MINORAZIONE VISIVA E AGORAFOBIA. UNA BREVE RICERCA Eleonora Chessa, Maria Francesca Congiu [Abstract] Ansia e disabilit… visiva: le autrici hanno condotto una ricerca sull'agorafobia, per vedere se esistano differenze significative tra i disabili visivi ed i normovedenti.[fine abstract] Introduzione Avendo maturato grande esperienza nel campo delle problematiche riguardanti l'ansia, ci siamo pi— volte interrogate sull'esistenza di categorie di persone maggiormente colpite da tali disagi; ci siamo domandate quali queste categorie potessero essere e il perch‚ dell'eventuale maggiore frequenza in esse di questi problemi. Abbiamo ipotizzato che coloro che presentano una deprivazione sensoriale (di qualunque genere) possano avere un modo di rapportarsi alla realt… pi— ansiogeno in quanto dispongono di minori informazioni per conoscerla e quindi per fronteggiarla. Inoltre sono consapevoli del loro "svantaggio" iniziale nei confronti degli altri. (Ovviamente parliamo di svantaggio iniziale perch‚ sappiamo bene che queste persone, se dotate di forte personalit… e se supportate dagli adeguati strumenti messi a disposizione oggi dalla tecnica, sono in grado di raggiungere obiettivi eccelsi e di vivere una vita pi— che normale). Ma che tipologia di ansia, in particolare queste persone possono manifestare? Sicuramente ansia sociale. La sofferenza dei minorati sensoriali e, nel nostro caso in particolare dei minorati della visione, infatti, deriva fondamentalmente dal confronto con la realt… e con le persone normovedenti: il problema dunque non Š la minorazione in s‚, ma il confronto con la realt… dei pi— fortunati. Questa sofferenza che si manifesta essenzialmente attraverso il senso di inferiorit… e inadeguatezza, Š resa ancora pi— profonda dal mito trainante della nostra cultura ovvero quello dell'uomo efficiente, dinamico, integro e "perfetto". CosŤ come le persone tendono a considerare pi— intelligente e gradevole una persona integra e efficiente, l'invalido tender… a considerarsi e a percepirsi come pi— impacciato, goffo e meno gradevole, meno interessante e meno richiesto da un punto di vista sociale e nelle relazioni interpersonali e sentimentali. Un altro tipo di ansia che potrebbe esser particolarmente frequente nei minorati della vista Š l'agorafobia. L'agorafobia Š la paura di ritrovarsi in luoghi e/o situazioni da dove potrebbe risultare difficile, impossibile o imbarazzante allontanarsi. Ô la paura di lasciare la base sicura per ritrovarsi in luoghi privi di punti di riferimento. Ô facile capire come le persone con questa disabilit… possano provare ansia nell'allontanarsi dalla propria base sicura, da quegli ambienti che ben conoscono e in cui possono destreggiarsi abilmente, per avventurarsi in luoghi ampi e sconosciuti in balia di loro stessi. Quasi tutti, infatti, evitano di allontanarsi da soli dalle loro case. Questo Š dovuto al fatto che, nonostante la forte tradizione tiflologica nell'educazione e nella rieducazione, le citt…, i paesi, le strade, gli edifici, sono spesso trappole mortali per chi non ci vede o ci vede male, perch‚ sono pensati e realizzati da gente che vede normalmente e per gente che vede normalmente. CosŤ attivit… ovvie per i "normali" diventano ostacoli insuperabili per un non vedente. Se il mondo fosse abitato solo da ciechi e le citt… fossero progettate da loro non si potrebbe pi— parlare di "handicap" e la disabilit… non produrrebbe posizioni di svantaggio. Il nostro saggio si configura come una breve indagine sul rapporto tra non-vedenza/ipovedenza e agorafobia. Il nostro obiettivo Š quello di valutare se esistano delle differenze significative riguardo l'ansia di tipo agorafobico tra normovedenti e minorati della vista. Desideriamo ringraziare: - La Regione Autonoma della Sardegna nelle persone del Dottor Giuseppe Manca e del Dottor Aldo Manca che ci hanno permesso di intervistare i centralinisti del loro Ente. - Il responsabile del Servizio del Personale dell'Azienda