IL DISABILE VISIVO IN CONTESTI DI EMERGENZA [abstract] L'articolo illustra le risorse che possono essere messe a disposizione dei disabili della vista affinch‚ possano rispondere adeguatamente alle situazioni di emergenza, nella convinzione che essi possano essere attivi garanti della propria sopravvivenza.[fine abstract] Ida Roberta Plastina Nel 2007 Š stata istituita la Giornata Nazionale del Braille. Il fine di tale iniziativa Š quello di sottolineare l'importanza del sistema Braille per le persone non vedenti, e quindi anche quello di aumentare la sensibilizzazione dell'opinione pubblica rispetto alla disabilit… visiva, affinch‚ si realizzi una "reale inclusione sociale, di accesso alla cultura e all'informazione per tutti coloro che soffrono di minorazioni visive" (art. 2)1. Il 2007 Š stato anche l'anno in cui si Š ricordato il devastante terremoto che aveva colpito dieci anni prima le Marche e l'Umbria, terremoto, che ha provocato ben undici morti e migliaia di sfollati. Sebbene i due eventi succitati non sembrino avere un legame, ad una pi— attenta riflessione si delinea la mancanza di attenzione nei confronti della disabilit… visiva in contesti emergenziali, quale ad esempio quello dell'emergenza sismica. Pertanto, sia l'istituzione della Giornata Nazionale del Braille sia il ricordo della tragedia del 1997, rappresentano uno stimolo ad approfondire la tematica della disabilit… in generale, e nella fattispecie della disabilit… visiva, in situazioni di emergenza. In questo contesto si far… riferimento alle emergenze come quelle "circostanze in cui un evento devastante di origine naturale o provocato dall'uomo (disastro), in modo inaspettato ed improvviso crea un clima di attivazione, di allerta, di urgente bisogno, accompagnato da tentativi immediati di soccorso" (Castelli, Sbattella, 2003, p. 23). Uno dei pi— importanti compiti affidati alla Protezione Civile, Š quello di proteggere i cittadini dai danni derivati dalle calamit… e di aiutarli a prepararsi per rispondere adeguatamente a queste situazioni. Tali responsabilit… sono rivolte a tutti i cittadini, tuttavia l'attenzione alle persone con disabilit… risulta, nei piani di protezione e/o nella pianificazione dei servizi nell'emergenza, ancora carente. La Protezione Civile fa pi— spesso, riferimento alla disabilit… in termini di risposte adeguate che il volontario pu• dare alle persone con handicap coinvolte nell'emergenza (Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, 2007). Questa prospettiva, dalla quale viene affrontata la problematica della disabilit… in emergenza Š sicuramente essenziale, Š infatti importante conoscere come ci si comporta in una situazione tanto particolare con una persona disabile e nello specifico con una persona non vedente. Tuttavia anche i disabili potrebbero essere i destinatari di iniziative che gli consentano di "prepararsi" all'emergenza, secondo regole che pi— li caratterizzano. Per la realizzazione concreta di un tale obiettivo, diventa per• necessario riflettere in primo luogo sulle difficolt… che, nello specifico, un non vedente pu• incontrare nel tentativo di mettersi in salvo in un contesto emergenziale: da un lato c'Š la necessit… di orientarsi in una situazione che Š nuova, che fa paura, in cui molto spesso i rumori si sovrappongono impedendone una corretta percezione; dall'altra parte ci sono poi, i possibili ostacoli che inevitabilmente dopo un'emergenza, rendono il percorso verso l'uscita pi— complesso. La situazione diviene ancora pi— difficoltosa, se si pensa alla possibilit… che il non vedente si possa trovare in un luogo a lui non familiare: ci• comporta infatti, l'assenza di una mappa mentale precostruita della struttura, che invece, potrebbe consentire di dirigersi pi— facilmente verso una via di fuga. Da queste ultime osservazioni deriva sia l'importanza di una pi— attenta considerazione delle particolari esigenze di questi soggetti in situazioni di emergenza, sia la necessit… di informarli rispetto a tali evenienze. Nell'analizzare la condizione di un non vedente, in caso di emergenza, un importante aspetto da considerare Š l'orientamento e quindi la possibilit… del non vedente di muoversi. La "mobilit…" fa riferimento alla capacit… e