senza far rumore) e di spazio, (raccogliere palle che rotolano e lanciarle): concetti connessi all' intero contesto di vita del bambino, ambito che deve essere stimolante, contenere elementi di sicurezza e costanti punti di riferimento in modo da consentire al bambino non vedente di divenire cosciente di s‚, degli altri e di acquisire consapevolezza dello svolgersi delle azioni nel tempo e nello spazio. All'uscita della scuola dell'infanzia, in presenza di un intervento educativo didattico precoce specifico e finalizzato al potenziamento dei sensi residui, il bambino cieco Š in grado di lavarsi, vestirsi e alimentarsi da solo e per quanto riguarda gli spostamenti, salire e scendere le scale, camminare in punta di piedi, orientarsi nell'ambito della scuola e saltare alla corda. Nei giochi Š in grado di prendere parte e integrarsi nell'attivit… proposta. L'educazione sensopercettiva Il tatto costituisce insieme all'udito il principale senso di conoscenza per il bambino cieco. Costui va educato a non rimanere passivo con 1a mano, a fare i movimenti necessari a conoscere ci• che gli si presenta, sfiorando l'oggetto leggermente con le dita. La manipolazione attenta e accurata, in sinergia con gli altri sensi, permette al bambino cieco di individuare particolari diversi, di costruirsi l'immagine precisa dell'oggetto su cui poi strutturare i concetti per ragionare e conoscere. Anche le sensazioni termiche e bariche sono dovute al tatto. Le prime consentono al bambino cieco di distinguere la materia di cui Š costituito un oggetto, mentre le seconde hanno funzioni diverse, come indicargli se il bicchiere che ha in mano Š vuoto oppure contiene un liquido e in quale quantit…, la misura giusta o meno del pezzo di carne che sta mangiando. Il tatto come gli altri sensi va educato attraverso lo svolgimento di attivit… di vita quotidiane relative all'autonomia della persona (abbottonare, allacciare, fare nodi, calzare scarpe, ecc.), di vita domestica, (sbucciare legumi, rifare letti, asciugare stoviglie) e didattiche specifiche quali attivit… di discriminazione, classificazione e seriazione. Queste attivit… vanno realizzate a sezioni aperte ove si d… ampio spazio alle attivit… di gruppo e all'educazione senso-precettiva e psicomotoria e non si privilegia solo il linguaggio verbale. L'udito Š per il bambino cieco il pi— potente senso a distanza, capace di fornirgli informazioni sulla direzione di una fonte sonora, permettendogli di capire, attraverso i rumori provenienti dal mondo esterno, come Š ubicata la sua aula rispetto alla strada o, dallo scricchiolio del gesso ove Š ubicata la lavagna, rispetto al suo banco. Attraverso l'udito egli riesce ad orientarsi nel contesto scuola poi, una volta adulto, per strada e capire quando attraversare. La risonanza di un luogo al passo e alla voce, fornisce al bambino cieco informazioni sulle sue dimensioni, sulla forma e sulle persone che vi sono. Il timbro di voce gli permette di riconoscere il suo interlocutore e di dirigersi senza esitazioni verso di lui. Tale senso va educato e potenziato come tutti gli altri sensi residui gi… dalla scuola dell'infanzia con una serie di attivit… ludiche finalizzate e specifiche (compiere a turno una serie di attivit… di vita scolastica quotidiana dietro uno schermo, mentre gli altri devono indovinare l'azione, distinguere le varie intensit… dei suoni attraverso il canto diretto e poi con strumenti quali il tamburello, il cembalo, il campanello). I suoni vanno opportunamente registrati e poi riascoltati. Una variante di questo esercizio-gioco pu• essere una attivit… intesa a individuare la "direzione" del suono. A turno i bambini bendati, cercano di individuare da dove proviene il suono o rumore e successivamente si pu• effettuare una classificazione degli stessi in base alla durata, e quindi, distinguerli in suoni brevi e lunghi. Le attivit… da proporre sono molteplici, al fine di indurre i bambini ad imparare ad accorgersi dei suoni e a descriverli, arricchendo nel contempo il proprio vocabolario. Ogni ambiente ha un suo "odore" particolare. L'olfatto contribuisce a fornire utili percezioni sull'ambiente circostante e aiuta il bambino cieco a riconoscere la realt… che lo circonda abituandolo a distinguere gli odori o profumi fin dalla pi— tenera et… in modo da collocarli nei luoghi e nelle occasioni specifiche. Le attivit… gustative, avviate fin dalla primissima infanzia, devono trovare collocazione anche nell'attivit… scolastica per consentire al bambino cieco di discriminare i vari cibi e bevande al fine di permettergli di scoprire nuove qualit…, arricchire