Ospedaliera "G. Brotzu" di Cagliari, Dottor Facen, che ci ha permesso di intervistare i centralinisti dell'omonimo ospedale. - Tutte le persone e gli enti che ci hanno fornito valide indicazioni per reperire il nostro campione sperimentale e per svolgere al meglio al nostra indagine. - Il Professor Francesco Mameli per i suoi preziosi consigli e la sua solare disponibilit…. - Tutti coloro che si sono gentilmente prestati a farsi intervistare da noi aprendoci il loro cuore con simpatia e sincerit… e offrendoci cosŤ una preziosa opportunit… di crescita personale e professionale. - La Biblioteca Italiana per i Ciechi per la preziosa opportunit… che ci Š stata offerta con questo bando. La ricerca L'impostazione e la raccolta dei dati. La nostra ricerca, come abbiamo accennato nell'introduzione, Š tesa a valutare se esistano o meno delle differenze significative tra normovedenti e non-vedenti/ipovedenti per ci• che riguarda l'agorafobia. Per valutare questo abbiamo messo a confronto due campioni di ventuno persone ciascuno, il primo (campione sperimentale) formato rispettivamente da: * 5 non vedenti congeniti (di cui uno con minorazione aggiuntiva). * 3 non vedenti acquisiti. * 13 ipovedenti gravi. e il secondo (campione di controllo) composto da normovedenti. Abbiamo fatto in modo che i due campioni si equivalessero nella loro composizione per quanto riguarda le altre variabili: sesso, et…, il livello di istruzione, etc. Questo per evitare che variabili disturbanti potessero inficiare la nostra analisi e quindi che le eventuali differenze riscontrate tra i due campioni potessero essere attribuibili ad altri fattori. Entrambi i campioni, infatti, sono formati da 10 persone di sesso maschile e da 11 di sesso femminile; il campione sperimentale Š composto da soggetti di et… compresa tra i 19 e i 60 anni e quello di controllo da soggetti di et… compresa tra i 23 e i 63 anni. Abbiamo inoltre evitato di prendere in considerazione persone al di sotto dei 18 anni in quanto le problematiche d'ansia tendono a svilupparsi a partire da tale et…. La ricerca Š stata svolta a Cagliari e nel suo hinterland nell'Aprile del 2008. Abbiamo sottoposto tutti i soggetti (sperimentali e di controllo) ad un questionario sull'agorafobia, la cui versione originale Š in lingua spagnola, che ci Š stato gentilmente fornito da alcuni specialisti del settore e che abbiamo opportunamente tradotto in italiano nonch‚ riadattato per renderlo adatto anche ai privi della vista. Il questionario Š composto da 17 domande chiuse a risposta multipla che vanno ad indagare la presenza o l'assenza di sintomi psico-somatici tipici dell'agorafobia. Le possibili risposte attribuibili a ciascuna domanda sono: * mai * qualche volta * spesso * sempre a cui corrispondono rispettivamente i punteggi: * 0 (totale assenza del sintomo) * 1 * 2 * 3 (presenza pregnante del sintomo). La somma dei punteggi attribuiti a ciascuna domanda d… origine ad un punteggio totale compreso tra 0 a 51, intervallo numerico da considerarsi come un continuum dove 0 corrisponde ad una totale assenza di sintomi agorafobici e 51 al massimo livello di ansia di tipo agorafobico. Riportiamo di seguito il questionario da noi utilizzato e la tabella dei risultati ottenuti in seguito alla sua somministrazione. Et…________________ Sesso________________ -Normovedente -Ipovedente grave -Non vedente congenito -Non vedente acquisito 1) Ha paura di allontanarsi solo da casa (anche se conosci bene l'ambiente in cui ti muovi)? * mai * qualche volta * spesso * sempre 2) Ha paura che si presentino crisi di angoscia improvvise e inaspettate senza una causa apparente? * mai * qualche volta * spesso * sempre 3) Ha paura di viaggiare in auto (come passeggero), autobus, treno, aereo, etc? * mai * qualche volta * spesso * sempre 4) Ha paura di stare in luoghi frequentati come negozi, stadi, etc.? * mai * qualche volta * spesso * sempre 5) Teme di incontrare spazi aperti ampi? * mai * qualche