all'abilit… di muoversi con sicurezza e disinvoltura nell'ambiente. La minorazione visiva, implicando un danneggiamento delle strutture e funzioni che permettono di rilevare informazioni a media e lunga distanza, non consente di mettere in atto comportamenti anticipatori (Dini, Ricci, 2002), precludendo cosŤ la possibilit… di organizzare il comportamento prima di avere un contatto con gli oggetti. La capacit… anticipatoria, che la vista fornisce, permette di selezionare sin dall'inizio il programma motorio pi— adatto e di operare, se necessario, opportune correzioni nel corso dell'azione (Gargiulo, 2005). L'assenza di tale competenza anticipatoria nei non vedenti, potrebbe indurre a pensare che siano ineluttabilmente compromessi la mobilit… e l'orientamento spaziale, tuttavia, i ciechi sono persone in grado di poter svolgere, con i dovuti accorgimenti, qualsiasi attivit…, da quelle pi— semplici e quotidiane a quelle pi— complesse (anche per un normodotato), come scalare le montagne, sciare, esplorare i fondali marini. Ci si pu• chiedere allora, quali siano le risorse che consentono al non vedente di potersi muovere nell'ambiente familiare e non, con padronanza e sicurezza. Quando l'organismo non dispone delle informazioni visive, si "adatta" ad utilizzare, con la stessa efficacia, altri tipi di informazioni che provengono da canali diversi. In particolare, l'udito Š la pi— importante risorsa del non vedente nella percezione a distanza: esso, infatti, consente di avere un'idea globale dello spazio e di percepire rapidamente informazioni sulle relazioni spaziali esistenti tra elementi che producono suoni (Gargiulo, 2005). Si potrebbe quindi immaginare che la capacit… anticipatoria data dalla vista, nei non vedenti Š in parte sostituita dall'udito, che permette di localizzare e discriminare senza avere un contatto diretto con gli oggetti. Informazioni pi— dettagliate e analitiche vengono poi percepite attraverso il tatto, che trasmette dati su forme, oggetti, materiali e anche attraverso la percezione plantare che invece d… informazioni sulla natura del terreno. La sensibilit… termica consente di individuare le specificit… ambientali, come ad esempio le zone d'ombra. L'olfatto definisce gli odori, permettendo di riconoscere particolari luoghi. Il senso cinestetico, infine, registra i cambiamenti di livello, ad esempio le salite, le discese, le curve (Dini, Ricci, 2002). A questi "sensi vicarianti", che rappresentano un'essenziale risorsa per la mobilit… del disabile visivo, si possono associare altri ausili, che permettono una migliore mobilit…. Quello utilizzato pi— frequentemente Š il bastone bianco, che consente di affrontare gli ostacoli, che si incontrano durante il cammino e d… anche indicazioni delle caratteristiche dell'ambiente circostante, grazie alle informazioni acustiche che pu• trasmettere. Esistono anche ausili elettronici che rimandano un segnale acustico variabile in base alla distanza degli ostacoli, consentendo di individuarne la presenza in anticipo. I suddetti sensi, presenti in ogni uomo, ma particolarmente affinati nelle persone che non possono contare sul senso della vista, associati a specifici ausili, permettono ai non vedenti di muoversi efficacemente anche in luoghi a loro non del tutto familiari. Ciononostante, per i non vedenti e gli ipovedenti non sempre muoversi Š cosŤ immediato e facile, ci sono infatti molti fattori che influenzano la mobilit… del cieco, quali ad esempio il suo grado di autonomia, la presenza di barriere architettoniche o psicologiche. In questo studio, verranno approfondite proprio queste ultime: le barriere definite "psicologiche", ovvero tutte quelle situazioni, nell'ambito della mobilit… e dell'orientamento dei disabili visivi, che generano insicurezza, disorientamento e panico, facendo sŤ che il non vedente rinunci alla propria mobilit… in autonomia (A.P.R.I., 2002). Tale condizione, inevitabilmente si concretizza, anche quando il non vedente si trova in una situazione di emergenza, come potrebbe essere, per esempio, un sisma di elevata intensit…, quando, da un lato la paura per l'evento improvviso e imprevisto, dall'altro la mutazione dell'ambiente circostante, possono paralizzare il soggetto disorientandolo ed