la sensibilit…, l'intelligenza e il linguaggio. La natura, in assenza della vista, non opera alcuna compensazione come erroneamente si pensa, e quindi, come detto, necessita di un'educazione finalizzata allo sviluppo e potenziamento dei sensi vicarianti per consentire al soggetto cieco di poter essere se stesso nella vita. Educazione psicomotoria Lo schema corporeo consiste nell'immagine che ognuno di noi ha della forma del proprio corpo in un determinato momento e, quindi, nell'avere coscienza della posizione che lo stesso e le singole parti occupano nello spazio. La costruzione di questo schema si realizza attraverso elaborazioni mentali graduali e successive delle singole parti e delle varie posizioni che il corpo assume, richiede la conoscenza anche funzionale delle varie parti del proprio corpo, l'individualizzazione e la localizzazione delle stesse su di s‚, sugli altri e su modelli. Per perseguire tale maturit… il bambino cieco deve essere stimolato a toccare il proprio corpo, a scoprire i movimenti che si possono compiere con ogni singola parte, per poi eseguirli. La presa di coscienza del proprio corpo rispetto allo spazio circostante e l'interiorizzazione delle azioni che si compiono, presuppone la consapevolezza dell'atto compiuto. L'assunzione di varie posizioni, sia da fermi, sia in movimento, consente ai bambini di sperimentare vari atteggiamenti, fissarli nella propria mente, avere la padronanza del proprio corpo e arricchire lo schema motorio che non Š altro che un progetto d'azione e di comportamento. Lo schema corporeo e motorio costituisce la base di ogni attivit… psicofisica, consente agli insegnanti di un bambino cieco di correggere un'eventuale andatura insicura, impacciata e rigida dovuta alla mancanza del controllo visivo. Dominanza laterale L'arto dominante Š l'arto con cui un bambino afferra un piccolo oggetto o calcia la palla. Generalmente Š la mano e il piede destro. La scelta dell'arto dominante avviene nel 1ř anno di vita del bambino, Š in relazione a predisposizioni ereditarie e in rapporto a uno dei due emisferi (sinistro per i destrimani e destro per i mancini). Il processo di maturazione procede dall'alto al basso (legge cefalo-caudale), dal centro verso la periferia (legge prossimo-distale) e si completa generalmente verso i 12 anni. Nei casi di dominanza non fissata si possono eseguire esercizi di rinforzo come toccare con la mano destra l'occhio sinistro, prendere il piede destro con la mano sinistra e cosŤ via. Pur essendo impegnativo per un bambino eseguire un determinato movimento con l'arto dominante e poi con l'altro non dominante, Š opportuno eseguire movimenti con entrambi gli arti per educare i bambini a saper usare entrambe le mani, educazione particolarmente utile al bambino cieco soprattutto nella lettura del Braille. Orientamento nello spazio e nel tempo L'orientamento nello spazio permette al bambino non vedente di orientarsi e di dirigersi verso la meta prefissata all'interno di un contesto precedentemente conosciuto. L'educazione all'orientamento si realizza proponendo diverse attivit… ludiche: il gioco del treno (un bambino Š la locomotiva, mentre gli altri rappresentano i vagoni), la mosca cieca, il gatto e i topi, il lupo e le pecore, il pescatore (i bambini imitano i pesci e uno di loro, pescatore, li pesca e li fa rotolare da una parte all'altra della sua barca rappresentata dal pavimento), cosŤ come porsi in fila, in riga, in cerchio, strisciando, rotolando, camminando carponi ecc. Ô importante prestare attenzione agli oggetti che cadono (gomma, penna), a quelli che vanno in alto (palloncino gonfiato, ecc.); sapersi porre nelle diverse posizioni topologiche rispetto ad un oggetto, nonch‚ percorrere un tragitto preordinato e segnalato con un cucchiaio con dentro una gomma o una pallina, evitando di farla cadere. Per educare all'orientamento nel tempo, Š opportuno svolgere specifiche attivit… (battere il ritmo con la mano destra, poi con la sinistra, marciare, camminare senza far rumore). Mimica Il bambino cieco sa mimare attivit… di vita quotidiana (salire o scendere le scale, indossare e abbottonarsi il cappotto) ed imitare posizioni e movimenti di animali, dopo averli conosciuti prima tattilmente, poi mediante la viva voce dell'insegnante. Attivit… plastico-grafiche La manipolazione costituisce per tutti, in particolar modo per il bambino cieco, una modalit… di conoscenza, uno strumento di comunicazione e di espressione. Nella scuola dell'infanzia si sfrutta la piacevole sensazione di pasticciare dei bambini offrendo loro un pezzetto di creta, materiale