volta * spesso * sempre 6) Ha paura di sentirsi o di rimanere intrappolato in uno spazio chiuso? * mai * qualche volta * spesso * sempre 7) Ha paura di restare solo in casa o in qualsiasi altro luogo (di cui conosce bene l'assetto)? * mai * qualche volta * spesso * sempre 8) Le capita di percepire la perdita della tua stabilit…? * mai * qualche volta * spesso * sempre 9) Le capita di percepire che l'ambiente non Š il medesimo, che Š differente? * mai * qualche volta * spesso * sempre 10) Le Š mai capitato di perdere il controllo della vescica o dell'intestino? * mai * qualche volta * spesso * sempre 11) Soffre di vomiti e di dolori al petto? * mai * qualche volta * spesso * sempre 12) Soffre di ansia quando deve fare la fila nei negozi, nelle banche, etc.? * mai * qualche volta * spesso * sempre 13) Ha paura di trovarsi intrappolato nel traffico? * mai * qualche volta * spesso * sempre 14) Ha paura di morire, impazzire o perdere il controllo? * mai * qualche volta * spesso * sempre 15) Ha paura di viaggiare in strada (nel senso di intraprendere un piccolo viaggio, allontanandosi da casa, in auto come passeggero)? * mai * qualche volta * spesso * sempre 16) Si sente angosciato, nervoso o disperato senza motivo apparente? * mai * qualche volta * spesso * sempre 17) Durante il giorno si sente triste, vuoto, pessimista senza motivo apparente? * mai * qualche volta * spesso * sempre Le specificazioni presenti tra parentesi nelle domande 1, 3, 7 e 15 sono state opportunamente studiate per rendere il questionario adatto ai non vedenti e agli ipovedenti. Infatti Š chiaro che un non vedente provi paura nel recarsi solo in un ambiente sconosciuto, ma questo non pu• essere affatto considerato un sintomo agorafobico in quanto non si tratta di una paura irrazionale ma di una paura che ha una motivazione oggettiva ovvero quella dell'impossibilit… di muoversi in condizioni di sicurezza, laddove non esistono punti di riferimento noti, a causa della minorazione visiva. Ô la mancanza di uno strumento sensoriale che rende impossibile quest'autonomia nell'esplorazione, non la presenza di un'ansia illogica e quindi in un certo senso "patologica". Durante la somministrazione del questionario abbiamo dialogato con i nostri soggetti sperimentali e spiegato bene ogni quesito per evitare di incorrere in errori di questo tipo e di considerare, quindi, sintomatici comportamenti che in realt… sono conseguenza "obbligata" della minorazione. CAMPIONE NORMOVEDENTI Et… Sesso Punteggio 63 F 2 37 F 8 37 M 2 41 M 7 39 M 0 31 M 2 32 F 8 36 F 3 23 M 0 49 F 8 36 F 4 43 F 2 38 M 1 37 F 7 60 M 1 54 F 23 30 F 6 26 M 5 56 M 12 38 F 1 36 M 3 CAMPIONE CON GRAVI PROBLEMATICHE ALLA VISTA Et… Sesso Punteggio Tipo di problematica 52 F 4 non vedente congenito 52 M 9 non vedente congenito 52 F 8 non vedente congenito con minorazione aggiuntiva 19 M 11 non vedente congenito 60 F 6 non vedente congenito 55 M 6 non vedente acquisito 31 F 7 non vedente acquisito 42 F 5 non vedente acquisito 35 F 9 ipovedenti gravi 54 F 1 ipovedenti gravi 52 M 3 ipovedenti gravi 37 F 15 ipovedenti gravi 36 F 18 ipovedenti gravi 40 M 5 ipovedenti gravi 49 F 23 ipovedenti gravi 33 M 9 ipovedenti gravi 29 F 6 ipovedenti gravi 49 M 7 ipovedenti gravi 40 M 8 ipovedenti gravi 42 M 8 ipovedenti gravi 48 M 0 ipovedenti gravi L'elaborazione dei dati: Abbiamo successivamente elaborato i dati raccolti utilizzando il Test t di Student e l'Analisi delle Varianze ottenendo i risultati riportati nelle seguenti tabelle. TEST T Legenda: Per quanto riguarda la variabile "gruppobis", che troviamo nelle tabelle relative al t test, ci riferiamo all'appartenenza al campione sperimentale o al campione di controllo. Il codice 5 Š stato utilizzato per l'identificazione dei soggetti normovedenti e il codice 4 per coloro con problematiche gravi alla vista. Note Output creato 22-APR-2008 10:15:07 Commenti Input Dati E:\file corretto spss.sav Filtro Peso Distingui N. di righe nel file dati di