esponendolo ad un rischio elevato di danni alla propria integrit… fisica. Considerate le precedenti potenzialit… del non vedente, si pu• riflettere sulla possibilit… che egli ha, in un contesto emergenziale, di poter provvedere alla propria incolumit…. Come si Š visto la cecit…, non comporta necessariamente gravi limitazioni alla mobilit…, e la possibilit… di raggiungere (di muoversi verso) un luogo sicuro Š una risorsa essenziale in situazioni catastrofiche; ad esempio la Protezione Civile (2005), in caso di terremoto, suggerisce di cercare un luogo, come il vano di una porta, dove mettersi al sicuro. Riuscire a ripararsi durante l'emergenza Š dunque un aspetto prioritario. Rispetto a quanto visto precedentemente, si pu• arguire che il non vedente abbia questa possibilit…. Tuttavia come si Š gi… detto, anche se il non vedente conoscesse molto bene il luogo nel quale si trova al momento dell'emergenza, sia a causa della reazione emozionale che l'evento pu• attivare, sia a causa di un'alterazione dell'ambiente, non Š facile in queste situazioni organizzare un'agire adeguato. Inoltre, vedere male o non vedere, comporta la necessit… di prestare una maggiore attenzione agli stimoli provenienti dall'ambiente, quindi confrontarli, interpretarli ed organizzarli prima di avviare l'azione, cosŤ da trarne le informazioni necessarie per il conseguimento dell'obiettivo prefissato. Tale lavoro aggiuntivo (rispetto ai normovedenti, che hanno una percezione dell'ambiente immediata), che in situazioni normali Š funzionale, poichŠ consente di conoscere l'ambiente, comporta un maggiore impiego di tempo: il tempo per attendere la comparsa di un indizio utile, il tempo di ricordare e di orientarsi (Gargiulo, 2005). Ma aspettare questo tempo, nel caso di calamit…, potrebbe porre il non vedente in una condizione di maggiore rischio. La cecit… definisce quindi, in questi drammatici contesti, problematiche diverse da quelle riscontrabili nella popolazione generale, e per tal motivo le proposte a quest'ultima rivolte, non possono essere generalizzate per le persone cieche, diventa quindi importante pensare a formare e informare anche i non vedenti rispetto all'emergenza, affinch‚ possano, quando la situazione lo permette, attivarsi adeguatamente per raggiungere un posto sicuro. Considerazioni molto simili valgono anche nel caso dei soggetti ipovedenti, che in pi—, rispetto ai ciechi totali potrebbero avere l'aiuto di un basso potenziale visivo, ma anche gli ipovedenti hanno bisogno di quel tempo, pericoloso in emergenza, per codificare ed interpretare le informazioni (anche visive, ma molto carenti) provenienti dall'ambiente. La Gargiulo (2005), scrive: "l'agire dell'uomo Š guidato anche dalle sue conoscenze, pertanto ogni elemento in pi— conosciuto (meglio se sperimentato), Š una possibilit… in pi— offerta al suo agire". Si pu• allora pensare, che sia possibile aiutare i non vedenti e gli ipovedenti attraverso l'informazione ad organizzare in situazioni di emergenza una reazione adeguata e funzionale alla propria sopravvivenza. Attualmente, le iniziative preventive che mirano ad "esercitare" la popolazione, per rispondere efficacemente a situazioni drammatiche, sono ormai numerose, e tutte si avvalgono dell'informazione/formazione (si pensi per esempio alle esercitazioni, in cui si simula un evento calamitoso e tutte le sue possibili conseguenze). Dunque la possibilit… di formare anche queste persone, consentendogli di confrontarsi e sperimentare anticipatamente le proprie potenzialit… in possibili situazioni di emergenza, assume un significato preventivo rilevante. Per approfondire questa tematica si Š voluto svolgere uno studio pilota, per il quale Š stato costruito un questionario da somministrare a soggetti ipovedenti o ciechi, con lo scopo di indagare: il livello di informazione che i non vedenti hanno rispetto alle situazioni di calamit…, se ritengono, inoltre, di poter reagire in questi contesti (percezione delle proprie risorse), ed infine che cosa potrebbe aiutarli a rispondere adeguatamente in situazioni cosŤ drammatiche. Per l'elaborazione del questionario, non avendo riferimenti bibliografici, si sono consultate diverse persone che si occupano sia di non vedenti sia di