plastico e malleabile, adatto all'attivit… manipolativa, su cui il bambino scopre affascinato la possibilit… di lasciare su di essa, manipolandola con le proprie mani, un segno; successivamente con movimenti intenzionali d… vita ad una prima forma di un oggetto, realizzando nel contempo un test per controllare l'esattezza delle immagini che egli ha della realt… che lo circonda. Tale attivit…, effettuata per conoscere le forme, per esprimere e comunicare, Š profondamente liberatrice, facilita i processi di identificazione con gli altri, di accettazione di s‚ ed incide sul bambino cieco aiutandolo a conoscere se stesso in rapporto alle cose e alle persone con cui comunica. Altra attivit… grafica da proporre, dopo aver imparato a modellare, Š il disegno realizzabile attraverso l'uso del cordoncino o mediante incisione su fogli di cellophan. Il bambino cieco riesce in tale attivit… bidimensionale, attraverso meccanismi astrattivi validi solo se sorretti da esperienze tattili quantitativamente e qualitativamente valide. Nel disegnare un oggetto il bambino cieco apprende il metodo di come toccare, acquisisce l'abitudine a schematizzare e a rilevare dalla conoscenza di un elemento la forma e le dimensioni dell'intero oggetto. Gli obiettivi da raggiungere attraverso tali attivit… sono: la conoscenza della realt… circostante, del proprio schema corporeo e della propria posizione nello spazio. Gli strumenti tiflodidattici per disegnare sono: il cordoncino e il piano di gomma. Il disegno mediante cordoncino, fissato mediante spilli su un cuscinetto, richiede capacit… immaginative e di coordinamento motorio. Il piano di gomma consiste in una tavoletta di legno rivestita di una superficie gommosa su cui vengono appoggiati fogli di cellophan, che vengono incisi mediante una biro scarica, la cui pressione genera tracce increspate in rilievo. Conclusioni Questo mio lavoro costituisce intenzionalmente, uno spaccato del tipo di educazione che il bambino cieco ha diritto di ricevere fin dal suo primo ingresso nella vita e nella scuola per concorrere nel futuro al progresso materiale e spirituale della societ…. I genitori e gli insegnanti, avvalendosi del supporto di figure specialistiche come i tiflologi potranno assumere atteggiamenti corrispondenti ed adeguati ai bisogni del bambino non vedente, contribuendo a fare di quest'ultimo, nonostante i suoi particolari e pi— distesi tempi iniziali di crescita psicomotoria, il soggetto protagonista della propria crescita e formazione bisognoso, nel prosieguo del suo percorso di vita e di studio, solo di interventi specifici essenzialmente legati alla mancanza della vista. Gli educatori non devono avere alcun preconcetto verso i bambini non vedenti ma, servirsi dei sussidi tiflotecnici specifici, del servizio di consulenza offerto gratuitamente dai Centri di Consulenza tiflodidattici presenti in varie regioni d'Italia in modo da superare l'iniziale smarrimento e operare fattivamente, al di l… della validit… dei metodi di insegnamento in loro possesso. I genitori avranno un figlio che sar… per loro una punta di diamante come afferm• una mamma di una bambina non vedente al Concorso "Lettura Braille" del 2006 della regione Campania. Una societ… civile ha il dovere di offrire ai soggetti non vedenti la luce della cultura, in modo da consentire loro di raggiungere gli obiettivi personali e professionali propri e di far attivamente parte della stessa. Essere parte della societ… e contribuire al progresso dell'intera collettivit…, Š ci• che i ciechi hanno sempre chiesto dando, nel tempo ampia testimonianza della loro capacit… a partire dall'illustre e celebre Louis Braille, inventore del sistema di scrittura Braille, di cui quest'anno il 21.02.2008 si Š celebrata la prima giornata nazionale, istituita con la legge 126/2007. Bibliografia Accorsini, G. (1986). Il bambino cieco nella scuola dell'obbligo. Roma: Armando. Bizzi, V., Bonaccorso, A. Chiarelli, R., De Vita, F., Mazzeo, M., Prato, G., Sassi, M.L. (1990). L'integrazione scolastica e sociale dei bambini minorati della vista. Torino: Utet. Ceppi, E. (1969). I minorati della vista. Roma: Armando. Conte Oberto, G., Paschetta, L. (1978). Handicappati e scuola. Il bambino cieco nella scuola di tutti. Torino: Omega. Galati, D. (1996). Vedere con la mente. Conoscenza, affettivit…, adattamento nei non vedenti. Milano: Franco Angeli. Dott.ssa Concetta Rauso * Tema vincitore del Concorso per un Saggio di Tiflologia, indetto dalla Biblioteca Italiana per i Ciechi nell'anno 2008, nella categoria "Insegnanti delle scuole ed operatori sociali". ?? ?? ?? ?? 1