lavoro 42 Gestione valori mancanti Definizione di valore mancante I valori mancanti definiti dall'utente vengono considerati mancanti. Casi utilizzati Le statistiche per ciascuna analisi sono basate sui casi in cui non sono presenti valori mancanti o al di fuori dell'intervallo specificato per le variabili dell'analisi. Sintassi T-TEST GROUPS = gruppobis(5 4) /MISSING = ANALYSIS /VARIABLES = Punteggio /CRITERIA = CI(.95) . Risorse Tempo trascorso 0:00:00,09 Statistiche di gruppo gruppobis N Media Deviazione std. Errore std. Media Punteggio 5 21 5,00 5,254 1,146 4 21 8,00 5,348 1,167 Test per campioni indipendenti Test di Levene di uguaglianza delle varianze Test t di uguaglianza delle medie F Sig. t df Sig. (2-code) Differenza fra medie Differenza errore standard Intervallo di confidenza per la differenza al 95% Inferiore Superiore Punteggio Assumi varianze uguali ,007 ,935 -1,834 40 ,074 -3,000 1,636 -6,306 ,306 Non assumere varianze uguali -1,834 39,987 ,074 -3,000 1,636 -6,306 ,306 Il test t di student non rileva differenze significative tra le medie dei due campioni per cui non possiamo affermare che esistano differenze riguardo il livello di ansia agorafobica tra normovedenti ed ipovedenti/non vedenti, tuttavia nella tabella riguardante le statistiche di gruppo possiamo notare che la media dei punteggi ottenuti dal campione sperimentale (ovvero da ipovedenti e non vedenti) Š pi— alta rispetto a quella del campione di controllo. ANOVA UNIVARIATA Note Output creato 22-APR-2008 10:17:16 Commenti Input Dati E:\file corretto spss.sav Filtro Peso Distingui N. di righe nel file dati di lavoro 42 Gestione dei valori mancanti Definizione di valore mancante I valori mancanti definiti dall'utente vengono considerati mancanti. Casi utilizzati Le statistiche per ciascuna analisi sono basate su casi senza dati mancanti per le variabili dell'analisi. Sintassi ONEWAY Punteggio BY Campione /MISSING ANALYSIS . Risorse Tempo trascorso 0:00:00,01 ANOVA univariata Punteggio Somma dei quadrati df Media dei quadrati F Sig. Fra gruppi 112,423 4 28,106 ,940 ,452 Entro gruppi 1106,077 37 29,894 Totale 1218,500 41 Anche l'analisi della varianza tra i due campioni non d… esiti significativi. Proviamo quindi a fare un confronto tra normovedenti e i vari sottogruppi del campione sperimentale ovvero non vedenti acquisiti, non vedenti congeniti senza minorazione aggiuntiva, non vedenti congeniti con minorazione aggiuntiva e ipovedenti. Ovviamente dal momento che ciascun sottogruppo Š composto da un esiguo numero di soggetti questo Š un confronto solamente di tipo descrittivo ma a cui non possiamo attribuire un vero e proprio valore statistico. Legenda: 1. non vedenti congeniti 2. non vedenti congeniti con minorazione aggiuntiva 3. non vedenti acquisiti 4. ipovedenti gravi 5. normovedenti ANOVA UNIVARIATA Note Output creato 22-APR-2008 10:18:07 Commenti Input Dati E:\file corretto spss.sav Filtro Peso Distingui N. di righe nel file dati di lavoro 42 Gestione dei valori mancanti Definizione di valore mancante I valori mancanti definiti dall'utente vengono considerati mancanti. Casi utilizzati Le statistiche per ciascuna analisi sono basate su casi senza dati mancanti per le variabili dell'analisi. Sintassi ONEWAY Punteggio BY Campione /STATISTICS DESCRIPTIVES /MISSING ANALYSIS . Risorse Tempo trascorso 0:00:00,03 Descrittivi Punteggio N Media Deviazione std. Errore std. Intervallo di confidenza 95% per la media Minimo Massimo Limite inferiore Limite superiore 1 4 7,50 3,109 1,555 2,55 12,45 4 11 2 1 8,00 . . . . 