emergenze. Si sono quindi specificate le aree tematiche da affrontare e sono stati definiti i quesiti. Si Š scelto di adoperare domande chiuse, in cui il soggetto in una lista di alternative avrebbe dovuto individuare la risposta che pi— lo rappresentava. Prima della somministrazione definitiva del questionario Š stato effettuato un pre-test ad un piccolo numero di soggetti, per rilevarne eventuali limiti. La somministrazione, in questa prima fase, Š stata fatta face to face, presso la sede provinciale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Cosenza. A seguito di questa prima somministrazione-prova emersero alcuni aspetti problematici, quali ad esempio le troppe alternative di risposta, l'uso di termini troppo specifici e quindi poco conosciuti, domande formulate in modo prolisso; per tanto la struttura del questionario Š stata rivista. La successiva e definitiva versione fu poi composta da venticinque items, suddivisi nelle seguenti aree di contenuto: 1. Dati anagrafici. 2. Esperienza di situazioni di emergenza. 3. Percezione delle proprie risorse. 4. Livello di informazione rispetto alle possibili situazioni di emergenza. 5. Quali iniziative potrebbero essere pi— utili per aiutare il disabile visivo in emergenza. 6. Informazioni (facoltative) sulla minorazione. Rispetto alle iniziative che potrebbero essere utili per aiutare il disabile visivo in emergenza (punto 5), nel questionario furono riportate alcune proposte di formazione e di informazione per i non vedenti e gli ipovedenti riguardo a situazioni emergenziali (in questo caso Š stato chiesto ai soggetti di valutare tali proposte secondo una scala di giudizio con valori da 1 a 5). Queste proposte sono state elaborate sia tenendo conto delle iniziative, che spesso le associazioni di Protezione Civile realizzano coinvolgendo i cittadini, sia considerando le peculiarit… legate alla cecit…. Esse riguardavano: * Far ascoltare ai non vedenti e agli ipovedenti "i rumori del pericolo". Rispetto a questa possibile iniziativa, si Š ipotizzato che se il non vedente possa preventivamente ed in modo controllato ascoltare rumori come il boato pi— tipico di un terremoto lo scricchiolio di qualcosa che va a fuoco, trovandosi in una reale situazione di questo tipo, non perderebbe molto tempo a cercare di decifrare il suono, e a tentare di capire che cosa lo abbia prodotto. Quel rumore, ascoltato diverse volte a scopo cautelativo, non sar… pi— nuovo e disorientante ma pi— facilmente verr… identificato come un rumore di pericolo e ci• consentir… di reagire pi— velocemente. Si ipotizza che in questo modo si possa ridurre, anche se di poco, quel tempo di cui il non vedente necessita per orientarsi, che in questi casi, inaspettati e improvvisi, si allunga ulteriormente, determinando non pochi rischi. * La diffusione delle informazioni sulle situazioni di calamit… attraverso diversi canali, compresi per esempio degli opuscoli in braille. * L'organizzazione, da parte delle associazioni di protezione civile locali, di esercitazioni in cui i non vedenti sono coinvolti attivamente; cosŤ che il soggetto con minorazione visiva possa confrontarsi concretamente con l'emergenza, sperimentando emozioni e sensazioni attivate dall'essere vittima. * L'organizzazione di un lavoro di impronta psicologica, con piccoli gruppi di non vedenti, attraverso il quale, utilizzando ad esempio tecniche psicodrammatiche o di fantasia guidata, i partecipanti non vedenti o ipovedenti possano comprendere e confrontarsi, con le proprie modalit… di reazione agli eventi stressanti, possano entrare in confidenza con le proprie emozioni e gestirle, per ottenere in situazioni drammatiche un comportamento sano ed efficace. * L'adattamento delle strutture, affinch‚ in situazioni di emergenza possano attivarsi dei dispositivi che aiutino il non vedente ad orientarsi, questo potrebbe essere un aiuto essenziale se ad esempio il non vedente non conoscesse il luogo in cui si trova al momento della tragedia. Il questionario elaborato era introdotto da una breve presentazione, in cui si spiegava l'obiettivo della ricerca, si sottolineava l'importanza del contributo che il soggetto avrebbe potuto dare, specificando che non vi era una valutazione delle risposte e