Storia dell'intelligenza artificiale

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Anno di pubblicazione: 
2 003
Volumi Braille: 
2
Pagine Braille: 
222

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Le macchine pensanti sono un mito e un'ossessione del nostro tempo. Per alcuni la vittoria di Deep Blue, il calcolatore che ha sconfitto lo scacchista Garry Kasparov, ha segnato una svolta epocale. Da decenni la controversia sull'intelligenza artificiale che minaccia di superare quella umana alimenta una dura e appassionata polemica, analoga a quella che a suo tempo accompagnò il dibattito sull'evoluzione. La discussione coinvolge studiosi di diverse discipline: informatici e neuroscienziati, matematici e filosofi, questi ultimi impegnati nel difficile compito di definire che cosa sia l'intelligenza. In sei sintetici capitoli, Sam Williams segue le tappe dell'evoluzione delle macchine pensanti e il dibattito che l'ha accompagnata, raccontando le gesta e i dubbi dei protagonisti di questa straordinaria avventura scientifica: matematici come David Hilbert e Alan Turing, il pioniere John McCarthy, fondatore con Marvin Minsky dell'Artificial Intelligence Laboratory del MIT, l'ottimista Ray Kurzweil, il profeta della realtà virtuale Jaron Lanier, e infine Bill Joy, che ha lanciato un appassionato grido d'allarme di fronte alle terribili potenzialità di nano e biotecnologie. Accanto a scienziati e tecnici, in una panoramica chiara e sintetica, Sam Williams non dimentica le visioni che hanno plasmato la nostra idea di intelligenza artificiale: quelle immaginate, tra scienza e fantascienza e con l'aiuto di qualche ricercatore, in film come 2001: Odissea nello spazio, Tomb Raider o Terminator.