8 8 3 3 6,00 1,000 ,577 3,52 8,48 5 7 4 13 8,62 6,602 1,831 4,63 12,61 0 23 5 21 5,00 5,254 1,146 2,61 7,39 0 23 Totale 42 6,50 5,452 ,841 4,80 8,20 0 23 ANOVA univariata Punteggio Somma dei quadrati df Media dei quadrati F Sig. Fra gruppi 112,423 4 28,106 ,940 ,452 Entro gruppi 1106,077 37 29,894 Totale 1218,500 41 Guardando la tabella dei punteggi descrittivi possiamo notare che i normovedenti hanno ottenuto il punteggio pi— basso di tutti i sottocampioni con minorazione visiva e quindi parrebbe che siano meno agorafobici dei soggetti con gravi problematiche alla vista, a prescindere dall'esatta categoria a cui questi ultimi appartengono. I soggetti maggiormente agorafobici sono risultati invece gli ipovedenti, seguiti, nell'ordine, dai non vedenti congeniti (da notare che tra essi il punteggio maggiore Š stato riportato dall'unico soggetto non vedente congenito con minorazione aggiuntiva) e, infine, dai non vedenti acquisiti. Conclusioni Come gi… accennato nel capitolo precedente la nostra piccola ricerca non ha condotto ad esiti statisticamente rilevanti ma ci fornisce degli importanti spunti di riflessione. Gi… il fatto che la media del campione sperimentale superi nettamente la media del campione di controllo (cosŤ come anche le medie di ciascun sottocampione sperimentale superano la media del campione formato dai normovedenti) ci deve far pensare. Il fatto che i tests statistici non ci indichino differenze significative tra i due campioni, deriva sicuramente dal fatto che il numero di soggetti che siamo riuscite ad intervistare Š esiguo. Questo perch‚, nonostante la nostra buona volont…, ci siamo pi— volte scontrate con cavilli burocratici che ci hanno impedito l'ingresso in alcuni enti e di conseguenza l'ampliamento del nostro campione sperimentale. Dal canto nostro speriamo che la nostra ricerca possa fungere da spunto di riflessione e ci auguriamo che in futuro possa essere ripetuta, da noi o da altri, in maniera pi— ampia e capillare. Ci auguriamo inoltre che la nostra ipotesi di partenza venga falsificata anche da tali futuri studi: infatti questo vorrebbe dire che i non vedenti e gli ipovedenti avranno raggiunto la medesima serenit… dei normovedenti nell'affrontare e fronteggiare il mondo esterno. Questo potr… accadere solo grazie alla sensibilit… di chi potr… attuare misure che facilitino la loro autonomia e la loro libert… di movimento. Ovviamente tutti questi aspetti da noi riscontrati hanno dei risvolti socio pedagogici che devono essere tenuti presenti nei processi educativi che coinvolgono il soggetto non vedente o ipovedente con particolare attenzione alla prevenzione dei disturbi ansiosi e alle peculiari modalit… di conoscenza del mondo esterno che, nei minorati alla vista, segue un percorso del tutto particolare. A tale riguardo la scuola, gli enti di formazione e l'associazionismo costituiscono luoghi fondamentali di riferimento per tali soggetti e per le loro famiglie e rappresentano uno dei principali punti di forza per sviluppare nella comunit… un processo di promozione dell'autonomia e della crescita dei minorati sensoriali, attraverso il potenziamento della cooperazione intersettoriale e delle risorse della comunit… stessa. Bibliografia Baldeschi, M. (2004). Elementi di tiflopedagogia e tiflodidattica. Firenze: Boso. Coppa, M. M. (1997). Le minorazioni visive. Aspetti psicologici e processi di intervento con il bambino minorato della vista. Gorizia: Tecnoscuola. Galati, D.(a cura di) (1996). Vedere con la mente. Conoscenza, affettivit…, adattamento nei non vedenti. Milano: Franco Angeli. Guzzetta, F., Mariotti, P., Iuvone, L. (1998). Il linguaggio nel non vedente. Problemi di sviluppo e riabilitazione. In: Tiflologia per l'Integrazione, 8 (2). Monti Civelli, E. (1983). La socializzazione del bambino non vedente. Milano: Franco Angeli. Negri, E. La mano sul cappello: handicap e disabilit… nella minorazione visiva. Aspetti psicologici della minorazione visiva. Ottavi, I., Gioia, M. C. Psicologia, sport, diverse abilit…. (Dispensa della Federazione Italiana Sport Disabili). Perez-Pereira, M., Conti Ramsden, G. (2002). Sviluppo del linguaggio e dell'interazione sociale nei bambini ciechi. Azzano San Paolo (BG): Junior. Sitografia: www.ecomind.it/infanzia_e_adolescenza/cecit…_congenita.html www.psicopedagogie.it/ipovedenti.html www.subvedenti.it Eleonora Chessa, Maria Francesca Congiu