che il questionario rimaneva anonimo. Esso Š stato indirizzato a soggetti ipovedenti o non vedenti adulti e giovani-adulti a partire da circa sedici anni. Il campione era, quindi, costituito da trenta persone tra non vedenti ed ipovedenti, reclutati sia presso la sede provinciale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Cosenza, sia attraverso la mailing list del Gruppo Giovani U.I.C.I. L'et… media dell'intero campione era di 41,6 anni, ed era costituito da 14 donne (46,6%) e 16 uomini (53,3%). I risultati pi— significativi emersi da quest'indagine qualitativa hanno rivelato che: * Rispetto alle informazioni che i non vedenti possiedono riguardo a possibili eventi emergenziali, il 60% degli intervistati non aveva alcuna conoscenza di tali problematiche, e solo il 3%, quindi un solo soggetto, aveva avuto informazioni specificamente dirette a lui, in quanto non vedente, in una prova di evacuazione. Il 93% dei soggetti potrebbe sentirsi pi— sicuro, se fosse maggiormente informato riguardo a possibili situazioni di calamit… e ai comportamenti rispondenti adeguati. * Rispetto alla percezione delle proprie risorse in condizioni catastrofiche, le risposte al questionario rivelano che, il 73% del campione, immagina di potersi mettere in salvo in tali situazioni, la met… dei soggetti intervistati (50%) cercherebbe di orientarsi per raggiungere un posto pi— sicuro, e il 90% di loro crede che, se rimasto indenne, sia in grado di aiutare una persona cara in pericolo. Considerando questi dati, si pu• presumere che i non vedenti o gli ipovedenti non si lascino bloccare dalla loro disabilit…, in situazioni di pericolo, ma come tutti, istintivamente (stato di emergenza psicologica)2 sono portati a cercare la salvezza per s‚ e per le persone care; si potrebbe quindi concludere che, rispetto al campione considerato, la specifica limitazione data dalla disabilit… visiva, in contesti emergenziali, non implica in modo assoluto il sentirsi inerme o il reagire passivamente. * Rispetto alle iniziative proposte, quelle valutate in modo pi— positivo dai soggetti intervistati, sono state : la possibilit… di ascoltare preventivamente "i rumori del pericolo", per riconoscerli in modo immediato e mettersi in salvo pi— rapidamente (il 73% dei soggetti ha attribuito valore 5); e la possibilit… di partecipare a simulazioni in cui si Š coinvolti attivamente, in quanto non vedenti o ipovedenti, tale proposta ha avuto una valutazione altrettanto elevata con il 70% di soggetti che gli ha attribuito il valore massimo. Il 63% ritiene che sia molto importante anche l'adattamento delle strutture con dispositivi che attivandosi in caso di emergenza aiutino il non vedente ad orientarsi; il 40% d… inoltre, un valutazione elevata alla possibilit… di organizzare preventivamente un lavoro di impronta psicologica; solo il 23% dei soggetti attribuisce elevata importanza alla diffusione delle informazioni sulle situazioni di emergenza attraverso diversi canali. Da questi dati si pu• ipotizzare che una maggiore attenzione alla cecit… e all'ipovedenza, nel diffondere informazioni e consigli rispetto a come affrontare l'emergenza, potrebbe dare, da un lato la semplice consapevolezza di non essere completamente impreparati a queste evenienze, ma dall'altro costituirebbe "un tentativo" di aiutare preventivamente queste persone (che, come si Š appena visto, non subirebbero il pericolo, ma cercherebbero, non solo di mettersi in salvo, ma se Š necessario anche di aiutare un'altra persona) ad organizzare un agire, non basato su tentativi ed errori, ma adeguato ed efficace. Ci si Š volutamente riferiti alla possibilit…, ad un "tentativo", di aiutare queste persone, piuttosto che prospettare una sicura salvezza garantita da una formazione preventiva; l'incolumit… dell'individuo dipende, infatti, da una moltitudine di variabili, che di certo non possono essere controllate o previste in un momento di formazione. Come gli stessi non vedenti intervistati hanno rilevato, condizioni importanti da cui deriva la possibilit… che queste persone reagiscano adeguatamente sono la gravit… della situazione, la conoscenza del luogo in cui ci si trovava, e ancora si possono aggiungere tutta una serie di variabili, descritte dalla letteratura, che riguardano in primo luogo la personalit… del soggetto, la sua storia, eventuali problematiche psicologiche preesistenti (Young, Ford, Ruzek, Friedman, Gustman, 2002; Giannantonio, 2003), tutti aspetti che, inevitabilmente condizionano la reazione del soggetto in situazioni di grave pericolo. Certo Š per•, che le suddette variabili non hanno valore determinante solo per i soggetti non vedenti, ma lo sono, per qualsiasi individuo che si trovi in una situazione di emergenza. I dati emersi dal questionario, non possono essere utilizzati per trarre conclusioni inoppugnabili rispetto alla popolazione generale dei non vedenti e degli ipovedenti: infatti, l'esiguit… del campione, e gli evidenti limiti dello strumento utilizzato (nei confronti del quale non sono state applicate procedure statistiche che consentissero di valutarne l'attendibilit… e la validit…), non consentono di estendere questi risultati. Tuttavia si pu• riflettere su quanto la formazione e l'informazione, siano essenziali per la popolazione generale, ne sono testimonianza le tante iniziative che, periodicamente, vengono realizzate nelle citt… italiane per sensibilizzare e formare i cittadini rispetto alla tematica dell'emergenza. Pertanto informazione e formazione, pur non essendo ragione principale di salvezza, in situazioni drammatiche rappresentano comunque una potenziale risorsa verso l'incolumit…, di cui tutti i cittadini, al di l… di ogni differenza, devono poter disporre. Questo lavoro vuole rappresentare un'occasione per riflettere sulla possibilit… di offrire un aiuto preventivo ai non vedenti o agli ipovedenti perch‚ possano, utilizzando adeguatamente le numerose risorse che suppliscono l'assenza della vista, rispondere a situazioni calamitose con un comportamento, che sia sicuro e che non aumenti il rischio, gi… elevato per questi soggetti, di trovarsi in condizioni ancora pi— pericolose per la loro incolumit…. Inoltre, si vuole presentare una visione della cecit… e dell'ipovedenza non necessariamente legata alla cura e all'assistenza di queste persone, che di certo Š essenziale in un contesto calamitoso, ma si cerca anche di trasmettere la convinzione che i disabili visivi, se adeguatamente informati e formati, possano essere attivi garanti della propria sopravvivenza. Tra le proposte precedentemente riportate nessuna Š stata concretamente sperimentata e, in ogni modo, si crede opportuno un maggior approfondimento circa la loro possibile efficacia ed utilit…; tuttavia, gi… il prendere semplicemente in considerazione delle possibilit… concrete di muoversi nel prossimo futuro verso una protezione civile che includa la disabilit… visiva, pu• rappresentare un primo passo verso la possibilit… di garantire ai non vedenti e agli ipovedenti, in quanto cittadini, l'importante risorsa della conoscenza e del sapere, affinch‚ quel concetto, tanto dibattuto, di integrazione, non rimanga solo ancorato all'apparenza, ma possa concretizzarsi in ogni manifestazione dell'esistenza umana, e in particolare nelle sue manifestazioni pi— tragiche, quando avere una disabilit… non deve, e non pu• significare, andare necessariamente incontro al rischio concreto di perdere la vita. Bibliografia A.P.R.I. (2002). 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Gli esseri umani entrano quindi, in uno stato di emergenza quando pensano di essere di fronte alla morte, lo stato di emergenza psicologica pu• perci•, essere spiegato come un istinto alla sopravvivenza, un tentativo di prolungare la propria vita. Ô bene sottolineare che lo stato di emergenza psicologica Š una strategia funzionale alla sopravvivenza, Š infatti un'espressione di ci• che LeDoux (1996) riteneva essere "il sistema difensivo", presente nel cervello della maggior parte delle creature, e creato dall'evoluzione. Tale sistema Š in grado di accorgersi del pericolo e di attivare delle risposte comportamentali che aumentino al massimo le probabilit… di sopravvivere. Blanchard e Blanchard (1989, citato in Axia, 2006 ) hanno elaborato un'accurata descrizione del comportamento umano, ed animale, di fronte ad una minaccia o un pericolo. Gli autori individuano tre reazioni caratteristiche: l'immobilit…, la lotta, la fuga. ?? ?? ?? ?? 11